Arte contemporanea: cos’è (differenza con l’arte moderna) e artisti famosi

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Tutti pensano di sapere cosa sia esattamente l’arte contemporanea, ma spesso questa definizione viene usata a sproposito e su alcuni grandi artisti e le loro opere persistono pregiudizi e credenze profondamente errati.

Davanti ad un’opera di arte astratta, c’è sempre lo spiritoso che commenta che anche il suo bambino di cinque anni la saprebbe fare allo stesso modo, o magari meglio. Questo tipo di battuta chiarisce molto bene il grado di ignoranza che spesso caratterizza chi si approccia, senza strumenti, ad un’opera di arte contemporanea.

Differenza tra arte moderna e arte contemporanea

Spesso chi non conosce molto bene la storia dell’arte e neppure la storia in generale, fatica a distinguere opere e artisti moderni, da quelli contemporanei e in molti casi le etichette di arte moderna e di arte contemporanea vengono usate come sinonimi o scambiate tra loro in modo del tutto arbitrario.

Fare chiarezza per fortuna non è poi così complicato. L’arte preistorica è quella precedente alle forme di scrittura. Con arte antica si intende quella prodotta nel periodo che va dalla nascita della scrittura (3500 a.C. circa), alla caduta dell’impero romano (476 d.C.). Segue l’arte medievale che come periodo viene per convenzione fatta rientrare tra la caduta dell’impero romano e la scoperta dell’America (1492).

L’arte moderna va dalla scoperta dell’America alla Rivoluzione Francese (1789). Ed eccoci finalmente all’arte contemporanea, ovvero quella prodotta dal 1789 ad oggi (diciamo dalla seconda meta del ‘700 fino ai giorni nostri). Probabilmente non è un caso che nel 1839 nasca la fotografia, che senza dubbio ha contribuito ad accelerare molti processi, come quelli alla base di opere (in particolare grafiche e pittoriche) che si distanziassero sempre di più dalla mera riproduzione della realtà. Ma di questo parleremo meglio in seguito.

Usando i semplici riferimenti temporali (di massima) che abbiamo appena visto e sui quali comunque non è errato applicare un minimo di elasticità, appare evidente come spesso si vadano a definire come moderni, artisti che in realtà sono contemporanei e viceversa. Gran parte delle più note opere d’arte del Rinascimento italiano, sono ad esempio arte moderna a tutti gli effetti.

Opere come, ad esempio quelle degli impressionisti, rientrano nell’arte contemporanea, così come è più ovvio e generalmente compreso da tutti, anche le opere degli artisti viventi, che sono per l’appunto nostri contemporanei.

I principali stili dell’arte moderna

Michelangelo, Creazione di Adamo, 1511

Per fare ulteriore chiarezza vediamo alcuni dei più noti stili che rientrano nell’arte moderna. L’arte del Rinascimento in particolare dopo il 1500 è arte moderna, così come quella Barocca (1600) il Rococò e le varie correnti orientaliste ed esotiste del 1700-1800.

Neoclassicismo e Romanticismo: stili ottocenteschi

Neoclassicismo e Romanticismo, stili ottocenteschi, possono rientrare, in base alle opere e agli autori, più o meno a pieno titolo nell’arte contemporanea, basandosi su criteri cronologici.

Va anche detto che alcuni considerano tutta l’arte contemporanea già storicizzata come moderna e fanno di conseguenza rientrare nell’etichetta di contemporaneo solo gli artisti ancora in vita e piena attività, sui quali spesso la critica non è concorde e sul cui operato di certo la storia non ha ancora detto la sua.

I principali stili e correnti dell’arte contemporanea

Picasso, Les demoiselles d'Avignon, 1907
Picasso, Les demoiselles d’Avignon, 1907

Verso la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento l’arte ha subito quella che per molti versi è stata una brusca accelerazione, caratterizzata dalla voglia di sperimentare nuove tecniche e linguaggi. La fibrillazione evidente nell’arte era specchio di profondi mutamenti sociali e anche scientifici.

Il Novecento è il secolo della avanguardie tra queste ci sono le cosiddette avanguardie storiche, ovvero il Futurismo, il Dadaismo, il Surrealismo e l’Espressionismo. Ma questi non sono stati i primi “ismi” della storia dell’arte, sono stati infatti preceduti cronologicamente dall’impressionismo, corrente artistica assolutamente fondamentale per capire l’arte di oggi, che nacque in Francia, nella seconda metà dell’Ottocento, attorno al 1860-1870 grazie alla creatività di artisti come Claude Monet (da non confondere come alcuni fanno con Édouard Manet, che invece fu un grandissimo pre-impressionista).

Altra fondamentale pagina di storia dell’arte contemporanea è poi quella del cubismo, che per convenzione ha come suo anno di nascita il 1907 e ha tra i suoi maggiori esponenti il famosissimo Pablo Picasso, artista morto nel 1973, giusto per capire quanto sia a noi vicino.

L’impressionismo, oggi generalmente molto apprezzato e spesso protagonista di fortunate mostre, in Italia come all’estero, quando nacque non venne accolto bene, tanto che il nome di questo stile rimanda a commenti negativi rivolti alle opere di artisti come Monet, che venivano considerate imprecise, abbozzate, delle “impressioni” degli abbozzi, più che opere finite e quindi con una loro piena dignità.

Destino analogo, anche se per ragioni differenti, ebbe il cubismo, che a differenza dell’impressionismo, non viene del tutto capito e apprezzato nemmeno oggi, almeno dal grande pubblico che fatica a comprenderne la dirompenza culturale.

Le opere cubiste possono sembrare strane e magari perfino prive di senso, ma in realtà hanno sconvolto la pittura (e non solo, esiste ad esempio anche l’architettura cubista) facendo approdare sulla tela la quarta dimensione, il tempo. Le opere cubiste fissano sul supporto lo stesso soggetto scardinando l’unicità del punto di vista.

Partendo dalle intuizioni di Paul Cézanne che morì nel 1906, dall’anno successivo i cubisti iniziarono a raffigurare i loro soggetti scomponendoli in piani e forme geometriche e introducendo la dirompente novità della quarta dimensione, quindi di una raffigurazione non solo spaziale, ma temporale. Uno stesso soggetto visto in contemporanea da differenti punti di vista.

Il tempo da questo momento in poi affascinerà sempre più artisti, di differenti correnti e diventerà sempre più spesso protagonista, si pensi ad esempio anche ai lavori del futurista Boccioni o del surrealista Dalì.

Il rapporto tra fotografia e arte contemporanea

fotografia e arte contemporanea

Tra la fine del 1700 e i primi anni del 1800 si inizia a pensare con crescente interesse alla possibilità di riprodurre delle immagini attraverso la luce. Gli approcci inizialmente saranno diversi e ci vorranno decenni prima di arrivare a risultati degni di nota. Più persone in diversi paesi (tra i quali Francia, Inghilterra e Germania), sperimentarono più o meno in contemporanea, differenti approcci a quella che oggi conosciamo come fotografia. L’idea di base era la stessa, usare la luce per fissare un’immagine su un supporto, ma gli approcci, le tecnologie e proprio i supporti usati erano i più diversi, dall’asfalto alla carta, passando per lastre di vetro o metallo.

Oggi la fotografia è quasi sempre digitale e spesso vive senza un supporto fisico, ma i pionieri di questa disciplina, a metà strada tra arte e tecnica di un supporto avevano assoluto bisogno e inizialmente quello che garantì la migliore resa non fu la carta, bensì lastre di metallo o vetro.

Spesso non ci si pensa, ma la fotografia ebbe un impatto dirompente sull’arte e in particolare manco a dirlo sulla pittura con la quale nel giro di pochi anni entrò in diretta competizione.

Le prime immagini fotografiche erano in bianco e nero e piuttosto approssimative, erano di piccole dimensioni, costose e difficili da ottenere, quindi per un po’ la pittura (e chi se ne occupava) non ebbe troppo da temere. Con i rapidi progressi della fotografia però ai pittori, in particolare a quelli che non erano molto abili e anche molto rapidi, restavano poche possibili scelte, o cambiare lavoro e magari convertirsi proprio in fotografi o sperimentare con la loro arte qualcosa di nuovo, qualcosa che la fotografia non poteva fare: forme, colori, tecniche, approcci innovativi. In questi anni, dalla seconda metà dell’Ottocento ai primo del Novecento, la pittura si discosta sempre più spesso e sempre più rapidamente dalla realtà, non serve più che si limiti ad imitare quello che la fotografia può catturare in tempi rapidissimi e con costi destinati ad abbattersi sempre di più con il passare del tempo.

La ricerca degli impressionisti, per certi versi ricorda quella dei primi fotografi, anche gli impressionisti erano affascinati dalla luce e le loro piccole e rapide pennellate potrebbero per certi versi farci pensare oggi ai pixel di una moderna immagine fotografica, suggestione che diventa ancora più forte guardano le opere dei neo impressionisti, che erano affascinati da discipline come l’ottica e si consideravano scienziati della pittura.

Oggi con la fotografia digitale e con il fotoritocco, si può creare qualsiasi immagine, ma quando le prime macchine fotografiche iniziarono a circolare potevano solo fissare un attimo, portando su un supporto un’immagine della realtà. La pittura poteva fare ben altro, come ad esempio rappresentare un sogno, cosa alla quale si dedicarono i surrealisti. La pittura poteva fare altro e iniziò sempre più spesso a farlo.

Ci furono anche artisti, ci sono anche oggi e non vanno dimenticati, che continuarono a riprodurre fedelmente la realtà, spesso peraltro contando su numerosi estimatori, si parla di realismo e addirittura di iperrealismo. Questo tipo di arte probabilmente non morirà mai, ma per alcuni è un mero esercizio stilistico, molti in particolare dal Novecento hanno deciso che la pittura era un eccitante terreno di sperimentazione e questo entusiasmo contaminò ben presto anche la scultura e le altre arti.

Sfogliando un libro di storia dell’arte si potrebbe pensare che ad un certo punto il modo di dipingere sia cambiato drasticamente, in realtà i libri ci raccontano le sperimentazioni più ardite e interessanti, ma ci sono sempre stati e sempre ci saranno anche artisti più tradizionali, che molti peraltro trovano quasi rassicuranti e di cui magari scelgono volentieri le opere per arredare casa propria.

I più importanti artisti e movimenti artistici del ‘900

Vasilij Kandinski
Vasilij Kandinskij, Giallo, rosso, blu, 1925

L’arte del XX secolo è stata un susseguirsi di stili, ricerche e sensibilità, spesso estremamente diverse tra loro. Si tratta di un mondo veramente molto variegato, caleidoscopico, emozionante, da scoprire, conoscere e approfondire.

Espressionismo; movimento artistico e artisti di spicco

Tra i movimenti artistici del Novecento che senza dubbio vanno conosciuti c’è l’Espressionismo, nato e cresciuto in particolare  in Germania tra il 1900 e il 1910, non solo ha influenzato le arti figurative, ma anche il cinema, il teatro e perfino la letteratura. Il termine espressionismo, da non confondere certo con impressionismo, indica la propensione dell’artista di esprimersi, spesso si tratta di esprimere un malessere interiore, rappresentandolo attraverso una deformazione emotiva della realtà.

L’espressionista, nel raffigurare una figura umana o un elemento naturale, rappresenta in realtà i suoi sentimenti e spesso lo fa con colori e forme decisamente drammatici e distorti.

Eduard Munch, autore del celebre urlo fu un grande espressionista, ma per certi versi lo fu anche Vincent Van Gogh (anche se questo genio non è etichettabile). Altri grandi artisti senza dubbio influenzati dalla corrente, furono Kandiskij, Klimt e Chagall.

Surrealismo: tra Magritte e Dalì

Il Surrealismo è un’altra corrente assolutamente fondamentale per il Novecento e anche per la comprensione di buona parte dell’arte degli ultimi decenni.

Tra i paesi che hanno dato maggiore linfa al surrealismo c’è la Francia, dove prende piede dai primi anni Venti, senza dubbio venendo fortemente influenzato dalle teorie psicanalitiche di Freud. Il Surrealismo non a caso ha come soggetti tipici i sogni e l’inconscio. I soggetti scelti dagli autori surrealisti si liberano dalle convenzioni sociali, stupiscono, emozionano. Il belga Magritte e lo spagnolo Dalì sono tra i massimi esponenti di questo tipo di arte, che spesso si produce in figurazioni decisamente inconsuete e al limite dell’assurdo. Andando oltre la figurazione, troviamo le inconfondibili opere di Joan Mirò, ricche di simbologie e atmosfere, riconducibili anch’esse al sogno e alla psiche.

Astrattismo: opere e movimento artistico

Se parliamo dei movimenti artistici del ‘900 non possiamo non citare poi l’astrattismo. L’arte astratta è forse la più bistrattata e incompresa, ancora oggi, ma può raggiungere vette altissime.

Vasilij Kandinskij è uno dei più rappresentativi ed emozionanti astrattisti che ha celebrato nelle sue opere un forte distacco dalla concretezza e dalla realtà, a favore di una pittura più emotiva e autenticamente libera di sperimentare ed emozionare, toccando le più profonde corde dell’animo. Paul Klee, Franz Marc e Piet Mondrian, con il suo astrattismo geometrico, sono altri mostri sacri di questa prolifica scuola.

Pop art: Andy Warhol e fumetti

Avvicinandosi molto alla nostra contemporaneità merita quanto meno di essere citata la Pop Art. Nata negli Stati Uniti d’America, è arrivata alla consacrazione nei primi anni Sessanta. Si tratta di una forma d’arte “popolare” che trae ispirazione dalla pubblicità, dal cinema e dai media. Andy Warhol indiscusso porta bandiera di quest’arte è morto nel 1987, quindi è a noi veramente vicino e infatti la sua influenza è ancora fortissima in molti giovani artisti.

Discusso e criticato, Warhol, assieme a Lichtenstein e amolti altri, ha comunque profondamente innovato l’arte del Novecento contaminando la pittura con fotografia e fumetto e sperimentando provocazioni che oggi sono parte del nostro bagaglio visivo e che diamo quasi per scontate.

Investire in arte contemporanea

Investire in arte contemporanea

Il rapporto tra arte e denaro, tra oggetti di pregio, opere d’arte e investimenti, forse non è sempre adeguatamente approfondito, ma è decisamente forte. Si tratta di un rapporto che è sempre esistito nei secoli e che continua ad esistere, anche se in modo diverso, anche oggi.

Investire in opere d’arte contemporanea può dare belle soddisfazioni e a differenza di altri investimenti, come ad esempio quelli immobiliari, essere più abbordabile e fiscalmente vantaggioso. Banalmente sugli immobili si pagano le tasse, su quadri e sculture no.

Se si ha occhio (e magari un pizzico di fortuna) o se si studia attentamente il mercato, si possono individuare artisti promettenti, le cui opere oggi costano “poco”, ma che domani potrebbero aumentare di valore in modo estremamente significativo.

Investire in arte contemporanea, oltre a poter essere un buon modo per diversificare i propri investimenti, permette poi di arredare casa con gusto, di attorniarsi di cose belle, che possono anche diventare un ottimo pretesto di conversazione con amici e ospiti e in fine, aspetto da non sottovalutare, comprare le opere di un artista, in particolare se giovane, semi sconosciuto e quasi sicuramente squattrinato, è un modo per aiutarlo, invogliarlo a produrre altra bellezza e più in generale un sistema per sostenere nel nostro piccolo la cultura, da sempre grande ricchezza del nostro paese, ma spesso oggi veramente trascurata.

Se abbiamo un amico artista, compriamo una sua opera piuttosto che una stampa fatta in serie, giusto per riempire una parete con qualcosa che si abbini al divano.

Costi troppo alti? Niente affatto

C’è chi pensa che l’arte costi troppo, ma in realtà si può optare, come detto per opere di artisti giovani, magari appena usciti da un’accademia oppure anche per opere di artisti conosciuti e magari storicizzati, scegliendo dei multipli, che essendo firmati e numerati, sono comunque opere d’arte a tutti gli effetti. Una bella litografia, anche di un artista molto celebre e quotato, può avere un costo abbordabile, così come una serigrafia o magari uno schizzo (in quest’ultimo caso un pezzo unico).

Se non abbiamo amici o conoscenti che dipingono o creano altre opere d’arte, possiamo acquistare pezzi originali e che potenzialmente aumenteranno di valore affidandoci ad uno dei tanti siti specializzati proprio nell’offrire una vetrina per dare visibilità agli artisti.

Galleria d’arte o opere da accademia?

Altra strada percorribile è quella di recarsi in una galleria d’arte e magari farsi consigliare da chi la gestisce, questa via però non sarà la più economica, visto che oltre al guadagno dell’artista dovremo mettere in conto quello del gallerista.

Se un’opera d’arte ci piace, ci emoziona, pensiamo che starebbe benissimo in casa nostra e magari ha un prezzo che siamo disposti a spendere, dovremmo certamente acquistarla, non tanto per fare un investimento, ma per il piacere che ci da.

Se invece il nostro obbiettivo è squisitamente speculativo, ci sono molte informazioni che dovremo raccogliere su un artista, prima di investire sulla sua arte. Chi lo segue, dove espone, che mostre ha fatto e dove, quanto sono quotate oggi le sue opere, ecc. Come ogni investimento anche quello in arte richiede impegno, studio e attente considerazioni per aumentare le percentuali di successo e renderlo nel tempo remunerativo.

Artisti viventi da conoscere per capire l’arte di oggi

Banksy
Banksy, Game changer, 2020

Gli artisti contemporanei, nella più stretta accezione del termine, sono quelli che vivono e lavorano proprio in questo momento. Tra i nomi di maggiore spicco senza dubbio c’è quello di Banksy, uno degli artisti inglesi più famosi al mondo, anche se non si sa esattamente chi sia, si ipotizza abbia 46 anni ed è senza dubbio uno dei maggiori esponenti della street art. Le sue opere compaiono sui muri di mezzo mondo e spesso riguardano argomenti come la politica e l’etica e hanno un approccio fortemente satirico.

Nomi e gruppi artistici arte contemporanea

  • Damien Hirst è un altro nome ben noto a chi segue l’arte contemporanea, è nato a Bristol nel 1965 ed è capofila del gruppo artistico YBAs (Young British Artists). Le sue più note, discusse e provocatorie opere si interrogano sul senso dell’esistenza umana e sulle prospettive di mortalità e immortalità della mente.
  • Maurizio Cattelan è probabilmente il più noto e quotato artista contemporaneo italiano vivente. Classe 1960, è nato a Padova, ha iniziato la sua carriera artistica negli anni 80 e dagli anni 90 in poi in un crescendo di provocazioni ha sempre più fatto parlare di lui e delle sue opere tra scultura e happening.
  • Cao Fei, classe 1978 è un’artista cinese che con i suoi lavori esplora il rapporto tra sogno e realtà. Usando sopratutto forme di arte multimediali, video installazioni e performance, si interroga spesso sulla trasformazione culturale vissuta negli ultimi decenni dalla Cina. Nel 2016 ha esposto al MoMa di New York, ricevendo una definitiva consacrazione.
  • Yayoi Kusama è un’artista giapponese, classe 1929 con uno stile unico caratterizzato da un grande rigore formale. Letteralmente ossessionata da pois e reticolati, le sue opere sono esposte in alcuni dei musei più importanti del mondo, tra i quali il MoMa di New York, il Walker Art Center nel Minneapolis, la Tate Modern a Londra e il National Museum of Modern Art di Tokyo.

L’arte contemporanea è un ottimo modo per capire il nostro tempo, da dove veniamo e verso dove andiamo. Una mente curiosa non può che guardare con interesse all’arte, spesso specchio di cambiamenti sociali, morali e politici.

Lorenzo Renzulli

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