Ultima modifica 22/09/2025
Yves Saint Laurent ha fatto tanto per la moda femminile, aiutando le donne ad acquisire più sicurezza, facendole apparire, ma soprattutto sentire, comode ed eleganti allo stesso tempo. Credeva che la moda non servisse solo a rendere più belle le donne, ma anche a rassicurarle e a dar loro fiducia, permettendole di essere consapevoli di sé stesse. È stato il primo stilista francese a lanciare una linea completa di prêt-à-porter per rendere più democratica la moda; per lui la moda dovesse essere accessibile a tutti e non solo all’élite. Ridefinì anche cosa era considerato “maschile” e “femminile” nell’abbigliamento.
Insieme a Christian Dior e Coco Chanel, Saint Laurent è considerato uno degli stilisti che ha trasformato Parigi nel centro mondiale dell’alta moda, ed è stato una figura chiave della rivoluzione della silhouette femminile alla fine del XX secolo.
Leggi anche la guida stilisti famosi per conoscere le storie degli stilisti che hanno ridefinito il concetto stesso di moda.
Indice
Che era Yves Saint Laurent?
Yves Saint Laurent non è stato solo uno stilista, ma un visionario che ha riscritto le regole dell’eleganza femminile. Nonostante abbia dovuto affrontare numerosi ostacoli nel corso della sua vita, ha segnato un’intera epoca con un nuovo concetto di femminilità che, ancora oggi, continua a ispirare nuove generazioni di stilisti. Dal primo smoking per donna alla rivoluzione del prêt-à-porter di lusso, il suo genio ha trasformato il concetto di sensualità e comfort. È stato il primo stilista vivente a ricevere una mostra personale al Metropolitan Museum of Art di New York nel 1983. Ispirato dall’arte, dalla cultura e da un profondo senso di libertà, ha fatto della moda una dichiarazione di stile e identità. Ha avuto un impatto enorme sulla moda dagli anni ’60 e sulla rappresentazione della diversità etnica nella moda, a partire dalla scelta delle modelle.
Yves Saint Laurent: una vita di sofferenza di un genio creativo
Yves Saint Laurent è cresciuto negli anni ’40 a Orano, nell’Algeria francese. Crebbe in una villa sul Mediterraneo con le sue due sorelle più piccole, Michelle e Brigitte. Sebbene la sua famiglia fosse relativamente benestante, la sua infanzia non fu per niente facile. Fin da piccolo era per lo più timido e riservato, ma allo stesso tempo molto determinato e con idee visionarie. Essendo un sognatore, veniva spesso preso di mira dagli altri bambini a scuola. La sofferenza è stata una cattiva compagna per tutta la sua vita, e che in seguito si trasformò in depressione e in una chimera di altri vizi. Tuttavia, ha sempre trovato conforto nel mondo della moda. Fin da piccolo gli piaceva creare intricate bambole di carta e, nei primi anni dell’adolescenza, disegnava abiti per la madre e le sorelle.
L’incontro con Christian Dior
Nel 1954 si trasferì a Parigi per studiare presso la Chambre Syndicale de la Couture. Il suo talento fu presto riconosciuto, tanto che un bozzetto da lui disegnato vinse il primo premio in un concorso di moda, attirando l’attenzione di Christian Dior. I suoi progetti impressionarono così tanto Dior che ben presto Saint Laurent divenne suo assistente, lavorando direttamente per lui.
Nel 1957, Christian Dior morì di infarto durante un soggiorno a Montecatini, in Italia. Dior nominò Saint Laurent come suo successore, spingendolo a incrociare Pierre Bergé, un imprenditore e caro amico di Dior. Poco dopo essersi conosciuti, i due iniziarono un sodalizio artistico e una relazione lunga quasi due decenni. Bergé aveva un atteggiamento protettivo nei confronti di Saint Laurent e a volte veniva amichevolmente definito la sua “guardia del corpo”. Si separarono nel 1976, ma rimasero amici e soci in affari per tutta la vita.
Il primo grande successo di Dior arrivò nel 1958, con la collezione Trapèze, che ridefinì le silhouette femminili del tempo. Per la sua prima collezione da Dior, Yves Saint Laurent cercava qualcosa di nuovo, per creare un forte impatto. Lo trovò nella silhouette a trapezio, prendendo la classica gonna a trapezio di Dior del 1947 e ridefinendola con la silhouette senza punto vita degli anni ’20. La collezione sarebbe diventata un successo durante gli anni Sessanta liberando le donne dalle vite strette, senza compromettere il loro senso di distinzione classica.
Dior mi affascinava… non riuscivo a parlare di fronte a lui. Mi insegnò le basi della mia arte. Qualunque cosa sarebbe successa dopo, non ho mai dimenticato gli anni trascorsi al suo fianco.
Yves Saint Laurent
Nel 1960 però Saint Laurent fu richiamato per combattere la guerra d’indipendenza in Algeria, ma questa esperienza durò poco per problemi di salute. Ricoverato in ospedale, Saint Laurent scoprì di essere stato licenziato dalla maison Dior e sostituito con Marc Bohan, ex assistente di Dior. La notizia lo sconvolse aggravando la sua salute precaria. All’ospedale militare di Val-de-Grâce gli furono somministrate grandi dosi di sedativi, psicofarmaci e fu sottoposto anche all’elettroshock. Lo stesso Saint Laurent fece risalire l’origine dei suoi problemi mentali e delle sue dipendenze dalla droga a questo periodo in ospedale. Una volta dimesso, citò la maison per non aver rispettato i termini contrattuali e vinse la causa, avviando così la sua maison – Yves Sanit Lauren – insieme al compagno e socio Pierre Bergé. Molti dipendenti di Dior lo seguirono.
Leggi la storia della moda anni 60

La nascita della maison Yves Saint Laurent
La sua collezione di debutto in Yves Saint Laurent fu presentata nella primavera 1962. Comprendeva tailleur e includeva i primi esempi di quei tagli che poi sarebbero diventati popolari negli anni successivi. La sua seconda collezione, autunno 1962, fu anche più bella della sua collezione Trapeze del 1958 per Dior. La collezione includeva abiti da sera ispirati all’India con una tavolozza di colori intensi e ricchi di sfumature, mix raffinati e ispirati a influenze bohémien. Saint Laurent difatti attingeva a culture diverse, creando collezioni ispirate a Marocco, Russia, Spagna e Asia.
I design dei suoi abiti erano provocatori ed eccentrici per l’estetica di quel tempo, fecero il giro del mondo in poco tempo, ridisegnando la moda e creando quell’estetica fluida e sperimentale che contraddistinse gli anni 60.
Negli anni ’60, Yves Saint Laurent rivoluzionò il mondo della moda introducendo nuove tendenze che avrebbero lasciato un segno indelebile nella storia del fashion. Fu tra i primi a promuovere il look beatnik – ispirato alla Beat Generation – portandolo sulle passerelle con un’eleganza sofisticata. Lanciò cappotti alla marinara, bluse leggere, e stivali alti fino alla coscia, anticipando mode che avrebbero influenzato intere generazioni.
Uno dei suoi contributi più iconici fu Le Smoking, il tailleur da donna che ridefinì il concetto di femminilità, introducendo l’idea di un’eleganza androgina che sfidava le convenzioni sociali dell’epoca. Non meno rivoluzionarie furono le sue giacche safari per uomo e donna, capi che fondevano praticità e stile, dimostrando come la moda potesse essere al tempo stesso funzionale e lussuosa.
Molte delle sue creazioni nacquero da un’attenta osservazione delle donne e delle trasformazioni sociopolitiche che stavano attraversando. Un momento cruciale fu il 1968, anno segnato dalle rivolte studentesche francesi, che influenzò profondamente il suo lavoro. In quell’anno, Saint Laurent lanciò la sua linea di pantaloni per donne, ridefinendo il ruolo del capo d’abbigliamento e contribuendo in modo determinante alla sua accettazione nella moda quotidiana.
Si dice che sia stato proprio Saint Laurent lo stilista che più di ogni altro ha reso i pantaloni un elemento must have del guardaroba femminile, liberando le donne da rigide convenzioni e offrendo loro un nuovo simbolo di emancipazione ed eleganza.
La nascita delle collezioni prêt-à-porter
Nel 1966, YVS avrebbe cambiato per sempre il mondo della moda, introducendo la sua linea Rive Gauche, composta da collezioni prêt-à-porter più accessibili e che conquistarono tutte le donne, indipendentemente dal ceto sociale. Il suo prêt-à-porter divenne un enorme successo commerciale, superando di gran lunga la haute couture in termini di guadagni. Negli anni ’70, Yves Saint Laurent era considerato come lo stilista più importante al mondo, adattando i suoi modelli alle esigenze delle donne moderne. Alla fine degli anni ’70, lanciò abiti con spalline prominenti, una linea che poi sarebbe stata distintiva negli anni ’80. La sua collezione prêt-à-porter del 1987 a New York, caratterizzata da capi eccessivamente lussuosi in un periodo di crisi economica però, segnò una battuta d’arresto.
Durante gli anni ’60 e ’70, Yves Saint Laurent consolidò il suo ruolo di innovatore nella moda, ottenendo grande successo con collezioni come Le Smoking del 1966 e la collezione Mondrian del 1965. Tuttavia, alcune sue proposte sollevarono polemiche, come la collezione primavera 1971 ispirata agli anni ’40, accusata di romanticizzare un periodo legato all’occupazione tedesca della Francia. Nonostante le critiche, il suo impatto fu tale da influenzare la silhouette delle spalle e dei blazer su misura.
Yves Saint Laurent morì il 1° giugno 2008 – all’età di 71 anni -, nella sua casa parigina. La causa della morte fu un tumore al cervello, diagnosticato poco tempo prima.
Poco prima della sua scomparsa, il 30 gennaio 2008, aveva celebrato la sua unione simbolica con il suo storico compagno e socio in affari Pierre Bergé in una cerimonia privata. Dopo la sua morte, Bergé dichiarò che Saint Laurent era stato un uomo tormentato, profondamente segnato da ansie e depressione, nonostante il suo incredibile talento e il successo straordinario.
Saint Laurent non è stato solo un genio creativo. Era un uomo fragile, tormentato, un artista che ha vissuto pienamente i suoi successi e le sue ombre. Ha segnato la storia della moda, non solo con i suoi capolavori sartoriali, ma con la sua capacità di leggere e interpretare il tempo in cui viveva, anticipando desideri e rivoluzioni sociali.

Abiti iconici Yves Saint Laurent
Tra le innovazioni più rivoluzionarie di Saint Laurent abbiamo è l’introduzione di elementi maschili nell’abbigliamento femminile. Il massimo emblema di questa trasformazione fu Le Smoking, il primo tuxedo pensato per la silhouette della donna, lanciato nel 1966. Questo capo sfidò le convenzioni e divenne un simbolo di emancipazione ed empowerment femminile.
Per una donna, Le Smoking è un capo indispensabile con cui si sentirà sempre alla moda, perché è un capo di stile e non un capo alla moda. Le mode passano, lo stile è eterno.
Yves Saint Laurent
All’interno delle sue prime collezioni di prêt-à-porter, Saint Laurent presentò la giacca Saharienne, una reinterpretazione del trench con tasche frontali e un taglio morbido che enfatizzava un’estetica più dinamica. Questo capo divenne immediatamente un’icona di stile degli anni 70, unendo funzionalità e raffinatezza in modo mai sperimentato.
Le sue collezioni erano spesso ispirate all’arte e alla cultura. Uno dei modelli più iconici di Saint Laurent è il celebre mini abito dalle linee dritte, decorato con blocchi di colori primari ispirati alle opere di Piet Mondrian. Questo design, presentato nel 1965, segnò un punto di svolta nella moda, fondendo arte e couture.
Il suo interesse per l’arte visiva proseguì con abiti ispirati all’op-art, uno stile che gioca con illusioni ottiche per creare effetti dinamici e tridimensionali.
La storia di Yves Saint Laurent è unica, e tu la conoscevi già?
Mariagrazia Repola – redattrice Glamcasamagazine





















Cosa ne pensi?