Ultima modifica 09/03/2026
Come ci si truccava negli anni 80? Il trucco anni 80 fa di nuovo tendenza, ma come replicarlo oggi? In questa guida analizzeremo insieme cosa significa bellezza oggi, e come stiamo vivendo questo revival estetico, ma soprattutto come lo stiamo trasformando.
Indice
Truccarsi oggi: una breve analisi
Per molto tempo l’estetica clean girl ha dominato il mondo del beauty, imponendosi come uno stile apparentemente spontaneo e naturale. Questo ideale estetico fatto di pelle luminosa, trucco minimo e un aspetto ordinato e curato, è stato presentato come una bellezza semplice, quasi priva di costruzione. In realtà, proprio la sua diffusione massiccia sui social e nell’industria cosmetica ha prodotto l’effetto opposto: invece di favorire l’espressione personale, ha spinto moltissime persone ad adottare lo stesso identico look. Il risultato è stata una forte omologazione visiva, forse più evidente di quella prodotta da molte altre tendenze makeup degli ultimi anni. Qualcosa però sta cambiando.
Il panorama beauty sta mostrando un cambiamento piuttosto netto rispetto all’estetica dominante degli anni precedenti. Dopo un lungo periodo in cui il trucco minimalista della clean girl ha definito l’ideale estetico dei social e delle campagne cosmetiche, si sta affermando una fase diversa, di certo più sperimentale.
La bellezza contemporanea sta abbandonando quell’idea di perfezione per tornare a un linguaggio più espressivo, talvolta persino imperfetto.
L’estetica messy girl
Una delle trasformazioni più evidenti riguarda il ritorno di un trucco meno pulito e più vissuto. Sulle passerelle e sui social si diffondono eyeliner sfumati, ombretti metallici, texture disordinate e look che potremmo definire messy, come se il makeup fosse stato indossato per tutta la notte. Questa estetica, spesso descritta come soft grunge o messy girl makeup, si basa sull’idea che l’imperfezione possa diventare una forma di carattere visivo.
In altre parole, il trucco non deve più sembrare impeccabile: può essere sbavato, irregolare, persino caotico, purché racconti qualcosa della persona che lo indossa. E infatti un’altra tendenza makeup che sarà virale quest’anno è anche il glitch makeup.
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Parallelamente si osserva anche un ritorno del colore e di una certa teatralità. Dopo anni dominati da toni neutri e incarnati quasi nudi, tornano ombretti pastello, eyeliner grafici, blush molto visibili e labbra più espressive. Le passerelle delle ultime stagioni mostrano chiaramente questa oscillazione: da un lato una pelle ancora curata e luminosa, dall’altro elementi più drammatici, come linee di eyeliner marcate, texture metalliche o tonalità fredde, quasi gotiche. Il risultato è una bellezza meno disciplinata e molto più narrativa, in cui il trucco torna a essere uno strumento di identità.
Dopo anni in cui il beauty ha privilegiato uniformità e controllo, si sta diffondendo una nuova sensibilità che valorizza individualità, sperimentazione e imperfezione. Il trucco torna a essere un linguaggio creativo, non più soltanto un modo per aderire a un modello visivo dominante.
Lo sapevi che: in termini di ricerche su Google, l’interesse globale per clean girl aesthetic ha raggiunto il picco nel 2022, mantenendo volumi molto alti fino al 2023 prima di iniziare una graduale diminuzione nel 2024/2025. La clean girl ha dominato per alcuni anni, le estetiche messy stanno emergendo come contro tendenza, sostenute soprattutto da Gen Z e da un ritorno a estetiche più imperfette.




Ed è proprio ora il momento di parlare del make up anni 80 e del suo revival.
Cosa sono stati gli anni 80?
Gli anni 80 vengono ricordati come un decennio di eccessi, ma non sono stati solo quello. In quegli anni, la moda e il trucco sono diventati strumenti per comunicare forza e indipendenza, influenzati dalla nascita di MTV e dalla musica pop. Non si cercava più la discrezione: il power dressing e i look stravaganti sfidavano l’idea tradizionale di buon gusto, mescolando stili diversi in un modo mai visto prima.
Il trucco, in particolare, si è trasformato in un simbolo di libertà per le donne, che hanno iniziato a usarlo per esprimere la propria personalità con audacia e un pizzico di ribellione.

Le palpebre si tingono di blu elettrico, viola e fucsia, spesso applicati fino all’arcata sopracciliare, il blush diventa grafico e sale verso le tempie, le labbra si definiscono con contorni netti e tonalità intense come rosso ciliegia o magenta.
Scegliere un trucco marcato significava rifiutare l’idea che una donna dovesse essere sobria o passare inosservata. Icone come Madonna e Cyndi Lauper, Kate Bush diffondono un trucco volutamente artificiale, stratificato e provocatorio, che dialoga con la moda punk, new wave e club culture. Contemporaneamente, artisti come Prince, David Bowie e Boy George portavano avanti un’idea di bellezza più fluida e androgina, mentre la bellissima Brooke Shields imponeva sopracciglia folte e naturali, rompendo con i canoni estetici del passato.

Chi erano gli stilisti più in voga negli anni 80? Gianni Versace, con la sua estetica teatrale e sensuale, ha incarnato il lusso pop degli anni 80, usando stampe audaci, materiali lucidi e tagli drammatici che hanno definito un nuovo concetto di glamour. Claude Montana e Thierry Mugler hanno invece imposto forme strutturate e spalline pronunciate, contribuendo alla famosa silhouette power dressing delle donne in carriera. Karl Lagerfeld, alla guida della maison Chanel, ha reinterpretato i codici classici con un tocco contemporaneo, mentre Jean-Paul Gaultier portava la provocazione e l’irriverenza sulle passerelle con corsetti, abiti con dettagli fetish e uno spirito di rottura delle regole estetiche. Altri stilisti come Giorgio Armani hanno rivoluzionato il concetto di eleganza maschile e femminile con linee pulite e tessuti di qualità, mentre Ralph Lauren consolidava un’idea di lusso accessibile e lifestyle americano.
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Queste personalità hanno ridefinito l’idea di bellezza, trasformando gli anni 80 in un periodo di sperimentazione in cui l’eccesso diventava un modo per esprimere e reinventare la propria identità.
Cosa ci piace degli anni 80? Il makeup oggi
Il ritorno dell’immaginario anni 80 nel trucco contemporaneo è il risultato di una trasformazione nel modo in cui le nuove generazioni utilizzano l’estetica per costruire identità visive. Artiste come Chappell Roan hanno riportato al centro una teatralità cromatica e performativa che ricorda proprio la cultura pop degli anni Ottanta, ma la reinterpretano attraverso un linguaggio filtrato da internet, in cui i riferimenti vengono continuamente mescolati, citati e ricombinati.
In parallelo, figure come Julia Fox e Doja Cat hanno reso mainstream una forma di ugly beauty, cioè un’estetica volutamente eccentrica, disturbante o sproporzionata, che recupera l’idea di eccesso tipica degli anni 80 ma in modo ancora più sperimentale. Questo nuovo massimalismo risponde a una condizione culturale specifica: generazioni cresciute online hanno accesso simultaneo a decenni di archivi visivi, e quindi contenuti moda, video, editoriali, e cinema, e utilizzano questi materiali come repertorio da riassemblare per raccontare identità plurali, instabili e sì, spesso anche contraddittorie.

Trucco anni 80: tutte le caratteristiche e le differenze con il makeup di oggi
Il ritorno del blush draping rappresenta uno dei segnali più chiari della rielaborazione contemporanea del linguaggio cosmetico anni 70/80. La tecnica consiste nell’applicazione del blush in modo ampio, il colore si estende verso le tempie creando una diagonale che modella il volto e genera un effetto ottico di lifting.
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Negli anni 80 il blush appariva spesso netto e poco sfumato, oggi la stessa intensità cromatica viene mediata però da texture diverse, più delicate e tecniche di sfumatura più sofisticate, che permettono di ottenere un effetto grafico ma controllato. Il risultato è una reinterpretazione del colore, più vicina alla logica del contour contemporaneo che alla spontaneità del decennio originario.
Il ritorno degli ombretti colorati è il segnale più riconoscibile del revival anni Ottanta. Blu elettrico, viola intensi e rosa saturi tornano a occupare la palpebra con una presenza scenica che ricorda la cultura pop del decennio, quando il trucco diventava parte integrante dell’immaginario televisivo e musicale.

Oggi questi colori hanno pigmentazioni pure, stabilità cromatica e durate fino a dodici ore, una performance che le polveri degli anni Ottanta non potevano offrire. Spesso questi ombretti vengono bilanciati da labbra glossate e ciglia molto voluminose, costruendo un contrasto tra superficie lucida e colore saturo che amplifica la dimensione drammatica del look.
In questo modo il massimalismo cromatico viene recuperato, ma con una precisione tecnica e una resistenza delle formule tipiche della cosmetica dei nostri giorni.
Anche le sopracciglia piena e naturale sono simbolo dell’estetica anni 80. Questa tendenza viene riproposta dopo due decenni dominati da sopracciglia sottilissime e fortemente depilate, tipiche della cultura beauty dei primi anni 2000 (anche se ritroviamo anche sopracciglia molto sottili ancora oggi).
Le tecniche di makeup contemporanee privilegiano texture leggere, gel fissanti e micro tratti che simulano il pelo naturale, permettendo di ottenere un effetto pieno ma credibile. Più che riprodurre l’intensità quasi indomita degli anni 80, l’obiettivo ora è costruire una sopracciglia che sembri il più naturale possibile, ma sempre curata.
E le labbra? Qui abbiamo diverse interpretazioni. Da un lato torna la sovralineatura tipica degli anni Ottanta, quando il contorno labbra veniva utilizzato per amplificare il volume e definire il disegno della bocca. Dall’altro emergono influenze grunge degli anni Novanta, riconoscibili nelle labbra leggermente sfumate o volutamente imperfette. I cosmetici utilizzati sono matite ad alta precisione, rossetti a lunga tenuta e gloss volumizzanti.
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Trucco anni 80: come ricrearlo oggi?
L’errore più comune quando ci si ispira a un makeup anni 80 consiste nel sovraccaricare il volto di elementi intensi. Il consiglio è di puntare su un solo accento forte costruito su una pelle molto più leggera rispetto a quella tipica degli anni ’80, lasciando emergere texture e tridimensionalità naturali.
Il draping funziona meglio con blush in crema ad alta sfumabilità, le sopracciglia piene si ottengono con gel texturizzanti che disciplinano il pelo senza irrigidirlo, l’occhio grafico acquista precisione attraverso eyeliner liquidi estremamente pigmentati.
Cosa ne pensi del trucco anni 80?
Mariagrazia Repola – redattrice lifestyle Glamcasamagazine





















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