Ultima modifica 15/06/2023
Il trompe-l’oeil ‹trõp l ö′öi› con la L finale muta, (letteralmente dal francese «inganna l’occhio») “è un genere di pittura volto a rappresentare la realtà materiale in dimensioni e profondità, in modo tale da suscitare l’illusione della tridimensionalità e, quindi, della consistenza delle immagini rappresentate. Trova il suo specifico campo nella natura ma si estende agli artifici prospettici con cui pittori e architetti amplificano illusoriamente lo spazio interno di un ambiente. Se ne hanno esempi nell’arte romana, nel Rinascimento, nell’arte barocca e, in qualche misura, nell’arte contemporanea, per es. nell’iperrealismo.” (fonte Treccani)
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Indice
Trompe-l’oeil: cos’è, significato e vera pronuncia
Detto in parole povere, tutto ciò che attraverso la pittura viene riprodotto fedelmente a grandezza naturale, per particolari, colori e prospettiva, tanto da ingannare lo spettatore e fargli pensare che sia reale.
Le origini del Trompe-l’oeil
Il trompe-l’oeil trova la sua origine in antichi affreschi e mosaici, sebbene abbia origine nel periodo Barocco, quando si riferisce all’illusionismo prospettico, il trompe-l’oeil risale a molto più tempo prima. Il Rinascimento e il Manierismo amplificheranno questo fenomeno attraverso Mantegna e Melozzo da Forlì. La presenza di questa stupenda tecnica si trova già in epoca greca e romana, ad esempio nei magnifici affreschi di Pompei ed Ercolano.
Il racconto più antico che segna l’inizio del trompe-l’oeil è quello di Plinio il Vecchio. Riporta nella sua Storia come, il pittore Zeusi (464-398 a.C.), in una gara con il pittore Parrasio, avesse rappresentato uve così perfette che gli uccelli iniziarono a svolazzargli intorno per cercare di nutrirsene.
L’inizio di una tecnica magica.
Come realizzarlo: la tecnica
Esistono delle regole, note a ogni pittore e decoratore professionista, che permettono di evitare gli errori più grossolani. Si tratta di indicazioni sulla prospettiva, sulla resa delle ombre, sulla riproduzione fedele alla realtà di un soggetto, sull’ingrandimento di un’immagine e sull’uso dei colori.
La cosa più importante di tutte è la prospettiva accompagnata dalle proporzioni. Senza queste, il dipinto che si crea non potrà essere considerato un trompe-l’oeil.
Il tipo di prospettiva più semplice e più utilizzato è la prospettiva centrale. Questa prevede un solo punto di fuga al centro dell’immagine, appoggiato su una linea orizzontale all’altezza dei nostri occhi, detta linea d’orizzonte. Dopo aver individuato e segnato l’asse centrale verticale della nostra composizione, nel punto d’incontro tra l’asse centrale e la linea d’orizzonte si segna il punto di fuga, che andrà a delineare, insieme ad altre linee di costruzione, l’intera prospettiva del trompe-l’oeil.
Da quel momento in poi la manualità e la conoscenza della mimesi di tutto ciò che ci circonda, saranno ciò che ci guiderà e farà si che il lavoro che ne nascerà potrà essere considerato a tutti gli effetti un trompe-l’oeil.
Materiali e superfici su cui lavorare il trompe-l’oeil
Oggi la scelta del materiale utilizzato è della persona che esegue il dipinto (oppure dettato dalle esigenze del committente). Non c’è una vera e propria regola per quanto riguarda i materiali, ma piuttosto delle linee guida che ogni pittore e decoratore conosce.
Le superfici sono molteplici, dalla semplice tela, alle pareti, dai mobili fino ad arrivare anche all’esterno. La differenza che caratterizza queste superfici è la variabile materiali e preparazione di esse. In esterno, come in interno, verranno sicuramente utilizzate pitture ad acqua ma resistenti agli agenti atmosferici e alla luce del sole (anche se di eterno non c’è niente), ovviamente questo se stiamo parlando di pareti.
Se si parla di tela, o pannelli in legno ben preparati, si potranno utilizzare, oltre alle idropitture, anche colori su base oleosa o adatti alla stoffa. Se il supporto è appunto il tessuto.
Che colori usare per trompe-l’oeil?
Per creare un effetto trompe l’oeil, quali colori si dovrebbero usare? La palette da scegliere dipende molto dal tipo di illusione che si desidera creare. Per le zone d’ombra, ad esempio, si opta per cromie scure e intense, mentre i colori più chiari sono indicati per le zone in luce. Il discorso è differente quando bisogna realizzare un effetto di tridimensionalità: in questo caso bisogna apportare sfumature di colore per simulare l’ombreggiatura e i rilievi.
La prospettiva ovviamente è fondamentale. Questo ci suggerirà se sfumare i colori verso l’alto o verso il basso per simulare l’effetto di profondità. Le ombre e le luci sono elementi importanti per creare l’illusione di tridimensionalità e dovranno essere dosati bene.
Oggetti e temi decorativi più richiesti
Il trompe l’oeil più comunemente conosciuto, quindi richiesto, è il classico “sfondato”. Una decorazione ad effetto prospettico che dona profondità all’ambiente dove viene rappresentato.

Alcuni esempi sono la balconata in pietra di epoca classica, ornata da colonnati, grottesche e vasi ricolmi di fiori, vegetazione e fondali che riproducono l’aperta campagna o uno scorcio di mare.
Oppure i meravigliosi soffitti che hanno come tema il cielo e la sua fauna, incorniciati da tralicci che indicano la presenza di una serra e di piante rampicanti.
La riproduzione dell’architettura è ancora una cosa molto richiesta sia in interno che in esterno, come le boiserie a modanatura, che attraverso ombre e luci riproduce volumi di legno o pietra, i finti marmi, oppure finte cornici esterne attorno a finestre e porte, o a decorare androni di palazzi nei centri storici di molte città.
Un soggetto che è anch’esso comune, è l’illusione ottica raffigurante oggetti e libri all’interno di mobili, decorati magari sulle ante di vecchie credenze in legno, o su pennellature in ambienti ricchi di cultura.
Trompe-l’oeil e arte
L’Italia è la culla di questa forma d’arte e molti artisti. Nel corso della storia, utilizzarono questo tipo di tecnica pittorica: partendo da Giotto e la sua Cappella degli Scrovegni di Padova, fino ad arrivare al 400. In quel periodo questa tecnica prese le influenze della pittura fiamminga, già di per sé caratterizzata da un’estrema attenzione al dettaglio.

Il Rinascimento fu l’era della pittura “architettonica” illusionista e della prospettiva, padroneggiate dai grandi maestri come Brunelleschi, Masaccio e Leon Battista Alberti.
Con loro il trompe-l’œil raggiunse livelli di estremo realismo, applicato anche alle strutture architettoniche otticamente ingannatrici, con la costruzione di falsi “sfondati” prospettici.
Nell’epoca più moderna, il trompe-l’oeil venne utilizzato (e anche tuttora) nella scenografia teatrale e nel cinema. Lo troviamo sotto forma di “prospettiva forzata”, in modo da creare l’illusione di uno spazio molto più profondo rispetto allo stadio attuale.

Trompe l’œil e moda
paragrafo a cura di Mariagrazia Repola – redattrice Glamcasamagazine

Sapevi che la tecnica trompe l’oeil ha trovato terreno fertile anche nel campo della moda? Spunti interessanti e soluzioni creative che lasciano senza fiato, il trompe l’oeil viene utilizzato per creare illusioni ottiche. Abbiamo quindi stampe, tessuti e dettagli che simulano effetti tridimensionali unici.
Troviamo abiti con stampe che riprendono texture o dettagli come pizzi, ricami, gioielli o bottoni, o ancora dettagli come colletti, cravatte, tasche o cinture disegnate direttamente sul tessuto. Il trompe l’oeil viene scelto per creare anche giochi visivi con la forma del corpo dando un effetto di modellamento ottico. Qualche esempio? L’inimitabile Elsa Schiaparelli, nella collezione dei golf armeni, emulava fiocchi e ricami. Altre sue creazioni includevano abiti con stampe che simulavano bottoni, cerniere, tasche e cinture disegnati direttamente sul tessuto.
Chiara Pagliari – decoratrice professionista





















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