Scopri la Storia e il Design Iconico della Poltrona Proust di Alessandro Mendini (Acquistala Online!)

Ultima modifica 02/07/2024

Immagina di trovarti in una villa italiana del XVIII secolo, circondata da giardini rigogliosi e affreschi che narrano storie antiche. Siamo alla fine degli anni ’70, un periodo di fermento artistico e di riscoperta delle radici storiche del design. Tra queste mura cariche di storia, un uomo cammina lentamente, osservando ogni dettaglio con occhi curiosi. Questo uomo è Alessandro Mendini, e ciò che sta per nascere dalla sua mente e dalle sue mani cambierà per sempre il mondo del design: la Poltrona Proust.

La Poltrona Proust nasce nel contesto storico del design postmoderno degli anni ’70. Questo periodo è caratterizzato da una reazione contro il rigore e la funzionalità del modernismo, che dominava il design nel periodo precedente. Il postmodernismo abbraccia l’eclettismo, la decorazione, l’ironia e il richiamo a stili storici e culturali diversi.

Più precisamente, la Poltrona Proust è stata creata da Alessandro Mendini nel 1978. Mendini è stato una figura centrale nel movimento del design radicale italiano e nell’avanguardia postmoderna. La poltrona è un’interpretazione giocosa e ironica di una sedia barocca, rivisitata con un rivestimento a mano in un motivo puntinista ispirato ai dipinti di Paul Signac e Georges Seurat, evocando anche il nome dello scrittore Marcel Proust, noto per il suo uso dettagliato e riflessivo della memoria e del tempo nella sua opera “À la recherche du temps perdu”.

Alessandro Mendini: chi era davvero questo famoso designer italiano?

Alessandro Mendini (1931-2019) è stato un rinomato architetto e designer italiano, noto per il suo contributo fondamentale al movimento postmoderno e al design radicale. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano, Mendini ha sviluppato una carriera variegata che ha spaziato dall’architettura al design, fino alla critica e al giornalismo.

È stato direttore di importanti riviste di design come “Casabella”, “Modo” e “Domus”, influenzando profondamente il dibattito culturale del tempo. Nel 1978, ha creato la Poltrona Proust, una delle sue opere più iconiche, che rappresenta una fusione tra il passato e il presente, combinando elementi di design barocco con un rivestimento puntinista ispirato ai dipinti impressionisti. La Poltrona Proust è un esempio perfetto dell’approccio ironico e decorativo di Mendini al design, che ha sfidato le convenzioni e celebrato la diversità stilistica. Durante la sua carriera, Mendini ha collaborato con numerosi brand di prestigio e ha ricevuto molti premi, consolidando il suo ruolo di figura chiave nel panorama del design internazionale.

Come nasce la Poltrona Prust e cosa significa?

poltrona Proust di Alesandro Mendini

Lo sapevi che?

L’idea della sedia Proust è nata dall’ispirazione di Alessandro Mendini, uno dei pionieri del design postmoderno. Durante un viaggio nei luoghi frequentati da Marcel Proust, Mendini immaginò una sedia che potesse evocare le atmosfere descritte nei romanzi dello scrittore. Decise di fondere arte e design in un pezzo unico, utilizzando la tecnica puntinista di Paul Signac. Proiettò un dipinto di Signac su una sedia in stile rococò e dipinse a mano ogni punto di colore, creando un effetto visivo straordinario. Questo metodo ha permesso di realizzare una sedia che non è solo funzionale, ma anche un’opera d’arte, capace di trasformare qualsiasi ambiente in uno spazio sofisticato e innovativo. La sedia Proust di Mendini rappresenta un dialogo tra passato e futuro, unendo la tradizione del design con l’audacia creativa.


puntinismo da cui si ispira per la poltrona Proust

Mendini era affascinato dal puntinismo, una tecnica pittorica sviluppata nel XIX secolo da artisti come Georges Seurat e Paul Signac, dove piccoli punti di colore puro erano applicati sulla tela per creare immagini vibranti e dinamiche. Decise di applicare questa tecnica sulla poltrona, immaginando un rivestimento che fosse un’esplosione di colori, un dialogo tra arte e design.

Il primo esemplare della sedia Proust è stato prodotto nel 1978 e dipinto a mano da due artisti, Prospero Rasulo e Pierantonio Volpini, sotto la supervisione di Alessandro Mendini.

Questa collaborazione ha portato alla realizzazione di una sedia unica, dove ogni punto di colore è stato applicato meticolosamente per creare un effetto visivo straordinario.

La sedia è stata presentata per la prima volta al Palazzo dei Diamanti di Ferrara durante la mostra “Incontri ravvicinati di architettura”. Questo primo modello, frutto di un’attenzione artigianale ai dettagli e di una fusione innovativa tra arte e design, ha segnato l’inizio della fama mondiale della sedia Proust, trasformandola in un’icona del design postmoderno.

In una delle sue interviste, Mendini racconta:


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Volevo creare qualcosa che parlasse del passato ma che fosse irrimediabilmente moderno. La Poltrona Proust doveva essere un ponte tra due mondi, una fusione di stili che celebrasse la storia senza rinunciare alla contemporaneità.”

— Alessandro Mendini.

Il Processo Creativo della Poltrona Proust

Il viaggio che porta alla creazione della Poltrona Proust è ricco di dettagli tecnici e scelte creative che meritano un’attenzione particolare. Per comprendere appieno la genesi di questo capolavoro, è essenziale immergersi nei vari passaggi del suo processo creativo.

La Struttura: Un Omaggio al Barocco

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La poltrona si basa su una classica struttura barocca. Il telaio è realizzato in legno intagliato a mano, ricco di dettagli intricati e ornamenti curvilinei. I braccioli, lo schienale e le gambe della poltrona presentano volute e motivi decorativi tipici dello stile barocco, evocando un senso di opulenza e raffinatezza.

Lo schienale è alto e avvolgente, progettato per offrire un supporto confortevole e una presenza imponente. I braccioli sono ampi e curvati verso l’esterno, invitando chiunque a sedersi con un gesto accogliente. Le gambe anteriori e posteriori della poltrona sono leggermente ricurve, stabilizzando la struttura mentre ne esaltano l’estetica.

La seduta è ampia e comoda, imbottita per garantire il massimo comfort. Il tessuto utilizzato è resistente e di alta qualità, pensato per durare nel tempo senza perdere la sua brillantezza.

Il Rivestimento: Un’Opera d’Arte Puntinista

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Il rivestimento è forse l’aspetto più distintivo della Poltrona Proust. Mendini ha utilizzato una tecnica ispirata al puntinismo, dipingendo a mano piccoli punti di colore su tutto il tessuto. Questa decorazione crea un effetto visivo vibrante e dinamico, che cambia aspetto a seconda della distanza e dell’angolazione da cui la si osserva. I colori sono vivaci e contrastanti, dando vita a una sinfonia cromatica che rende la poltrona un vero e proprio pezzo d’arte.

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Cos’è il Puntinismo?

Il puntinismo è una tecnica pittorica sviluppata nel XIX secolo da artisti come Georges Seurat e Paul Signac. Questo stile artistico si caratterizza per l’uso di piccoli punti di colore puro applicati sulla tela, anziché pennellate tradizionali. I punti di colore, osservati da una certa distanza, si fondono otticamente nella mente dell’osservatore, creando immagini vibranti e dinamiche. Il puntinismo, parte del movimento neo-impressionista, esplora i principi scientifici della luce e del colore, dando vita a opere d’arte che sembrano pulsare di vita propria. Questa tecnica ha ispirato molte opere nel corso dei decenni, inclusa la celebre Poltrona Proust di Alessandro Mendini.

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La Scelta dei Colori

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Alessandro Mendini, immerso nel suo studio a Milano, era circondato da pennelli, vernici e campioni di tessuto. Aveva già definito la struttura barocca della sua Poltrona Proust, ma sapeva che la vera anima di questo pezzo avrebbe risieduto nei suoi colori. Desiderava che la poltrona non fosse solo un oggetto di arredamento, ma una vera e propria opera d’arte capace di evocare emozioni e stupore.

Ispirato dal puntinismo, iniziò a selezionare i colori con attenzione. Voleva che ogni punto di colore non fosse solo una scelta estetica, ma anche un simbolo. Optò per una gamma cromatica vivace e contrastante, in cui i colori primari come il rosso, il giallo e il blu si mescolavano con tonalità secondarie e terziarie. Questa scelta non era casuale: Mendini voleva che i colori riflettessero la ricchezza e la diversità della vita stessa.

Il rosso simboleggiava la passione e l’energia, un richiamo alla vitalità della storia e dell’arte. Il giallo rappresentava la luce e l’innovazione, illuminando la poltrona con un tocco di modernità. Il blu, con la sua profondità e tranquillità, aggiungeva un senso di calma e stabilità. Ogni colore era applicato con precisione, creando un mosaico cromatico che cambiava aspetto a seconda della distanza e dell’angolazione da cui la si osservava.

Mendini trascorse ore a dipingere a mano ogni punto di colore sul tessuto della poltrona, un lavoro meticoloso che richiedeva pazienza e dedizione. Ogni punto era un piccolo gesto di creatività, un frammento di un’opera più grande che univa passato e presente in un dialogo armonioso.

Quando la Poltrona Proust fu completata, i suoi colori vibranti e la decorazione puntinista crearono un effetto visivo straordinario. Non era solo una poltrona, ma una celebrazione della storia dell’arte e del design, un oggetto che raccontava una storia attraverso i suoi colori.

L’Impatto Sensoriale

Alessandro Mendini ha progettato questa poltrona non solo come un oggetto estetico, ma come un’esperienza sensoriale completa che stimola la vista, il tatto e persino l’immaginazione.

Visivamente, la Poltrona Proust è un’esplosione di colori e forme. La tecnica puntinista, con i suoi piccoli punti di colore vibranti, crea un effetto dinamico che cattura immediatamente l’occhio. La combinazione di colori vivaci come il rosso, il giallo e il blu, insieme a tonalità più morbide, produce una sinfonia cromatica che sembra quasi pulsare di vita propria. Ogni punto di colore, meticolosamente dipinto a mano, contribuisce a un mosaico visivo che cambia aspetto a seconda dell’angolazione e della distanza dell’osservatore. Questo continuo mutamento visivo invita chi guarda a esplorare la poltrona da diverse prospettive, rendendola un oggetto di continua scoperta.

Tattilmente, la poltrona offre un’esperienza ricca e variegata. Il tessuto dipinto a mano ha una texture unica che si sente sotto le dita, una combinazione di liscio e ruvido che stimola il senso del tatto. La struttura in legno intagliato a mano aggiunge ulteriori livelli di complessità tattile, con i suoi dettagli intricati che possono essere percepiti al tocco. La seduta imbottita e confortevole invita a sedersi e a rilassarsi, offrendo una sensazione di accoglienza e lusso.

Emotivamente, la Poltrona Proust evoca una gamma di reazioni. La sua forma barocca richiama un senso di storia e tradizione, mentre il suo rivestimento moderno e colorato comunica innovazione e creatività. Questo contrasto tra antico e contemporaneo può suscitare un senso di meraviglia e ammirazione, oltre a stimolare la curiosità e la riflessione. L’ironia e l’eclettismo del design postmoderno di Mendini si manifestano in una poltrona che non si limita a essere funzionale, ma che racconta una storia e provoca una risposta emotiva.

Infine, la Poltrona Proust stimola anche l’immaginazione. Il richiamo alla tecnica artistica del puntinismo e alla letteratura di Marcel Proust crea un ponte tra diverse forme d’arte, invitando l’osservatore a riflettere sulla connessione tra design, pittura e scrittura. È un pezzo che non solo arreda uno spazio, ma lo arricchisce di significato e narrazione.

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Foto della Poltrona Proust nel mondo

Dove Trovarla Oggi

Pensata inizialmente come pezzo unico, la prima Poltrona Proust viene realizzata nel 1978 per la mostra “Incontri ravvicinati di architettura” al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, curata da Andrea Branzi ed Ettore Sottsass. Quello stesso anno, la poltrona viene esposta alla Biennale di Venezia, riscuotendo un enorme successo. Nei successivi dieci anni, lo studio Alchimia di Alessandro e Adriana Guerriero ne crea altre versioni, alcune delle quali firmate e datate dallo stesso Mendini. A partire dal 1989, la poltrona viene prodotta direttamente dall’Atelier Mendini.

Oggi, alcune delle versioni storiche della Poltrona Proust si trovano in prestigiosi musei internazionali. Tra questi, il Design Museum Gent in Belgio e il Vitra Design Museum a Weil am Rhein, in Germania. Negli Stati Uniti, la poltrona è esposta al Museum of Fine Arts di Boston e all’Indianapolis Museum of Art, testimoniando il suo riconoscimento globale come un’icona del design.

Dove possiamo comprare la Poltrona Proust?

Cappellini produce la poltrona ( con variante Proust Geometrica )

Per chi desidera possedere una Poltrona Proust, dal 1994 l’azienda di design Cappellini produce questa celebre poltrona, inclusa la variante Proust Geometrica. Entrambe le versioni presentano tessuto di cotone stampato e parti in legno dipinte a mano, mantenendo fede alla visione originale di Mendini.

Poltrona Proust geometrica

Poltrona Proust da Magis

Magis, azienda italiana di design, produce una versione moderna della Poltrona Proust chiamata “Magis Proust”. Questa reinterpretazione contemporanea, nata dalla collaborazione con Alessandro Mendini, mantiene il carattere distintivo e l’estetica originale della Poltrona Proust, ma introduce materiali innovativi e tecniche di produzione avanzate.

La Magis Proust è realizzata in polietilene, un materiale plastico resistente e adatto per l’uso sia all’interno che all’esterno. Questa scelta di materiale consente di mantenere la complessità e la ricchezza dei dettagli barocchi dell’originale, pur offrendo una maggiore versatilità e durabilità. La poltrona è disponibile in diversi colori vivaci, ampliando ulteriormente le possibilità di personalizzazione e adattamento a vari contesti decorativi.

Questa versione moderna della Poltrona Proust conserva lo spirito giocoso e l’eclettismo del design di Mendini, offrendo una soluzione pratica e contemporanea per gli amanti del design che desiderano un pezzo iconico con un tocco di innovazione tecnologica.

Queste poltrone possono essere acquistate online su piattaforme come 1stdibs e Pamono, o direttamente dai siti specializzati delle aziende produttrici, come Cappellini e Magis, che offrono una gamma di edizioni limitate e varianti per soddisfare ogni esigenza di design e arredamento.

Conclusioni

La Poltrona Proust non è solo un oggetto d’arredamento, l’attenzione ai dettagli e la capacità di raccontare una storia attraverso il design rendono questa poltrona un pezzo senza tempo. Entrare nei dettagli tecnici e nel processo creativo ci permette di apprezzare ancora di più la bellezza e la complessità di questa straordinaria opera.

E così, caro lettore, ogni volta che osservi o ti siedi su una Poltrona Proust, ricorda la storia e la passione che vi sono state infuse, e lasciati trasportare in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, dove l’arte e il design si incontrano per creare qualcosa di veramente speciale.

Gloria Gargano – founder Glamcasamagazine.it

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