Rococò, principali caratteristiche, artisti ed opere

Ultima modifica 26/07/2024

Il rococò è uno stile fortemente ornamentale sviluppatosi inizialmente in Francia nella prima metà del Settecento, come una coda del tardo Barocco. Il suo nome deriva dal francese rocaille, un tipo di decorazione che si realizzava con vari elementi come pietre e conchiglie, utilizzate come abbellimento, principalmente di padiglioni da giardino. In questo articolo vedremo quali sono le caratteristiche principali dello stile Rococò e ne scoprire i principali interpreti e opere, approfondiremo poi anche le sue tematiche e la sua influenza sugli stili successivi.

Principali caratteristiche del Rococò

Il Rococò si distingue per la sua eleganza e la sfarzosità delle forme, caratterizzate da ondulazioni spesso ramificate in riccioli di ispirazione vegetale e lievi arabeschi floreali, presenti soprattutto nelle decorazioni d’interni, negli elementi d’arredo, nella moda e nella produzione di una notevole pluralità di oggetti di varie dimensioni e tipologie.

Si pone in diretto contrasto con una certa pesantezza (anche cromatica) che caratterizzava alcune scelte del precedente periodo. Lo stile Rococò era perfetto per dare voce al sentimento tipico della vita aristocratica, la sostanziale libertà dalle preoccupazioni della vita quotidiana. A fine secolo il rococò fu a sua volta sostituito dallo stile neoclassico, in un’eterna alternanza di classicità e anti classicità.

Rococò

Dal Barocco al Rococò

All’inizio del XVIII secolo, dopo il periodo di maggiore magnificenza dello stile Barocco, che aveva sostanzialmente dominato il XVII secolo, con figure di assoluto spicco e rilievo, come Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Pietro da Cortona, in Francia prese forma lo stile Rococò. 

Questo nuovo stile nacque come un’elaborazione raffinata di elementi, in gran parte già presenti nel Barocco, adattandoli però a una scala che possiamo definire più intima e personale, specialmente nell’ambito della decorazione d’interni, dell’arredamento e delle arti applicate.

Storia e peculiarità del Rococò

Lo stile rococò, in particolare quello francese, fu (soprattutto) inizialmente ampiamente sfruttato nelle arti decorative con particolare attenzione al design di interni. La successione al trono di Luigi XV di Francia portò ad un cambiamento tra gli artisti di corte e di conseguenza anche nella moda e nel gusto del tempo. Verso la fine del precedente regno, i ricchi motivi decorativi, tipici dello stile Barocco, stavano lasciando un po’ alla volta spazio ad elementi un po’ più leggeri, con più curve e motivi maggiormente naturali.

Un primo segnale di una vera e propria evoluzione in questo senso si ebbe sotto Filippo II di Borbone-Orléans con la comparsa di linee morbide e colori pastello, come ad esempio nella Galerie Dorée dell’Hôtel de Toulouse a Parigi.

Questi elementi caratteristi erano già ben evidenti e presenti da un po’ di tempo, ad esempio si possono rinvenire nei progetti architettonici di Germain Boffrand e di Nicolas Pineau. 

Durante il regno di Luigi XV la vita di corte si allontanò progressivamente dal palazzo di Versailles favorendo il diffondersi del cambiamento artistico e permettendogli di raggiungere nel tempo tutta l’alta società francese. 

La delicatezza dei motivi del Rococò è stata spesso vista come una sorta di reazione, più o meno diretta, agli eccessi presenti nel regime di Luigi XIV.

Gli anni attorno al 1750 rappresentano il periodo di maggior vitalità e sviluppo del Rococò in Francia, in questo momento lo stile si sviluppò oltre l’architettura e investì profondamente l’arredamento, ma anche la scultura e la pittura. Fra i lavori che indubbiamente figurano come maggiormente significativi ci sono quelli di artisti come Germain Boffrand se si parla di l’architettura; Lambert-Sigisbert Adam, per la scultura; e Jean-Antoine Watteau, François Boucher e Jean-Marc Nattier, per le discipline pittoriche.

Il Rococò mantenne per lungo tempo sostanzialmente il sapore di una mera coda del Barocco, con forme più complesse e intricate, ma da quel momento iniziò ad integrare diverse caratteristiche piuttosto originali, come l’inclusione di temi orientali e di composizioni fortemente asimmetriche.

Quando si diffuse lo stile Rococò?

Lo stile Rococò si diffuse soprattutto grazie agli artisti francesi e alle pubblicazioni del tempo e fu ben accolto nelle zone cattoliche della Germania, in Boemia e Austria dove venne sostanzialmente fuso con il barocco tedesco, ad esempio nella realizzazione di chiese e palazzi. Si pensi ai lavori dello scultore ed ebanista Guillielmus de Groff e dell’architetto Joseph Greissing.

In Italia lo stile tardo Barocco di Francesco Borromini e Guarino Guarini si è evoluto nel Rococò, specie in grandi e vitali centri, come le città di Torino, Venezia, Napoli e in generale in Sicilia, mentre in Toscana e a Roma ci furono maggiori resistenze e un sostanziale prolungarsi della tradizione barocca.

Il Rococò in Inghilterra

Rococo in Inghilterra

In Inghilterra il Rococò venne visto come una moda francese, uno stile molto decorativo e che non colpì particolarmente gli architetti, ma penetrò invece con un certo successo tra chi si occupava di argenteria o porcellana. Thomas Chippendale trasformò in profondità il carattere di quello che era l’arredamento inglese, questo grazie allo studio e al progressivo adattamento del nuovo gusto di diretta ispirazione francese, con degli ottimi risultati. William Hogarth contribuì a creare una teoria sulla bellezza basata proprio sul rococò; senza riferirsi intenzionalmente al nuovo stile, ma puntando su curve a S ed elementi con chiari rimandi alla natura.

La fine del Rococò

La fine del Rococò inizia intorno al 1760, per proseguire fino agli anni ‘80, quando personaggi come Voltaire e Jacques-François Blondel muovono delle pesanti critiche allo stile, in particolare alla sua presunta superficialità, lo vedono quasi come una degenerazione dell’arte. Blondel parlò di miscuglio di conchiglie, dragoni, canne, palme e piante, con un certo disprezzo e nel 1780 il rococò smise definitivamente di essere di moda in Francia, per essere sostituito dal rigore dello stile Neoclassico che aveva tra i suoi portabandiera il pittore Jacques-Louis David.

Il rococò rimase comunque a lungo piuttosto popolare, specie in provincia o comunque lontano dai maggiori centri culturali, questo anche in Italia, fino alla seconda fase del Neoclassicismo, con il cosiddetto “stile Impero”, fino a quando il governo napoleonico sostanzialmente lo fece uscire di scena.

Un rinnovato interesse per il rococò ebbe poi tra il 1820 e il 1870, con l’Inghilterra che rivalutò fortemente lo “stile Luigi XIV”, così come fu erroneamente chiamato all’inizio. Artisti importanti come Delacroix e mecenati come l’imperatrice francese Eugénie, riscopriranno il valore della leggerezza applicata all’arte e al design, tipiche del Rococò.

Massimi esempi di architettura Rococò, gli artisti da conoscere

Stupinigi Filippo Juvarra
Filippo Juvarra a Stupinigi

Tra i massimi esempi architettonici se si parla di Rococò ci sono il Castello Solitude a Stoccarda, la chiesa bavarese del Santuario di Wies e il Palazzo di Sanssouci a Potsdam.

I massimi interpreti del rococò nell’architettura sono stati di certo il siciliano Filippo Juvarra, che lavorò spesso a Torino, come architetto di fiducia di Casa Savoia e Luigi Vanvitelli, che lavorò invece intensamente per i Borbone di Napoli.

Tra le più importanti realizzazioni di Filippo Juvarra meritano una segnalazione la Palazzina di caccia a Stupinigi, la Reggia di Venaria Reale di Torino, la Basilica di Superga e Palazzo Madama a Torino.

Massimi interpreti della pittura Rococò

rinaldo and armida in her garden 1742 45 Giambattista Tiepolo
Rinaldo e Armida nel suo giardino, Giambattista Tiepolo (1742-45)

Nel campo della pittura i maggiori interpreti dello stile Rococò si possono considerare gli artisti di Venezia, come Giambattista Tiepolo di cui si ricordano Ritratto di Antonio Riccobono, San Rocco e Ercole soffoca Anteo; Canaletto che realizzò opere come: Piazza San Marco, San Cristoforo San Michele e Murano, I cavalli di San Marco sulla piazzetta, Il campo di Rialto a Venezia e Paesaggio fluviale con colonna ed arco di trionfo; Francesco Guardi che dipinse circa 850 opere fra le quali si ricordano Miracolo di un santo domenicano, Concerto di dame al Casino dei Filarmonici e La Carità.

In contesto napoletano le due personalità artistiche di maggiore rilievo del periodo sono state invece: Francesco De Mura e Corrado Giaquinto. Il primo fu impegnato in molte chiese e palazzi della città, ma ricevette commissioni anche dai Borbone di Napoli e di Spagna e non ultimi dai Savoia; il secondo divenne molto popolare a livello europeo, fu di gran lunga tra i pittori più ricercati e apprezzati del periodo.

Dipinse affreschi per chiese e palazzi importanti per i Papi e per i cardinali romani, per i Savoia a Torino, per i Braganza in Portogallo e anche per i reali di Spagna a Napoli e Madrid, tanto da influenzare anche lo stile di pittura di Antonio González Velázquez ed altri importanti pittori spagnoli che seguirono.

Principali artisti della scultura Rococò

Gli stucchi Rococò del Serpotta negli oratori palermitani
Gli stucchi del Serpotta negli oratori palermitani

Nel settore della scultura, per dire la verità un po’ povero in questo periodo, si distingue Giacomo Serpotta che, soprattutto a Palermo, realizzò opere per diverse chiese della città fra le quali si possono citare gli Oratori di Santa Cita, di San Lorenzo e del Rosario a San Domenico e la Chiesa di San Francesco d’Assisi. Anche alcuni scultori che realizzarono fontane a Roma e nella Reggia di Caserta possono essere considerati ispirati direttamente dallo stile Rococò, spesso anche con buoni esiti.

Stile Rococò nella decorazione d’interni

mobili in stile rococo

Nelle decorazioni d’interni, il Rococò va ad alleggerire in genere le classiche divisioni architettoniche, sdrammatizzando e mimetizzando elementi come di architravi e cornici e puntando su fregi vegetali che spingono sul pittoresco, il curioso e il capriccioso, realizzati in materiali fortemente plastici e materici come il legno scolpito e lo stucco. Pareti e soffitti, mobili, tappezzerie e oggetti di legno, metallo e porcellana, si fondono a loro modo in un insieme sorprendentemente omogeneo e dialogante. Le tinte del Rococò sono di color pastello molto più leggere dei colori sgargianti del Barocco e questo aiuta non poco a creare ambienti accoglienti e ricercati, ma anche rilassanti.

L’intonaco Rococò nelle sue migliori espressioni, come quelle degli artisti italiani e svizzeri, ad esempio, Bagutti e Artari, è una caratteristica ricorrente, ben valorizzata nelle costruzioni di James Gibbs e dei fratelli Franchini, operanti in Irlanda, che riproducevano a loro modo, praticamente qualsiasi cosa fosse realizzata in Inghilterra o richiamasse quel mood.

Il Rococò ebbe una lunga fortuna e ancora oggi ha i suoi estimatori se si parla di decorazione d’interni e arredamento, questo per alcuni lo fa considerare come uno stile minore, più da arti applicate che da grandi opere d’arte con la a maiuscola, ma in realtà le cose non stanno esattamente così, la complessità è decisamente maggiore e ogni eccessiva semplificazione tende sempre a portare fuori strada.

Libri per approfondire la conoscenza dello stile Rococò

Ci sono molte valide pubblicazioni che parlano dello stile Rococò sia da un punto di vista storico che stilistico, eccone alcune di particolare interesse.

Rococò di Eva Gesine Baur

Rococo di Eva Gesine Baur

Una guida semplice, che da spazio anche a dipinti e opere poco note e che per questo può risultare di particolare interesse.

Rococò di Klaus H. Carl

Rococo di Klaus H. Carl

Una panoramica storica e stilistica di questo stile stravagante e leggero come pochi altri.

Rococò: niente è quel che sembra di Renato Belluati

Rococo niente e quel che sembra di Renato Belluati

Il rococò fu l’espressione di una ricerca disperata della felicità per una fascia sociale elitaria ed esclusivista, che aveva come unico scopo lo sfuggire alla noia e alla depressione, una chiave di lettura originale e interessante.

The English Rococo Garden di Michael Symes

The English Rococo Garden di Michael Symes

Libro in inglese che si concentra sui giardini Rococò, ma dedica spazio anche all’architettura e in genere allo spirito di questo particolare stile.

Considerazioni finali e curiosità sullo stile Rococò

Lo stile Rococò segue il Barocco e da questo deriva, ma ha una sua precisa identità. Da molti è considerato uno stile minore, meramente decorativo, ma va comunque conosciuto per il suo apporto al mondo del design, delle arti applicate e dell’arredamento e per la sua capacità di influenzare ancora, a secoli dalla sua prima diffusione, alcune scelte di stile.

Lorenzo Renzulli

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