Ultima modifica 17/04/2025
Si parla ancora oggi molto di Realismo nell’arte, ma quando nasce questa definizione e cosa indicava originariamente? Come si è poi evoluta nel corso del tempo?
In questo articolo scopriremo questo e molto altro e andremo a collocare correttamente il realismo nella storia dell’arte e ad individuarne alcuni dei maggiori esponenti e opere più significative.
Indice
Quando nasce e cosa caratterizza il Realismo?
Il Realismo è una corrente artistica e letteraria che nasce nell’Ottocento, in gran parte sulle basi teoriche gettate da un gruppo di artisti francesi.
Il realismo intendeva raccontare la verità del proprio tempo, offrendo una rappresentazione fedele e oggettiva dello stesso, volutamente non aulica, quella che possiamo definire come una visione onesta della quotidianità.
Non era uno stile realistico e basta, non ci si limitava al realismo come aspetto formale, ma la scelta riguardava anche i contenuti da veicolare e il modo con cui venivano proposti.
I maggiori artisti del Realismo

Ogni periodo e ogni movimento o corrente artistica ha i suoi esponenti di spicco, figure che, per diverse ragioni, hanno legato la loro storia, parte della loro vita e della loro produzione ad un preciso movimento o stile.
Nel caso del realismo non possiamo non citare ad esempio Courbet e Millet.
Jean Désiré Gustave Courbet
Jean Désiré Gustave Courbet è considerato il padre del realismo pittorico, o comunque uno dei suoi protagonisti più rappresentativi e influenti. Fu infatti tra i primi a ritrarre la vita quotidiana nella sua vera essenza, sottraendola alla visione edulcorata e idealistica con cui veniva rappresentata da buona parte dei suoi contemporanei.
Jean-François Millet
Nato nel 1814 in Normandia, Jean-François Millet viene considerato (giustamente) uno dei maggiori esponenti del Realismo. Dopo gli esordi, caratterizzati dalla produzione di ritratti e dipinti a soggetto storico-mitologico ed erotico-galante, Millet si orientò progressivamente e poi definitivamente, verso la fonte più vera e sentita della sua ispirazione: la vita agreste. Le sue opere su questa tematica furono rivoluzionarie, gli conferì una solennità e una dignità quasi eroica e i suoi contadini divennero perfetti simboli delle lotte di classe, con un forte segnale di emancipazione.
Le più importanti opere d’arte del Realismo
Ci sono numerose opere d’arte, in particolare di artisti come Gustave Courbet e Jean-François Millet che spiegano meglio di tante parole stile e messaggi del Realismo. Eccone alcune che aiutano a capire l’importanza di questa corrente, non solo sul piano artistico, ma soprattutto sociale.
Gli spaccapietre, l’opera perduta di Gustave Courbet

Gli spaccapietre (Les Casseurs de pierres) era un dipinto ad olio su tela, di 159×259 cm, che venne realizzato nel 1849 da Gustave Courbet. L’opera era conservata nella Gemäldegalerie di Dresda, ma finì distrutta durante la seconda guerra mondiale.
Questo quadro, di cui abbiamo per fortuna riproduzioni fotografiche, raffigurava con un crudo realismo un vecchio operaio mentre spacca le pietre a colpi di martello, così da ricavarne pietrisco, aiutato da un giovane garzone che regge una pesante cesta di ciottoli già lavorati. Entrambe le figure sono raffigurate di spalle e si stagliano nitide su un aspro paesaggio montano che si distribuisce uniformemente per tutto lo sfondo del dipinto, venendo interrotto solo da un piccolo scorcio di cielo, sulla destra.
La povertà dei due uomini è evidente e non è solo materiale, come si evince dai vestiti logori, ma anche psicologica: infatti non è mostrato il loro volto, come se queste figure esistessero solo per il lavoro che fanno, un’attività faticosa e ripetitiva.
Courbet, con Gli spaccapietre, intendeva realizzare un’opera di denuncia sociale, concentrandosi sulla fatica del lavoro manuale, introducendo così nello scenario artistico francese temi come la povertà, la precarietà e in genere uno spaccato delle condizioni di vita di soggetti che, fino a quel momento, erano sostanzialmente ignorati perché considerati indegni di raffigurazione nelle opere d’arte.
Le spigolatrici di Millet

Le spigolatrici è un dipinto ad olio su tela di 83,5x111cm, realizzato da Millet nel 1857 e conservato oggi al Musée d’Orsay di Parigi.
Il dipinto ritrae in primo piano tre donne, curve nei campi, che raccolgono a mano le spighe sfuggite alla mietitura. Il mondo rurale è da sempre stato uno dei temi più amati da Jean-François Millet, pittore impegnato socialmente, che presentò l’opera al Salon di Parigi del 1857, dove diede scandalo e suscitò una certa animosità tra gli esponenti dell’Ottocento borghese che, essendo ricco, mal gradiva la rappresentazione della povertà, considerata come una sorta di atto di accusa nei loro confronti.
Dopo il Salon, Millet vendette l’opera ad appena tremila franchi all’inglese Binder. Inizialmente il quadro non fu affatto apprezzato, ma dopo la morte dell’artista iniziò ad acquistare crescente notorietà: nel 1889 fu battuto all’asta per la somma di trecentomila franchi e nel 1914 divenne un simbolo del patriottismo francese, venendo riprodotto in volantini a scopo propagandistico, per l’arruolamento di soldati per la prima guerra mondiale. Notevole fu anche l’influenza che proprio quest’opera ebbe sui lavori di artisti come Pissarro, Renoir, Seurat, e Van Gogh.
Dopo esser stato donato al Louvre da Jeanne-Alexandrine Pommery, il dipinto venne trasferito al musée d’Orsay, dove è tuttora esposto.
Migliori libri sul Realismo
Il Realismo non è solo un movimento artistico, ma ha alla base una profonda riflessione su aspetti sociali importanti. Non stupisce quindi che nel tempo siamo stati scritti molti libri sul tema, non solo sull’arte realista, ma anche su letteratura, filosofia, ecc.
Ecco una piccola selezione di testi interessanti, per chi vuole approfondire la conoscenza di questo periodo e delle idee più forti che gli hanno dato forma, cambiando il mondo per sempre.
Il realismo nella pittura europea del XIX secolo di Linda Nochlin, Einaudi, 2003

Pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1979, questo libro indaga il significato della pittura realista, che si affida all’evidenza figurativa più esplicita e legata alle realtà sociali e ideologiche. Si parla di artisti come Courbet, Manet, Degas e Monet e poi i pre-raffaelliti, che costituiscono i punti salienti di un’analisi che interessa l’America e l’Europa (in particolare l’Italia, la Germania, la Francia e l’Inghilterra) e che non manca di affrontare alcune tematiche specifiche, come la donna anti-eroina, la morte, il senso fisico di percezione di cose e oggetti, il lavoro e la vita familiare nella sua intimità.
Il realismo: lettere e scritti sull’arte di Gustave Courbet, Red Star Press, 2023

Il Realismo: lettere e scritti sull’arte, raccoglie i contributi di Courbet sul tema, offrendo a chi legge la possibilità di scoprire non solo i pensieri di uno dei pittori più rappresentativi dell’età contemporanea, ma anche i cambiamenti sociali che consegnarono al mondo l’irruzione, grazie all’arte, degli esclusi nella scena della storia.
La vita di Gustave Courbet fu, tra le altre cose, un’ininterrotta riflessione sull’arte. Per questo, insieme ai suoi capolavori dipinti, gli interrogativi di Courbet sulla pittura, sulla sensibilità degli artisti e su politica e società, rappresentano un contributo di grande rilievo per accostarsi alle più profonde ragioni alla base del movimento realista.
Millet. Ediz. illustrata di Renato Barilli, Giunti, 2021

Art Dossier con tante belle riproduzioni di opere di Millet, praticamente immancabile nella libreria di ogni appassionato d’arte o di chi è particolarmente interessato al Realismo.
Courbet. Ediz. illustrata di Jean-Jacques Fernier, Giunti, 1998

Art Dossier con tante belle riproduzioni di opere di Courbet, praticamente immancabile nella libreria di ogni autentico appassionato d’arte o di chi è particolarmente interessato al Realismo le sue opere e i suoi messaggi.
Realismo, riflessioni finali e influenze sull’arte di oggi
Pochi movimenti artistici come quello del Realismo hanno avviato una profonda riflessione su tematiche sociali di rilievo, come ad esempio il ruolo dei lavoratori, partendo da quelli più umili, spesso poco considerati se non del tutto invisibili.
Non stupisce, viste queste premesse, che il realismo non solo abbia profondamente influenzato aspetti formali, ad esempio in pittura, ma se possibile ancora di più quelli culturali e la sua eredità sia pertanto viva ancora oggi.
Quando oggi si parla di realismo in genere ci si riferisce a scelte stilistiche, spesso l’arte contemporanea esplora altre strade, virando verso una sintesi, come quella dell’astrattismo, ma non mancano artisti che invece esplorano le potenzialità espressive di una figurazione realista o magari iper realista. Non sempre però i messaggi vanno di pari passo con l’esecuzione, anche se pregevole. Probabilmente da questo punto di vista, la pagina del realismo, importante e unica nella storia dell’arte, va considerata conclusa, anche se il suo peso e la sua influenza sopravvivono.
Lorenzo Renzulli





















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