Purificatori d’aria: funzionamento e come scegliere il miglior modello

I purificatori d’aria sono degli strumenti utilizzati per rendere l’aria domestica più salubre. Inoltre, con i purificatori si attenua l’afa dovuta alle alte temperature, poiché tali strumenti mettono in circolo anche l’aria presente nell’abitazione da molto tempo. 

Cosa sono i purificatori e come funzionano

I purificatori d’aria riescono a filtrare l’aria di un ambiente chiuso, rimuovendo le sostanze inquinanti (come le polveri, gli allergeni, virus e batteri). Questi strumenti sono composti da due meccanismi: il filtro (che può essere meccanico oppure elettrico), che serve a trattenere le particelle, e il ventilatore che “cattura” l’aria, la trascina verso il filtro e la rilascia al completamento del processo, purificata, di nuovo nell’ambiente. Alcuni modelli, in più, sono dotati di alcuni meccanismi aggiuntivi, in grado di assorbire anche gli odori sgradevoli, come quello del fumo. 

Per quanto riguarda il meccanismo di filtraggio dei purificatori d’aria, è necessario distinguere tra alcune tipologie differenti. I purificatori dotati di filtro HEPA sono quelli più diffusi, grazie alla loro particolare efficacia nel trattenere le particelle di piccole dimensioni. In media, infatti, catturano quasi il 100% delle polveri fino a 0,3 micron, come i principali allergeni. 

Lo ionizzatore, invece, è un tipo di purificatore che non ha un filtro fisico, ma funziona emettendo ioni. Queste molecole, si “agganciano” alle particelle inquinanti e le fanno cadere nella piastra di raccolta elettrostatica, oppure a terra. Il vantaggio di questo meccanismo, rispetto al filtro tradizionale, è la possibilità di catturare anche le particelle più piccole (con dimensione inferiore a 0,3 micron), ma allo stesso tempo i modelli di purificatori a ioni senza piastra di raccolta potrebbero aggravare i problemi respiratori, per via delle particelle inquinanti che si depositano a terra o sulle superfici.

Come scegliere un purificatore d’aria?

Scegliere un purificatore d’aria adatto alle proprie esigenze potrebbe non essere semplice. Come prima cosa, bisogna considerare il tipo di filtro, in base a quelli illustrati in precedenza.  Occorre, poi, valutare la presenza di accessori opzionali, come i raggi UV che permettono di eliminare anche virus e batteri; oppure il filtro a carboni attivi, particolarmente efficace per la rimozione dei cattivi odori. 

Un altro dettaglio essenziale è la potenza del dispositivo, che deve essere tale da poter purificare tutto l’ambiente nel quale viene posizionato. Su ogni modello, infatti, è riportata la metratura, ovvero entro quanti metri quadri è efficace il purificatore.  Si può scegliere, poi, tra modelli che fungono solo da purificatori, e modelli due in uno, come alcuni purificatori d’aria Rowenta. Questi dispositivi, infatti, uniscono alla funzione purificante anche il ventilatore, in modo da poter avere sollievo dalla calura estiva senza dover acquistare un altro strumento apposito.

A cosa servono i purificatori d’aria?

Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, l’aria all’interno degli edifici è inquinata quanto quella esterna. Infatti, nelle case, nei negozi e negli uffici entrano pollini, polveri ed emissioni di auto e fabbriche dall’esterno, ma non solo. Anche persone e animali contribuiscono a rendere l’aria meno salubre, per colpa dei peli, della forfora, dei residui presenti sotto alla suola delle scarpe, delle gocce di saliva, del muco che fuoriesce starnutendo, ecc. 

A ciò, si aggiungono poi le sostanze chimiche rilasciate nell’aria, provenienti dalle vernici utilizzate per i mobili e le pareti; colle, solventi, acidi, prodotti per la pulizia, fumo delle sigarette o delle candele, ed anche i fumi provenienti dalla cucina, rilasciati durante la preparazione delle pietanze. Anche i filtri dei condizionatori o di altri strumenti, se non puliti perfettamente, rilasciano polveri e residui. 

Proprio per questo motivo, i purificatori d’aria sono uno strumento utile per trattenere tutte queste particelle. In particolare, chi soffre di allergie o problemi respiratori può attenuare il problema utilizzando i purificatori, specialmente durante i periodi nei quali le concentrazioni di polline nell’aria sono maggiori, ad esempio in concomitanza con la stagione primaverile. 

Dove posizionare un purificatore d’aria?

Il purificatore d’aria domestico, in genere, è un dispositivo portatile, e ciò significa che può essere utilizzato in una stanza e poi trasportato in un’altra, a seconda di dove ci si trova.  Prima di andare a dormire, ad esempio, è consigliabile azionarlo nella stanza da letto, in modo da rendere l’aria meno inquinata durante il sonno e riposare con più tranquillità, riducendo il rischio di asma notturna. In questo caso, il purificatore dovrebbe essere posizionato al centro della stanza, meglio se in un punto rialzato. 

Durante il giorno, invece, è preferibile tenerlo nei luoghi che ospitano più persone e sono più soggetti all’inquinamento dell’aria, come il soggiorno. In alternativa, è preferibile posizionarlo negli open space, così da catturare anche le particelle inquinanti derivanti dalla cottura. In ogni caso, è fondamentale tenere il purificatore d’aria lontano da fonti di calore, quindi distante da stufe e termosifoni. Inoltre, non va posizionato in bagno, nelle cantine, o in genere nei luoghi troppo umidi, perché l’umidità può danneggiare i filtri e rendere vana l’azione del purificatore.

La manutenzione del purificatore

Per mantenere le performance del purificatore d’aria sempre al top, è necessario provvedere alla manutenzione con regolarità. Bisogna, pertanto, garantire la pulizia dei filtri secondo quanto indicato sul manuale di istruzioni. 

Se è presente anche un pre-filtro, cioè una sorta di rete a maglie larghe che trattiene le particelle più grandi, bisogna ricordare che questo pezzo non può essere lavato, tranne se diversamente indicato. È necessario solo sostituirlo secondo le indicazioni riportate, o in alternativa ogni 5 o 6 mesi circa. 

La manutenzione ordinaria prevede anche la pulizia del sensore che monitora la qualità dell’aria. In questo caso, si può utilizzare un panno umido e detergenti non troppo aggressivi. Questo passaggio è fondamentale perché le particelle depositate potrebbero alterare le rilevazioni del sensore. In genere, salvo se non indicato diversamente nel manuale di istruzioni del purificatore, bisogna pulire il sensore almeno ogni 4 mesi. 

Non bisogna, infine, dimenticare di pulire il filtro. I purificatori di ultima generazione, indicano sul display o sull’app collegata quando è arrivato il momento di rimuovere i filtri ed installare i nuovi; altri dispositivi, invece, lo segnalano attraverso un led luminoso. In ogni caso, sul manuale di istruzioni è indicato anche quando bisogna sostituire i filtri e come farlo in modo sicuro.

Cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Comments Yet.

Previous
L’evoluzione delle tende da sole, oggi sempre più di design
Purificatori d’aria: funzionamento e come scegliere il miglior modello

Su questo sito utilizziamo strumenti di prime o terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (cookie tecnici), per generare report sull’utilizzo della navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.