Paul Poiret: il pioniere della haute couture moderna

Ultima modifica 11/02/2025

Ti sei mai chiesto chi si è fatto promotore della moda così come la conosciamo? Paul Poiret è considerato il primo stilista ad aver creato la moda così come la intendiamo oggi. Consociamolo meglio in questo nostro approfondimento, ma prima leggi la nostra guida completa sugli stilisti famosi che hanno cambiato per sempre il volto della moda.

Chi era Paul Poiret?

Paul Poiret è stato un innovatore senza pari nel mondo della moda. Credeva che arte e moda fossero non solo coinvolte tra loro, ma indivisibili. Ha abolito il corsetto, liberando le donne da costrizioni ottocentesche, e le ha avvolte in abiti vaporosi, dai colori brillanti e d’ispirazione orientale, ma non solo. Ha inventato il concetto di passerella, è stato il primo stilista a lanciare un proprio profumo (ebbene sì, prima di Coco Chanel). Aspetta, non è finita, è stato il primo a commissionare ad artisti i suoi cataloghi di moda con illustrazioni che ancora oggi affascinano per la loro ricercatezza, ed è stato anche il primo a cimentarsi nel campo dell’arredamento, oltre ad anticipare il prêt-à-porter. Un genio visionario troppo presto dimenticato ma che, negli ultimi anni, è stato finalmente riscoperto. Ed è sempre lui che ha portato la moda dalla Belle Époque alla modernità.

Paul Poiret: la vita prima dell’ascesa del genio

Paul Poiret nacque il 20 aprile 1879 a Parigi da una famiglia di umili origini. Suo padre era un commerciante di stoffe. Poiret, fin da ragazzo, lavorò nel mondo della sartoria, iniziando come apprendista in un laboratorio di ombrelli. Qui raccoglieva i ritagli di tessuto degli ombrelli e iniziò a disegnare e cucire abiti per le bambole della sorella.

Il suo carisma, era molto sicuro di sé, e il suo talento, lo portarono a entrare nei circoli più esclusivi della scena parigina della Belle Époque. Da adolescente mandò i suoi schizzi a Louise Chéruit, una stilista francese di spicco e una delle prime donne a capo di una grande casa di moda francese, che ne acquistò una dozzina. Continuò a vendere i suoi disegni alle principali case di alta moda parigine, finché non fu assunto da Jacques Doucet che lo tenne con sé per quattro anni, prima come assistente e poi come capo del reparto sartoria.

In seguito fu assunto dalla famosa casa di moda Worth dove era responsabile della progettazione di abiti molto semplici e pratici. Durò poco e abbandonò per fondare la sua casa di moda. Era il 1903 e aveva soli 23 anni. Comincia la sua ascesa esprimendo senza freni il suo vero potenziale, rompendo le convenzioni consolidate dopo aver imparato le regole della sartoria dei suoi tempi così da sovvertirli e interpretare la moda a proprio gusto.

Paul Poiret: creazioni e influenze di un eclettico genio

 Paul Poiret

In America Poiret era conosciuto come “Il re della moda”, a Parigi era denominato “Le Magnifique”.

Poiret è famoso soprattutto per i suoi modelli influenzati dall’orientalismo, dal neoclassicismo e dal surrealismo. Fece tornare di moda anche l’abito stile impero popolare in Francia durante il regno di Napoleone Bonaparte.

Tra le sue creazioni troviamo il kimono, i pantaloni alla turca, e il famoso abito con paralume. Ha ridisegnato la silhouette femminile, rendendola più fluida e libera nei movimenti. Ha fatto a meno della sottoveste e del corsetto, spostandosi dalla sartoria tradizionale al drappeggio. Questo passaggio è fondamentale e sancisce un cambio nella moda occidentale, che ha visto sempre più un forte l’interesse verso una silhouette fluida e destrutturata a discapito di quella statuaria e statica tipica di quegli anni.

Un’altra sua invenzione fu la gonna sirena, ma presto fu accantonata perché non era per nulla comoda ma impediva alle donne di muoversi con disinvoltura perché, stringendosi sempre più verso il basso, bloccava gambe e caviglie.

Sperimentava con i tessuti, utilizzava velluti, seta, pellicce, pizzi e ricami, le sue palette erano piene di colori forti e brillanti, tonalità prese in prestito del balletto russo ma anche da influenze orientali, tra cui arte indiana e persiana. A detta di Poiret, la sua principale fonte d’ispirazione è sempre stata sua moglie, Denise Boulet. Spoiler, hanno poi divorziato.

La mille et douxieme nuit: la festa iconica di Paul Poiret

Il 24 giugno 1911, nella sua villa parigina, Poiret organizzò una sontuosa festa in maschera dal nome “la mille et douxieme nuit“, ispirata a Le mille e una notte. Gli inviti che aveva realizzato per l’occasione specificavano che gli ospiti dovevano indossare costumi in stile persiano oppure indossare abiti disegnati dallo stilista; le sue nuove creazioni prevedevano tutti quei modelli iconici della sua maison, tra cui abiti paralume e pantaloni harem. Gli invitati da ospiti diventarono modelli in una sfilata che durò tutta la notte. Ovviamente anche lo stesso Poiret partecipò, interpretando la parte di un sultano, accompagnato da sua moglie. In quell’occasione, regalò a ogni signora presente una bottiglia della sua nuova fragranza, Nuit Persane, che altro non era che il suo primo profumo Rosine, dedicato alla figlia, ma con un nome diverso, adatto all’occasione.

Inutile dire, la festa fu un successo. Trecento furono gli invitati, inclusi artisti influenti del periodo.

Non solo abiti: arte, design d’interni e profumi

Paul Poiret non si occupò solo di moda. Realizzò profumi tra cui Parfums de Rosine che portava il nome di sua figlia, come accennato in precedenza. Si occupò anche di arredamento. Fondò a Parigi la sua scuola di interior design che chiamò con il nome dell’altra figlia, Martine. Le ragazze qui venivano incoraggiate a studiare la natura e a dipingere lasciando libera la mente e giocando con l’ispirazione. Le loro creazioni venivano poi trasferite su tessuti e oggetti decorativi venduti dall’atelier Martine di Poiret. Era possibile acquistare le boccette di vetro dipinte a mano per la linea di profumi di Poiret “Rosine” a ombrellini di seta, fino ad articoli più grandi come tavoli intarsiati con legni colorati.

I disegni erano fatti di getto con la prevalenza dell’elemento naturale, i colori erano vivaci e brillanti, riprendendo la filosofia delle sue creazioni.

martine poiret

In pochi anni Poiret era diventato una delle massime autorità nel campo dell’arte e del design, ritrovandosi come uno dei primi interior designer più affermati dell’epoca pur mantenendo il suo successo come stilista.

Fu anche il primo stilista a commissionare ad artisti dell’epoca la creazione di cataloghi speciali delle sue opere. Ricordiamo “Les Robes de Paul Poiret” di Paul Iribe, “Les Choses de Paul Poiret” di Georges Lepape. I progetti di Poiret hanno ispirato tantissimi illustratori dell’epoca, e molti disegni sono diventati simbolo dell’Art Déco, troviamo infatti ancora oggi tantissime stampe ispirate ai suoi disegni.

Il declino del visionario Paul Poiret

Purtroppo però, anche le cose belle finiscono, e la prima guerra mondiale cambiò drasticamente la vita di Poiret. Quando fu arruolato, fu costretto a chiudere il salone di alta moda mentre Martines e Rosine rimasero in attività. Nonostante gli sforzi, il suo ritorno nel dopoguerra non fu accolto con lo stesso entusiasmo che aveva conosciuto in precedenza, anzi.

Con la guerra anche la moda era cambiata perché erano cambiate le persone e le esigenze. Agli abiti di Poiret si preferiva qualcosa di più pratico per affrontare un nuovo stile di vita, meno sfarzo e opulenza. Nel 1926, Poiret fu costretto a chiudere la sua attività. Ogni tanto però si dedicò alla realizzazione di costumi per il teatro e il cinema.

Fu poi Coco Chanel a segnare la moda dei decenni successivi, sviluppando ulteriormente i concetti che Poiret aveva sperimentato, creando le proprie collezioni.

La storia di Poiret per quanto magica non ha un lieto fine. Si racconta che finì per vendere disegni nei caffè di Parigi, e che solo la sua amica e collega Elsa Schiaparelli lo aiutò finanziariamente.

Paul Poiret è un personaggio che mi ha affascinata tantissimo, tu lo conoscevi?

Mariagrazia Repola – redattrice Glamcasamagazine

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