Opere più famose di Kandinsky periodo e significato

Ultima modifica 20/10/2022

Le opere più famose di Kandinsky sono oggi custodite nei più grandi e prestigiosi musei, ma quali e quante sono?

Vassily Kandinsky è innegabilmente uno dei nomi più importanti dell’arte contemporanea. Nato a Mosca nel 1866, Kandinsky morì in Francia, suo paese d’adozione, nel 1944 e riuscì già in vita ad influenzare fortemente la scena artistica europea come poche altre grandi personalità hanno saputo fare, in quegli anni e in seguito.

Per apprezzare a dovere la pittura di Kandinsky ci si deve concentrare su aspetti tecnici, ma anche come ovvio sulle tematiche affrontate. Senza dubbio la sua arte è stata nel tempo molto influenzata da esperienze come quella dell’impressionismo o del fauvismo, ma si è concretizzata in qualcosa di nuovo e unico.

I suoi soggetti, sono spesso influenzati dalla tradizione russa e popolati da elementi fantastici che rimandano alla sua cultura d’origine, ma non mancano anche forti richiami alla religione, alla filosofia, alla musica e a varie altre discipline che suscitavano in lui interesse.

L’astrattismo di Kandinsky è uno dei più noti, personali e suggestivi. Questo artista è tra i grandi padri nobili dell’astrazione e nonostante non sia certo di facile comprensione è divenuto nel corso degli ultimi decenni sempre più di moda.

Le opere più famose di Kandinsky: Composizione VI

Composizione VI
Composizione VI

Dal 1909 Kandinsky iniziò ad organizzare le sue opere più significative in tre categorie: Impressioni, Improvvisazioni e Composizioni.

Quelle etichettabili come “Composizioni” erano considerate dall’artista le più significative, in quanto in grado di unire l’immaginazione all’intuizione e alla sfera razionale.

Composizione VI è tra questi lavori, oggi è nella collezione dell’Ermitage di San Pietroburgo e travolge chi la ammira con una vera e propria esplosione di forme e colori. Si tratta di un dipinto libero da ogni tipo di desiderio di ricercare una raffigurazione oggettiva.

Osservando gli studi preparatori per l’opera (sempre molto interessanti e di notevole rilevanza per capire meglio gli intenti di Kandinsky) si capisce come Composizione VI sia probabilmente dedicata al tema della catastrofe o dell’Apocalisse, soggetto che ricorre più volte nei lavori dell’artista.

Le opere più famose di Kandinsky: Composizione VII

Le opere più famose di Kandinsky
Composizione VII

A Mosca, città natale di Kandinsky, presso la Galleria di Stato Tret’jakov è oggi ammirabile dal pubblico Composizione VII, un’opera che è diretta evoluzione di Composizione VI. Caratterizzata da forme, linee e un vortice di colori accesi.

Secondo alcuni critici l’opera approfondirebbe ulteriormente i temi del Diluvio Universale, del Giudizio Finale e della Salvezza ostinatamente affrontati più volte dall’artista.

Siamo infatti negli anni immediatamente precedenti alla Prima Guerra Mondiale (1912-1913) e il clima di tensione globale non lascia indifferente Kandinsky, che quasi inevitabilmente (verrebbe da dire) si interrogava, in quel periodo, sul destino dell’umanità.

Le opere più famose di Kandinsky: La piazza rossa

Le opere più famose di Kandinsky
La piazza rossa

Restiamo alla Galleria Tret’jakov di Mosca e citiamo un’altra delle opere più famose e importanti di Kandinsky, qui custodite, ovvero la sua Piazza Rossa, una tela con cui l’artista vuole omaggiare la piazza più bella, famosa e importante della città di Mosca.

Quest’opera nonostante quanto si potrebbe pensare da titolo e soggetto è ben lontano da ogni tipo di raffigurazione paesaggistica tradizionale: i principali monumenti della piazza sono solo sommariamente riconoscibili, ma tutto è ruotato in una sorta di vortice che distorce le forme, trasformando le architetture in una sinfonia di luce e azzurri.

Le opere più famose di Kandinsky: Paesaggio con macchie rosse II

Le opere più famose di Kandinsky
Paesaggio con macchie rosse II

Nel 1909, Kandinsky e la sua compagna acquistarono una casa a Murnau, piccolo comune della Baviera. Il paesaggio alpino finì per ispirare fortemente l’artista, che fino al 1913 dipinse spesso paesaggi bavaresi, anche se attraverso forme sempre più astratte.

Nel suo Paesaggio con macchie rosse II, appartenente oggi alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, si può notare l’utilizzo di una tavolozza limitata, l’artista ha usato pochi colori e gli ha sostanzialmente privati di ogni intento descrittivo.

I colori sono invece potenti strumenti per comunicare emozioni e stati d’animo. Le montagne vengono trasformate in triangoli e ogni altro elemento perde la sua connessione con il mondo reale, per evolversi e cercare una sua più alta dimensione spirituale.

Opere famose di Kandinsky: Studio di colore, quadrati con cerchi concentrici

Le opere più famose di Kandinsky
Studio di colore, quadrati con cerchi concentrici

Più che un quadro, questo lavoro di Kandinsky va inteso come uno studio, a suo modo scientifico. Si tratta di un acquerello, oggi conservato presso la Lenbachhaus di Monaco di Baviera, che è universalmente tra le opere più conosciute dell’artista.

Per Kandinsky il colore costituiva la più profonda anima dell’immagine e da questa visione nacque in lui il desiderio di indagare in modo approfondito il rapporto tra colori ed emozioni.

L’obiettivo di Kandinsky, perseguito con vari esperimenti nel corso degli anni, era quello di testare differenti combinazioni di colori per valutarne la loro diversa percezione emotiva sull’osservatore.

Studio di colore, quadrati con cerchi concentrici si inserisce proprio nel solco di queste sperimentazioni.

Le opere più famose di Kandinsky: Vita variopinta

Vita variopinta
Vita variopinta

Oggi la Lenbachhaus di Monaco ha la più ricca collezione del mondo di opere di Kandinsky. Tra queste è impossibile non citare la sua Vita variopinta, un quadro davvero particolare che si inserisce a pino titolo in quella fase che precedette il suo astrattismo geometrico.

In questo dipinto l’artista raffigura un’affollata scena di vita russa, con una moltitudine di differenti personaggi che incarnano importanti tematiche, come l’amore, la maternità, la morte e il conflitto.

Come in altre opere di questo periodo, compreso tra il 1907 e il 1913, Kandinsky guarda alle sue radici culturali e ce le racconta, a suo modo, con un ampio uso di colori brillanti, macchie, linee e punti.

Opere famose di Kandinsky: Improvvisazione XXVI

Improvvisazione 26
Improvvisazione XXVI

Tra il 1909 e il 1914, Kandinsky creò trentacinque improvvisazioni, delle opere che dovevano visualizzare, secondo il suo preciso intento, le varie sensazioni prodotte dalla sua “natura interiore”.

Diverse emozioni e aspetti spirituali vennero in quegli anni raffigurati o meglio trasportati su tela in forma di linee e colori, in un’astrazione assoluta. Tra le Improvvisazioni esposte alla Lenbachhaus di Monaco, la numero 26 è una delle più conosciute in assoluto a livello globale.

Le opere più famose di Kandinsky: Dama a Mosca

Dama a Mosca
Dama a Mosca

Le origini di Kandinsky e il suo forte legame con la madre Russia si vedono fortemente in questa sua opera. Sempre alla Lenbachhaus di Monaco, dal titolo Dama a Mosca.

Rispetto ad altri dipinti del maestro questo spesso non sembra in grado di ritagliarsi il medesimo spazio e attenzione rispetto ad altri capolavori, ma resta di notevole interesse per chi desidera approfondire tecniche e messaggi di questo genio.

L’opera da una evidente connotazione simbolica insita nella sua particolare raffigurazione. Mosca torna ad essere lo sfondo della scena. In questo caso abbiamo a che fare con un’allegoria dell’eterna lotta tra il bene e il male.

La macchia nera che va progressivamente ad oscurare il sole rappresenta il materialismo della modernità, al quale si contrappone una figura femminile circondata da un vortice di luci e colori chiari a rappresentare la potenza dello Spirito.

Opere famose di Kandinsky: Composizione X

Composizione X
Composizione X

Realizzata nel 1939 e appartenente oggi alla collezione della Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf quest’opera è l’ultima “Composizione” di Kandinsky.

Il linguaggio di questo lavoro è diverso rispetto a quello delle precedenti Composizioni: gli elementi geometrici appaiono come maggiormente irregolari, escono di scena le linee nere spezzate e i colori diventano più piatti, brillanti e puri, senza sfumature. Interessante è anche lo sfondo nero, scelta non comune con chiari intenti simbolici, che trasforma la percezione generale dell’opera avvicinandola a quella che si può avere di un mosaico.

Lorenzo Renzulli

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