Ultima modifica 15/04/2025
Il Neoclassicismo è un movimento artistico e culturale che si sviluppò dalla seconda metà del Settecento, come conseguenza della cultura illuminista e di un’epoca di grandi rivoluzioni sotto vari punti di vista. Si propose come antitesi agli eccessi del Barocco e del Rococò e propose un gusto frutto di una lunga elaborazione teorica.
Prima di nascere e prendere una definita forma, il Neoclassicismo ci mise un po’, nella breve e intensa stagione che s’è ritagliata, per poi scomparire sotto l’azione dei fermenti romantici.
In questo articolo vedremo come e quando è nato il Neoclassicismo, chi sono stati i suoi maggiori esponenti, le sue opere più memorabili e le sue caratteristiche maggiormente distintive, così come le sue influenze sugli stili successivi.
Indice
Nascita e lo sviluppo del Neoclassicismo, tra semplicità, proporzione e simmetria

L’arte e l’architettura neoclassiche erano basate sui principi di semplicità, simmetria, proporzione, bellezza e matematica, considerati vere e proprie virtù delle arti, con riferimento diretto a scelte e gusti dell’antica Grecia e della Roma classica.
Il neoclassicismo si distingue dalle forme d’arte precedenti per la sua ricerca del bello ideale, che doveva trarre ispirazione sia dall’arte romana che da quella greca antica, che doveva spogliarsi da ogni sorta di dramma, di sentimento e di passione umana, grandi protagonisti invece del Barocco.
Le opere neoclassiche appaiono sempre proporzionate, eleganti, equilibrate, composte e pacate, anche laddove vi si consuma una scena drammatica o magari perfino dolorosa. Il canone neoclassico del bello ideale fu reso esplicito da quello che probabilmente fu il suo maggiore teorico, ovvero il tedesco Johann Joachim Winckelmann, secondo cui il bello ideale era riassumibile nella formula nobile semplicità e quieta grandezza.
La “nobiltà” a cui ci si riferisce rimanda alle forme eleganti dell’arte classica, la “semplicità” vuole tagliare i ponti da “virtuosismi bizzarri e stravaganti” visti con il Barocco, mentre la “quieta grandezza” è quella dell’uomo classico, capace di controllare, in modo razionale le proprie pulsioni.
Il bello ideale era quindi una ricerca razionale che doveva mirare a forme semplici, ma equilibrate e aggraziate e come tali belle.
Ci sono anche non trascurabili considerazioni etiche da fare a riguardo. Il neoclassicismo riproponeva il concetto, tipicamente classico, di unione tra bellezza e virtù, il tutto sempre in aperta polemica contro le bizzarrie dell’arte barocca.
Il neoclassicismo era anche contro la frivolezza del Rococò, non ne apprezzava assolutamente il disimpegno, va detto comunque che l’arte neoclassica, pur avendo basi solide e chiare, non fu come prevedibile uniforme ovunque, in quanto fu un linguaggio internazionale che trovò declinazioni diverse in base al Paese e naturalmente anche alla storia personale e all’inclinazione del singolo artista.
La scultura neoclassica di Canova e Thorvaldsen

Il maggior esponente del neoclassicismo in Italia, nel campo della scultura, fu senza dubbio Antonio Canova (Possagno, 1757 – Venezia, 1822).
Si tratta di un artista che si dedicò alla ricerca del bello ideale, così come teorizzata da Johann Joachim Winckelmann.
Canova trovò la sua massima espressione nella scultura che riprendeva temi e forme classiche, ma non era solo un artista talentuoso, bensì un teorico e un intellettuale politicamente impegnato, che pensava che l’arte dovesse superare la tendenza a piegarsi alla politica contemporanea e farsi piuttosto portatrice di valori universali. Grazie alla sua visione riuscì ad ottenere committenze provenienti da ambiti politici anche molto distanti tra di loro.

Tra i massimi capolavori dell’arte di Canova, ricordiamo Amore e Psiche giacenti (1788-1793, oggi al Louvre di Parigi), opera nella quale Canova suggerisce la sensualità dell’amplesso solo attraverso l’abbraccio dei corpi dei due protagonisti della scena.
Per trovare un interprete altrettanto grande, ma più astratto e rigidamente formale del neoclassicismo bisogna osservare invece le opere di Bertel Thorvaldsen (Copenaghen, 1770 – 1844), artista danese a lungo attivo anche da noi in Italia e ritenuto all’epoca l’unico scultore al mondo a poter competere con Canova.
Al contrario di ciò che succedeva nell’arte canoviana, in Thorvaldsen si riduce di molto il ruolo del movimento. Il danese si rifaceva maggiormente ai canoni dell’arte greca antica, con una forte volontà di rigore e astrazione formale, evidente in opere come Giasone con il vello d’oro, del 1803, oggi al Thorvaldsens Museum di Copenaghen.
La pittura neoclassica di Jacques-Louis David e Jean-Auguste-Dominique Ingres
Uno dei maggiori pittori del neoclassicismo è stato senza dubbio il francese Jacques-Louis David, attivo anche come politico e intellettuale. David rappresenta alla perfezione la prima fase del Neoclassicismo, quella detta “prerivoluzionaria e rivoluzionaria”, benché si sia poi mosso bene anche alla seconda fase, quella definita dello stile Impero.
Tra le sue opere più note c’è Il giuramento degli Orazi, un grande olio su tela, realizzato nel 1784 e conservato oggi al Museo del Louvre di Parigi.

L’opera è considerata una sorta di manifesto del Neoclassicismo e racconta la vicenda di una leggenda romana, secondo la quale, durante il regno di Tullo Ostilio, per decidere l’esito della guerra di Roma e Alba Longa, tre fratelli romani (gli Orazi) si dovettero scontrare con tre fratelli di Alba Longa (i Curiazi). Il tema del giuramento degli Orazi è tratto direttamente dalla narrazione di Tito Livio e dalla tragedia Horace di Corneille.
Altro grande nome della pittura neoclassica è quello del francese Jean-Auguste-Dominique Ingres che studiò al seguito di Jacques-Louis David, dal quale apprese anche gli ideali neoclassici fortemente evidenti nelle sue opere.
Visse e lavorò anche a Roma, dove continuò i suoi studi pittorici, guardando con particolare interesse al lavoro di Raffaello e dei quattrocentisti italiani, che assunse a modello per perseguire l’ideale di purezza formale e di eleganza neoclassici.

Tra le sue opere più significative si segnalano Il sogno di Ossian, sul solco dell’attenzione prestata al bardo nordico; Paolo e Francesca, composizione di ritetta derivazione dantesca e certo non ultima La grande odalisca, non priva di suggestive contaminazioni romantiche per il suo gusto esotico.
L’architettura neoclassica, edifici e architetti emblematici
L’architettura neoclassica si caratterizza per la sua simmetria e per elementi tipicamente greci, come ad esempio i timpani degli edifici, che dal tempio passano alla chiesa. Le costruzioni si sviluppano generalmente lungo un asse centrale, con elementi di design equilibrati su entrambi i lati, vanno sempre alla ricerca di proporzioni armoniose e di esprimere un senso di equilibrio con facciate ben proporzionate, colonne uniformemente distanziate e linee pulite e semplici.
Dopo che l’architettura neoclassica è salita alla ribalta nel XVIII secolo, è diventata una scelta popolare per importanti edifici pubblici, istituzioni culturali, ma anche residenziali.
Cito ad esempio la Porta di Brandeburgo a Berlino, in Germania. Costruita tra il 1788 e il 1791, è uno dei simboli di Berlino. Progettata da Carl Gotthard Langhans, presenta elementi di ispirazione classica come colonne doriche, un grande arco e una scultura di biga.

Neoclassico è anche Il Campidoglio degli Stati Uniti a Washington, D.C., la cui costruzione ebbe inizio nel 1793 e proseguì nel XIX secolo. Progettato da William Thornton e successivamente ampliato da diversi progettisti, presenta caratteristiche neoclassiche molto evidenti, come una cupola e portici con colonne corinzie.
In Italia un buon esempio di architettura neoclassica è Il Teatro alla Scala di Milano, costruito tra il 1776 e il 1778. Si tratta di uno dei teatri d’opera più famosi al mondo ed è stato progettato da Giuseppe Piermarini, all’esterno vi si apprezzano le lesene corinzie, un frontone triangolare e un grande portico, tutti elementi fortemente neoclassici.

Il Museo del Prado di Madrid, completato nel 1819, è un edificio neoclassico, si tratta come noto di un importante museo che ospita una vasta collezione di dipinti europei. Venne progettato da Juan de Villanueva e presenta una facciata neoclassica con colonne ioniche e un frontone ornato da rilievi scultorei perfettamente in linea con lo stile.
Libri sul neoclassicismo
Ecco alcuni titoli interessanti per approfondire vari aspetti storici, stilistici e culturali legati al neoclassicismo e agli stili che l’hanno preceduto e seguito.
“Il neoclassicismo nell’arte del Settecento”

Anno: 2005, Editore: Carrocci, Autore: Antonio Pinelli
“Neoclassicismo. Ediz. illustrata”

Anno: 2003, Editore: Giunti, autore: David Irwin
Titolo: “Neoclassical and 19th Century Architecture”

Anno: 1980, Editore: Faber & Faber, autore: Alexander Tzonis, Liane Lefaivre
“The Classical Language of Architecture”

Anno: 1986, Editore: The MIT Press
“Dal Neoclassicismo al Romanticismo”

Anno: 2021, Editore: Frecce, Autore: Chiara Savettieri
Dal Neoclassicismo al Romanticismo e oltre
Per comprendere e inquadrare al meglio il neoclassicismo non si può non guardare a cosa l’ha preceduto, ovvero al Barocco e al Rococò. Allo stesso modo è importante e interessante sapere cosa l’ha seguito, ovvero il Romanticismo, che in particolare nella sua prima fase, guarda al passato, proprio come il neoclassicismo, ma in modo molto meno pulito e ordinato, lasciandosi invece ispirare ed emozionare da una certa decadenza, dal pittoresco, dalle rovine, dall’abbandono, dal passato che non viene recuperato e idealizzato, ma ricordato e ammirato, per come è giunto a noi.
La lezione neoclassica, che come detto ha ispirato inevitabilmente anche la prima fase romantica, ha poi avuto, va detto, molta fortuna, anche in seguito e anche oggi, non è raro che anche artisti contemporanei, includano elementi, più o meno neoclassici, nelle loro opere.
La classicità sarà sempre una forte fonte di ispirazione, a vari livelli, il neoclassicismo ne è stato un ottimo esempio e per molti versi non può dirsi un’esperienza conclusa.
Lorenzo Renzulli





















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