Maurizio Cattelan, tutto sull’artista contemporaneo più discusso

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Ultima modifica 28/06/2024

Maurizio Cattelan, nato a Padova nel 1960 è uno dei più noti artisti contemporanei italiani, è considerato uno dei più importanti e controversi creativi della sua generazione, ma con quali intuizioni, provocazioni e opere ha raggiunto questo posizionamento? Scopriamolo assieme!

Speso quando si pensa oggi alla grande arte contemporanea internazionale, non sono gli italiani i primi protagonisti a venire in mente, specie in certi contesti esteri, ma Cattelan fa eccezione, è probabilmente uno degli artisti più noti, ma anche discussi e criticati, al mondo, il fatto che sia italiano dovrebbe comunque renderci contenti, visto che come pochi altri contribuisce attivamente al dibattito su cosa sia e come si stia evolvendo l’arte oggi e con essa il modo di comunicare, intrattenere e stupire.

Maurizio Cattelan e gli anni della formazione

Fin da ragazzo Cattelan si appassionò a mettere mano a vecchi apparecchi radiotelevisivi, acquisì ben presto una certa dimestichezza nell’assemblare, tagliare e saldare metalli e a seguire si iscrisse non a caso ad un istituto tecnico industriale. In attesa di diplomarsi e per il desiderio di diventare presto il più possibile indipendente, si impegnò in una serie di lavori saltuari, tra i quali: il giardiniere, il cameriere, ma anche l’antennista e il portalettere.

Seguì anche un corso per infermiere e venne assunto in ospedale. Nel frattempo, continuò sempre a tagliare e a saldare metalli e inviò le foto delle sue composizioni a gallerie d’arte in tutto il mondo. La prima galleria ad accettare le sue proposte fu la Neon di Bologna, iniziò così la sua avventura nel mondo dell’arte contemporanea che darà vita ad una carriera assolutamente invidiabile e non comune.

Maurizio Cattelan e l’esordio nel mondo dell’arte contemporanea

Verso la metà degli anni ottanta Maurizio Cattelan iniziò a collaborare con alcuni artisti di Forlì. Il suo esordio espositivo fu nel 1991, alla Galleria d’arte moderna di Bologna, dove presentò Stadium, un lunghissimo tavolo da calcio balilla da lui progettato per ospitare undici giocatori per lato: nella performance da un lato vennero schierate 11 riserve del Cesena e dall’altro lato 11 operai senegalesi che lavoravano in Veneto membri della A.C. Forniture Sud, squadra fondata da Cattelan stesso un anno prima, il cui sponsor stampato sulla maglietta era l’ipotetica impresa di trasporti “Rauss” (con chiaro riferimento al lessico nazista).

Maurizio Cattelan, Stadium
Stadium, 1991

Le opere di Maurizio Cattelan combinano la scultura con la performance, ma spesso includono eventi o meglio happening, azioni anche molto provocatorie, pezzi teatrali e testi di commento sui pannelli.

Talvolta, vengono utilizzate anche opere non da lui stesso realizzate, articoli di giornali e riviste, come quelli realizzati con Paola Manfrin e Dominique Gonzalez-Foerster pubblicati sulla rivista Permanent Food. Con Massimiliano Gioni e Ali Subotnick sulla rivista d’arte Charley e anche sulla rivista d’arte contemporanea Flash Art con cui saltuariamente ha collaborato. Nel settembre 2010 ha ideato assieme al fotografo Pierpaolo Ferrari un altro progetto editoriale, Toilet Paper.

Dopo cinque anni di assenza dalla scena creativa, Maurizio Cattelan concesse un’intervista al Corriere della Sera nell’aprile 2017, affermando di tornare, ma non per far parte di una galleria, quanto di volere contribuire al dibattito pubblico. Quello fu il momento in cui decise di abbandonare il pubblico e la ricerca della visibilità per inseguire un maggiore divertimento; si è occupato a tempo pieno della rivista di immagini fondata con il fotografo Pierpaolo Ferrari, Toilet Paper, che fino a venerdì 14 aprile 2017 si trasformò in un bar con calcetto e ping pong allestito alla Mediateca Santa Teresa di Milano.

Maurizio Cattelan sostiene che in questi anni si è dedicato alla ricerca delle mille vite che può avere un’immagine, lavorando su idee per oggetti di arredo in collaborazione con Seletti. Cattelan durante la sua pausa ha capito che le gallerie lo interessano sempre meno, ma quello che conta per lui è il vero contatto con il pubblico per ottenere il dibattito. Oggi Cattelan vive e lavora tra Milano e New York.

La banana di Maurizio Cattelan e le opere più costose dell’artista

Maurizio Cattelan, Commedian
Comedian, 2019

La banana “Comedian” di Maurizio Cattelan ha fatto parlare di sé sin dalla sua prima apparizione nel 2019 ad Art Basel (nota fiera d’arte moderna e contemporanea che dal 1970 si svolge annualmente a Basilea, in Svizzera).

L’artista italiano l’ha nuovamente esposta nell’ambito della sua mostra WE, tenutasi al Leeum Museum of Art di Seoul.

L’opera è composta da una scultura o meglio da un ready-made e sopratutto da una performance artistica che consiste in una banana matura attaccata con il nastro adesivo a una parete bianca, attira stupore e critiche.

Non è stato così per Noh Huyn-soo, uno studente d’arte che, spinto dalla fame, ha afferrato la banana e l’ha divorata prima di riattaccarla al suo posto. Naturalmente il tutto faceva parte della performance e di intendere questo modo di fare arte, spettacolo, dibattito, sulla natura stessa dell’arte di oggi, sul suo valore, i suoi messaggi. A proposito di valore, banalmente, quello materiale, la banana di Maurizio Cattelan, o meglio il suo concetto, l’idea che ci  sta dietro, è valutata 120.000 dollari.

Maurizio Cattelan, Him
Him, 2001

Tra le sue opere di maggior valore, se di soldi si parla, c’è però “Him”, inquietante scultura che raffigura Hitler inginocchiato, battuto a ben 17.2 milioni di dollari in asta a New York.

Lorenzo Renzulli

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