Marcel Duchamp, l’artista che ha cambiato il concetto di arte

Ultima modifica 08/04/2024

Henri-Robert-Marcel Duchamp è nato nel 1887 ed è stato un pittore, scultore e scacchista francese naturalizzato statunitense nel 1955.

Si tratta di un mostro sacro dell’arte contemporanea, considerato tra le più influenti personalità artistiche del XX secolo.

Fino alla sua morte, avvenuta nel 1968, Marcel Duchamp fu un instancabile sperimentatore che si avvicinò al fauvismo, al cubismo e al surrealismo, anche se forse il suo nome resta particolarmente legato sopratutto al dadaismo e all’arte concettuale.

Episodi rilevanti nella lunga biografia di Marcel Duchamp

Marcel Duchamp ha avuto una vita molto intensa e ricca di conseguenza di momenti importanti, per lui e per l’intera storia dell’arte, volendo limitarsi ad una manciata di questi, ricordo ad esempio il suo incontro, avvenuto nel 1915 con il fotografo e grafico statunitense Man Ray.

Tra questo straordinario creativo e Duchamp nacque subito un’amicizia destinata a durare una vita intera.

L’anno successivo, dopo questo fortunato incontro, Duchamp fondò (assieme ai mecenati Katherine Dreier e Walter Arensberg) la Society of Independent Artists.

Nel 1918 Marcel Duchamp si trasferì a Buenos Aires, dove rimase fino alla metà dell’anno seguente, mentre nel 1923 tornò a Parigi e a partire da quel momento ridusse progressivamente la produzione artistica. Per 10 anni il suo principale pensiero furono gli scacchi, con i quali raggiunse ottimi risultati, tanto da diventare capitano della squadra olimpica francese, nella quale giocava anche il campione del mondo Alexander Alekhine.

Nel 1942 decise di stabilirsi definitivamente a New York e nel 1951 fu indagato da Joseph McCarthy Senatore Repubblicano per il Wisconsin dal 1947 al 1957, ma senza conseguenza, visto che aveva amici influenti che lo protessero.

Nel 1954 sposò Alexina “Teeny” Sattler Matisse, importante mercante d’arte americana, in precedenza sposatasi e separatasi da Pierre Matisse, il figlio più giovane di Henri Matisse. Teeny rimarrà accanto a Duchamp per tutta la vita e dopo la sua morte contribuirà in modo significativo alla collezione permanente Duchamp presso il Museo dell’Arte di Filadelfia, la più grande al mondo.

Opere d’arte famose di Marcel Duchamp

Marcel Duchamp

Ruota di bicicletta è un’opera realizzata da Marcel Duchamp nel 1913 a New York. Considerata il suo primo “ready-made”, l’opera è composta da una ruota di bicicletta, fissata su uno sgabello in legno per mezzo di una forcella.

Marcel Duchamp

La “Fontana” di Marcel Duchamp è un’opera “ready-made” realizzata, o meglio firmata (con un nome di fantasia), dall’artista nel 1917. Questo che in realtà è un orinatoio di 61×48×38 cm non fu mai esposto al pubblico e andò successivamente perduto. Oggi però ne esiste una copia ammirabile al Centre Pompidou, di Parigi. In questo tipo di opere non è importane in manufatto in se, ma l’idea, che in questo caso è dissacratoria, elevare ad arte qualcosa che apparentemente ne è molto distante, ma che a ben vedere, ha in realtà una sua dignità stilistica.

Marcel Duchamp

L.H.O.O.Q. è un ready-made rettificato realizzato da Duchamp nel 1919. L’artista si serve di un’opera d’arte famosissima, una riproduzione della Gioconda di Leonardo, per presentarla con i baffi, dissacrando ciò a cui si è abituati ad attribuire un grande valore. Quello che determina il valore estetico non è più per Duchamp un procedimento tecnico, ma un puro atto concettuale.

Il titolo dell’opera è un gioco di parole, infatti le lettere L.H.O.O.Q. pronunciate in francese suonano come la frase Elle a chaud au cul, traducibile in “Lei si concede facilmente”.

Cos’è un’opera d’arte ready-made

Un’opera d’arte ready-made (già pronta) è un oggetto, spesso di uso comune, meglio se standardizzato o prefabbricato, scelto da un artista che, senza usare su di esso alcun intervento rilevante, specie se di carattere estetico, ne determina il valore con l’atto mentale di percepirlo ed elevarlo ad opera d’arte. La “Fontana” di Marcel Duchamp ne è un ottimo esempio.

Man Ray e Marcel Duchamp, la fotografia come opera d’arte

Marcel Duchamp
Man Ray e Marcel Duchamp che giocano a scacchi

Oggi è normale parlare di fotografie d’arte, dando alla definizione in realtà diversi significati, ma non è sempre stato così. Prima di Man Ray la fotografia non era considerata un’arte, o almeno non aveva la stessa dignità della pittura e soprattutto la foto di un’opera non sarebbe stata considerata a sua volta arte, magari portatrice di un messaggio ancor più ampio e interessante del contenuto ritratto nello scatto.

Man Ray, nato a Filadelfia il 27 agosto 1890 come Emmanuel Rudzitsky, si trasferì a New York, dove iniziò la sua carriera di grafico e disegnatore. La sua attività di fotografo ebbe inizio nel 1914, quasi per caso, quando acquistò la sua prima macchina fotografica per immortalare le sue opere. Il successo presso il vasto pubblico arrivò proprio con la conoscenza e la frequentazione di Marcel Duchamp, i due diventano infatti da subito buoni amici e fondano assieme il movimento Dada americano, corrente d’avanguardia che in Europa era attiva già dal 1916.

Soggetti principali della corrente artistica sono i tanto discussi ready-made, invenzione di Duchamp che iniziò ad acquistare oggetti di produzione industriale, a volte apportando piccole modifiche (o rettifiche), trasformandoli così in irriverenti opere d’arte. Tra questi la famosissima Fountain, orinatoio capovolto e rettificato con la firma di un artista “R. Mutt 1917” in realtà inesistente.

Man Ray si approccia a questa nuova espressione artistica creando diversi ready-made, come Cadeau, un ferro da stiro modificato da una fila di chiodi saldati alla piastra, che lo rendono quindi del tutto inutilizzabile; e L’enigma di Isidore Ducasse, un sacco stretto da corde e nodi che celava una macchina da cucire, sfidando lo spettatore a risalire all’esatto oggetto nascosto.

Nonostante il movimento Dada a New York non godrà di particolare successo, Man Ray continuò a sostenere l’arte di Marcel Duchamp, diventando in sostanza il suo fotografo ufficiale e immortalandolo nei panni del suo alter ego Rrose Sélavy, oltre a fotografarne le varie opere d’arte.

Nel 1921 i due artisti si trasferiscono a Parigi, dove Man Ray conobbe il poeta Andrè Breton, futuro fondatore del movimento surrealista e Philippe Soupault, che darà l’occasione a Man Ray di allestire una sua mostra nella propria libreria, questo gli diede poi la possibilità di ritrarre personaggi del calibro di Pablo Picasso, James Joyce e Virginia Woolf.

Influenza di Duchamp sull’arte contemporanea

Marcel Duchamp

Opere come L’orinatoio “Fontana” e la Monna Lisa con i baffi (L.H.O.O.Q.) spesso in realtà travisati e percepiti come meri gesti dissacratori dell’arte, sono comunque tra gli oggetti più famosi dell’universo creativo del XX secolo.

L’influenza di Marcel Duchamp sugli artisti successivi, è stata enorme e per certi versi ingombrante, anche se molto mediata, cosa che come ovvio complica un po’ le cose.

Spesso non risulta facile riconoscere degli epigoni diretti di Duchamp. Di sicuro, il concetto di ready-made, insieme al problema del gesto dell’artista come selezionatore dell’oggetto d’arte, sono stati il punto di partenza per varie forme di arte concettuale, che sono seguite all’esperienza di Duchamp.

Il ready-made è un comune manufatto di uso quotidiano che assurge ad opera d’arte una volta decontestualizzato dall’artista e posto così com’è in una situazione diversa da quella di suo consueto utilizzo. Il valore aggiunto dell’artista sta nella sua operazione di scelta, nell’individuazione (spesso peraltro casuale) dell’oggetto e nell’isolamento dello stesso.

Alcune ricerche recenti fanno capire quali investimenti simbolici ci fossero nel momento in cui Marcel Duchamp attribuiva ad oggetto comune un titolo, basato su riferimenti culturali e storici. Per tutte queste ragioni Duchamp ha fortemente influenzato chi l’ha seguito ed esercita ancora oggi una forte influenza, quantomeno nella scena artistica occidentale.

Lorenzo Renzulli

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