Lino: un tessuto per tutte le stagioni

Sostiene  Kassia St Clair nel volume La trama del mondo, dedicato ai “tessuti che hanno fatto la storia” che “le fibre tessili – siano naturali o create dall’uomo – hanno definito, trasformato, fatto progredire e modellato il modo in cui viviamo.”

La St Clair non si riferisce a delle fibre qualsiasi ma a quattro ben precise e tra queste, insieme a cotone, seta e lana, c’è naturalmente il lino: lavorato fin dalla notte dei tempi complice la facilità di reperimento, la resistenza e la versatilità. Impiegato tanto nella moda quanto nel design, è un materiale adatto a tutte le stagioni.

Diverse le soluzioni che lo vedono protagonista che si possono trovare in commercio: orientarsi nella scelta può non essere semplice. Quelle disponibili sul portale online Cimmino Shop sono una vera garanzia, distinguendosi per la capacità di coniugare qualità e tradizione. 

Parliamo infatti di una realtà storica del made in Italy, attiva dal 1750: il partner ideale per qualsiasi casa di moda come di arredamento, persino per quanti desiderino cimentarsi nella creazione di soluzioni fai da te frutto del connubio tra arte e artigianato.

Oggi vi raccontiamo qualcosa di più sul lino, partendo dall’inizio: della sua storia, dunque, che è sempre anche quella della mano dell’uomo.

Alle origini del lino, e dunque della storia dell’uomo

I ritrovamenti che hanno per protagonisti i filamenti del lino sono di matrice selvatica, come confermano i ritrovamenti avvenuti presso la grotta di Dzudzuana in Georgia.

Qui trovi la vera guida sulla storia della moda

Quella che però si lavora da millenni è una varietà di altro tipo: si tratta del Linum usitatissimum, questo il nome botanico della pianta, da non confondere con il suo predecessore, ovvero il Linum angustifolium. Quest’ultimo, conosciuto altresì come lino bienne, nelle epoche più remote cresceva rigoglioso in quella che si chiamava Mesopotamia e in alcune parti del Mediterraneo.

I primi a coltivare il lino sono stati proprio i popoli che vivevano in queste zone. Si trattava di un processo laborioso e che richiedeva pazienza e manualità. Una volta reperita una quantità sufficiente di pianta, bisognava prelevare dai fusti la parte fibrosa, attraverso vari passaggi, e ricreare così dei filamenti; nulla di diverso rispetto a quanto si verifica nel caso di canapa, iuta e ramiè.

Occorre pertanto immaginare le fibre del lino un po’ come delle perle che, ubicate le une accanto alle altre, sorrette da un filo, raggruppandosi in forma di fasci, al tatto si dimostrano compatte e setose, con un colore tendente al madreperlaceo.

Altre popolazioni che nelle epoche lontane hanno lavorato il lino sono gli Egizi. Costoro, commercializzandolo con i Fenici, facevano giungere la propria produzione tessile fino in Bretagna e Irlanda.

I primi invece a utilizzarlo in chiave di design – e dunque come tessuto con cui arredare le abitazioni – sono stati i Romani. Durante il Medioevo il lino era una materia prima impiegata a vari livelli, molto comune.

Ne è una conferma una tela ricamata in maniera magnifica, giunta fino a noi dal XI secolo: l’arazzo, o meglio, tapisserie di Bayeux, dove si raffigura la conquista dell’Inghilterra compiuta dal Duca Guglielmo di Normandia.

La sacralità del lino nell’antichità

Della sacralità del lino dà conferma anche la Bibbia, in particolare nel Libro di Giosuè. Gli Egizi, invece, oltre che nella quotidianità e come stoffa da commercializzare, lo utilizzavano come “rivestimento dei faraoni”, come si è scoperto all’apertura delle tombe.

Ma come mai, proprio il lino? La scelta veniva fatta – e non solo dagli Egizi, visto che parliamo della fibra più comune per la realizzazione dei paramenti – in virtù della spiccata resistenza e traspirabilità del materiale. Tratti che stanno alla base della sua adozione ieri come oggi.

Il lino è stato considerato sacro, puro, armonioso, in tutte le epoche. Persino il velo della Madonna che si può ammirare nella Basilica di Assisi, così come la Sacra Sindone, lo vedono protagonista.

Il lino oggi: dove viene prodotto, come e le proprietà

Il lino è un materiale prodotto in tutto il mondo e la sua commercializzazione si è intensificata alla luce degli scambi senza precedenti dell’epoca odierna, che vedono al centro vie meno percorse rispetto al passato e una maggiore immediatezza in termini relazionali. Il contesto è quello della globalizzazione e della digitalizzazione.

Si tratta di una pianta che vanta una solida produzione europea. Sotto questo punto di vista, gli Stati che ne detengono la maggior parte delle quote sono Olanda, Francia, Belgio e Germania. Troviamo inoltre il lino in Siberia, come in Canada, Messico, Scandinavia, Africa e Italia: questo grazie alla capacità di adattamento considerevole della pianta.

Il lino non è unicamente una pianta tessile, ma anche oleaginosa: il suo olio viene utilizzato soprattutto in ambito cosmetico e alimentare, sempre con risultati degni di nota. La procedura di raccolta e lavorazione è diversa a seconda dell’impiego che se ne intende fare.

In genere si procede alla coltivazione da seme: la più efficace e diffusa, persino per quanto riguarda la cosiddetta paglia di lino, ovvero le rotoballe che si possono ammirare in diverse aree agricole del Belpaese. Pertanto, la parte fibrosa viene estirpata, come abbiamo già avuto modo di accennare, direttamente dallo stelo.

Le proprietà e gli impieghi tessili del lino, all’origine dei suoi molteplici utilizzi

Circa metà della produzione tessile del lino va ricondotta all’abbigliamento, dove questo tessuto viene impiegato per la realizzazione di t-shirt, camicie, abiti, borse, guanti, scarpe, cinture, valigie e molto altro ancora.

Segue, a non molta distanza invero, la produzione di articoli di biancheria per la casa: sacchetti, tovaglie, canovacci e via dicendo.

Minore, ma tutt’altro che irrilevante, la realizzazione di soluzioni per l’arredamento quali rivestimenti murali, tendaggi, elementi per i controsoffitti e molto altro ancora, così come dei cordami.

Per quanto concerne le proprietà del lino come tessuto, esso si distingue prima di tutto per gli elevati standard di sostenibilità: la peculiarità che oggi lo rende più attuale. È infatti di origine 100% naturale. A questo parametro occorre aggiungere la delicatezza a contatto con l’epidermide, l’innata resistenza e la spiccata traspirabilità: il lino risulta fresco d’estate e impermeabile d’inverno.

Infine, ma non meno importante, non provoca allergie ed è un termoregolante naturale. Se disponete o realizzate una camicia a maniche lunghe la indosserete in tutte le stagioni: quando le temperature si abbassano sotto a una giacca o a un maglione, quando salgono come elemento pregevole di abbigliamento. 

Ecco perché il lino è non soltanto una fibra di grande fascino, ma un vero e proprio evergreen, da portare con stile, in casa come negli indumenti, per l’intera durata dell’anno.

signature

Cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Formati supportati: JPG, PNG, GIF (max 2MB)

Ancora non ci sono recensioni.

Previous
La scapigliatura italiana: la bohème del Risorgimento
Lino: un tessuto per tutte le stagioni

Su questo sito utilizziamo strumenti di prime o terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (cookie tecnici), per generare report sull’utilizzo della navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.