Libreria Bookworm Kartell: guida all’icona di Ron Arad

Posted on

Ultima modifica 02/10/2026

Oggi voglio raccontarvi un’icona di design che ha cambiato per sempre il nostro modo di vivere le pareti di casa: la libreria Bookworm di Kartell.

La Bookworm è una libreria progettata da Ron Arad e prodotta da Kartell. Il progetto nasce nel 1993, quando Arad lavora ancora con una versione in acciaio, e arriva sul mercato nel 1994 grazie alla collaborazione con Kartell. Il passaggio decisivo è quello dal metallo alla plastica: il PVC permette di trasformare una libreria importante in un prodotto flessibile, che ogni persona può piegare e comporre sulla propria parete.

È una differenza più importante di quanto sembri. Arad non si limita a cambiare materiale ma cambia il modo in cui una libreria può essere progettata. Al posto di un mobile con una forma già definita propone una lunga linea che prende forma nello spazio. La Bookworm può diventare una curva, una spirale, una S oppure una composizione più ordinata. Il progetto rimane lo stesso, ma il risultato cambia ogni volta.

Leggi anche la guida sulla storia del design e scarica il PDF completo!

Bookworm: dalla libreria in acciaio alla produzione Kartell

Per capire la Bookworm bisogna tornare alla ricerca che Ron Arad conduceva a Londra negli anni Ottanta. Con lo studio One Off, fondato insieme a Caroline Thorman, Arad lavora soprattutto su pezzi unici e piccole serie, spesso utilizzando l’acciaio. Sono oggetti che hanno una forte presenza e che mettono in discussione la distinzione tradizionale fra arte e design.

La prima Bookworm appartiene esattamente a questo mondo. È una struttura metallica continua che può essere piegata per creare una libreria. L’idea è già quella della versione che conosciamo, ma il materiale pone diversi limiti: l’acciaio è pesante, la lavorazione è complessa e il risultato è costoso.

L’incontro con Kartell cambia le possibilità del progetto. L’azienda, che dagli anni Sessanta lavora sulla produzione industriale degli oggetti in plastica, ha sviluppato una competenza specifica nel trasformare materiali industriali in prodotti destinati alla casa. Negli anni Novanta questa ricerca diventa uno dei suoi tratti distintivi.

La Bookworm viene quindi ripensata in PVC. La produzione industriale, attraverso processi di estrusione e stampaggio, permette di ottenere una lunga struttura flessibile e resistente. Il materiale può essere piegato durante l’installazione e mantenere la forma scelta grazie ai punti di fissaggio.

L’idea di Arad non viene semplificata per essere prodotta in serie, ma è la tecnologia produttiva a permettere di conservarne la parte più interessante, cioè la libertà di configurazione.

Bookworm libreria
Fonte immagine: Wikimedia Commons. Autore: Sailko. Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.

Come funziona la Bookworm di Ron Arad

La cosa più curiosa della Bookworm è che la sua forma sembra quasi incompatibile con quello che deve fare. Una libreria deve sostenere libri, quindi siamo abituati a immaginarla come qualcosa di rigido. La Bookworm, invece, è fatta proprio per essere piegata.

Il segreto è nella relazione fra materiale e curva. La lunga striscia di PVC viene fissata alla parete in diversi punti e assume una configurazione arcuata. La curvatura non serve soltanto a creare l’effetto visivo caratteristico della libreria ma contribuisce anche a definirne la funzione della struttura.

I libri, naturalmente, aggiungono peso. Per questo il progetto comprende anche i fermalibri che vengono inseriti lungo la struttura.

La versione attuale da 8,2 metri è dotata di 17 supporti e Kartell indica una capacità di carico di circa 10 KG per supporto.

La Bookworm è un sistema progettato attorno a un equilibrio preciso fra elasticità del PVC, curvatura, punti di fissaggio e carico. Questa libreria può essere modellata in molti modi, ma deve mantenere una configurazione corretta e rispettare le indicazioni di montaggio.

Come la Bookworm trasforma la parete

Di solito si è alla ricerca di una libreria che occupi e definisca uno spazio. La Bookworm invece disegna le pareti. La differenza si vede subito osservando una parete con una libreria convenzionale e una con una Bookworm.

Arad elimina quasi completamente la struttura che normalmente associamo a una libreria. Niente montanti verticali e piani orizzontali, ma resta una traccia che attraversa la parete e che viene interrotta dai libri. Per questo la Bookworm sta benissimo in spazi contemporanei, dove un arredo, come una libreria, diventa una dichiarazione di stile, oltre che la protagonista di un ambiente.

La sua configurazione dovrebbe però essere scelta pensando sempre alla stanza. Una curva molto ampia ha bisogno di spazio, mentre una composizione più compatta può funzionare meglio in un ambiente piccolo. Anche il numero e il formato dei libri cambiano il risultato perché una Bookworm completamente piena assume un aspetto più vicino a quello di una libreria tradizionale rispetto a una libreria semivuota.

Il colore aggiunge un altro livello. Le versioni colorate fanno della libreria un elemento cromatico vero e proprio. Non dimentichiamo la luce: le curve sporgono dalla parete e producono ombre che rendono la composizione più tridimensionale.

Perché Bookworm è diventata un’icona del design degli anni ’90

La storia della Bookworm coincide con un momento importante per il design industriale. Negli anni ’90 la plastica viene utilizzata sempre più spesso non solo per produrre oggetti economici, ma per sperimentare nuove forme e nuovi modi di usare gli oggetti.

Kartell è una delle aziende che più hanno contribuito a questo cambiamento. La collaborazione con designer come Ron Arad, Philippe Starck, Vico Magistretti e Antonio Citterio porta nella produzione industriale oggetti che fino a poco tempo prima avrebbero avuto caratteristiche molto più vicine al pezzo d’autore.

La Bookworm è un esempio particolarmente riuscito perché interviene su un oggetto domestico molto riconoscibile. Tutti sappiamo cosa dovrebbe essere una libreria. Arad prende quella convenzione e la mette in discussione senza eliminarne la funzione. È anche questo a spiegare la sua fortuna.

Allo stesso tempo, però, dietro quella semplicità ci sono questioni tipiche del design contemporaneo: la produzione industriale, il rapporto fra forma e funzione, l’uso della plastica, la personalizzazione del prodotto e il ruolo dell’utente nel completamento del progetto.

Il Centre Pompidou conserva una Bookworm nella propria collezione e considera il progetto uno dei lavori più conosciuti di Arad. Anche il Museum of Modern Art di New York ha inserito la libreria nel proprio percorso dedicato ai materiali e alla sperimentazione nel design degli anni ’90.

Dove mettere la Bookworm oggi e come abbinarla

Tutte le Bookworm sono prodotte secondo lo stesso principio, ma possono assumere forme diverse. In soggiorno può occupare una parete sopra un divano basso, lasciando la curva libera intorno alla seduta, mentre in uno studio può correre dietro una scrivania semplice, soprattutto se il piano è in legno naturale o in vetro. Possiamo integrarla anche in camera per sostituire il classico comodino con una configurazione più compatta vicino alla testata. Anche un corridoio largo può diventare interessante, perché la profondità ridotta della struttura permette di arredare una parete senza intervenire sul passaggio.

Gli abbinamenti funzionano meglio quando mettono in relazione la plastica della Bookworm con materiali più materici. Una versione nera, per esempio, sta bene con rovere, noce, travertino, marmo chiaro e tessuti naturali come lino e lana. In un soggiorno con parquet e un divano color crema dà struttura alla parete senza aggiungere troppi elementi. Con una poltrona in pelle cognac e un tavolino in legno scuro assume invece un carattere più caldo e anni ’70, di tendenza oggi. Le versioni bianche sono più facili da inserire in ambienti molto luminosi, soprattutto con pareti avorio, beige o grigio caldo.

E tu, come l’abbineresti a casa tua?

Mariagrazia Repola – redattrice lifestyle, design e moda Glamcasamagazine

signature

Cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Formati supportati: JPG, PNG, GIF (max 2MB)

Ancora non ci sono recensioni.

Previous
Comfort termico e armonia visiva: come il calore intelligente trasforma l’estetica degli interni
Libreria Bookworm Kartell: guida all’icona di Ron Arad

Su questo sito utilizziamo strumenti di prime o terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (cookie tecnici), per generare report sull’utilizzo della navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.