Karl Lagerfeld: il Kaiser della moda

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Ultima modifica 03/04/2025

Karl Lagerfeld, una delle figure più influenti della moda contemporanea, ha lasciato un’impronta indelebile ed è considerato tra gli stilisti famosi più iconici del suo tempo. Nella sua carriera ha saputo reinventare non solo i marchi che ha guidato, come Chanel e Fendi, ma anche il concetto stesso di creatività nella moda. Con il suo inconfondibile look, occhiali da sole scuri, cravatte e capelli bianchi raccolti in una coda, Lagerfeld è oramai una figura indimenticabile.

Che era Karl Lagerfeld?

Stilista e fotografo tedesco, Karl Lagerfeld ha cominciato la sua carriera nella moda negli anni ’50. Ha lavorato per diverse case di moda, tra cui Balmain, Patou e Chloé, prima di entrare a far parte di Chanel nel 1983. La sua figura è stata determinante nella rinascita di questo brand, aiutando la maison a riconquistare la sua posizione come una delle migliori case di moda al mondo. È stato anche direttore creativo di Fendi. La sua estetica è da sempre stata tres chic perché unisce i pezzi classici parigini a un atteggiamento rock-chic, un attitudine sempre più di tendenza ancora oggi. Oltre a essere il direttore creativo del suo stesso marchio, ha collaborato a diversi progetti di moda, design e arte, e le sue fotografie sono state esposte in gallerie e raccolte in volumi. Era anche un appassionato collezionista di libri; ne aveva tantissimi, si dice che ne acquistasse anche 400 al mese.

Karl Lagerfeld: la biografia

Karl Otto Lagerfeld nacque ad Amburgo il 10 settembre 1933 da una famiglia benestante. Suo padre, Otto Lagerfeld, era un uomo d’affari di successo, mentre sua madre, Elisabeth Bahlmann, prima di sposarsi, era una commessa di lingerie. Riguardo la data di nascita di Lagerfeld, c’è sempre stato un alone di mistero. Affermava di essere più giovane e inventava storie sulla sua famiglia, attribuendosi origini svedesi, e dicendo di essere nato nel 1938 invece che nel 1933. Tuttavia, documenti ufficiali e testimonianze confermarono che la sua reale data di nascita era il 1933.

Fin da piccolo mostrò un forte interesse per le arti, trascorrendo molto tempo a disegnare e visitando il museo Kunsthalle di Amburgo, che considerava una fonte di apprendimento più stimolante della scuola. Anche il suo cognome subì diverse variazioni: originariamente scritto “Lagerfeldt”, decise di adottare la versione “Lagerfeld”, ritenendola più interessante.

L’ascesa del genio

Nel 1954, un giovane e talentuoso Karl Lagerfeld si fece notare nel mondo della moda partecipando al concorso dell’International Wool Secretariat, presentando un abito che anticipava le tendenze, e abiti chemise che poi sarebbero stati introdotti anche da Givenchy e Balenciaga tre anni dopo.

L’anno successivo, vinse nella categoria cappotti, e fece amicizia con un altro vincitore, Yves Saint Laurent. Attirò l’attenzione di Pierre Balmain, che lo assunse nel suo atelier. Da assistente ad apprendista, Lagerfeld affinò la sua visione creativa sotto la guida del genio di Balmain.

Nel 1957, divenne direttore artistico di Jean Patou, esperienza che lo portò, nel 1962, a intraprendere un percorso da stilista freelance, una scelta davvero audace per l’epoca. Fu infatti uno dei primi stilisti freelance. Collaborò con Charles Jourdan, Chloé, Krizia, Valentino e la maison Tiziani. Ma fu nel 1965, con Fendi, che Lagerfeld lasciò un segno indelebile: rivoluzionò il concetto della pelliccia stessa, modernizzandola e rendendola accessibile, e creò l’iconico logo a doppia F.

Nel 1966, si unì a Chloé, dove, grazie al suo stile sofisticato ed eclettico, divento uno degli stilisti più influenti al mondo. Il suo lavoro negli anni ‘70 spaziava tra ispirazioni rétro e un minimalismo rivoluzionario: eliminò imbottiture e fodere per creare un look fluido che contraddistinse la moda dell’epoca, e contribuì al nascente Big Look (conosciuto anche come Soft Look).

Artista imprevedibile, nel 1978 virò verso una silhouette strutturate e audace, introducendo le spalle oversize e quelle forme geometriche che avrebbero dominato gli anni ‘80.

Amante del 700, Lagerfeld mescolava riferimenti storici e avanguardia. Dalle collezioni Soft Look con pizzi e stivali fino alla coscia, alle creazioni liberamente ispirate a Napoleone con bicorni e leggings militari. Karl Lagerfeld era unico, sapeva giocare con il tempo e le proporzioni. Negli anni ‘80, alternò il glamour dei corsetti e delle gonne mini alla fluidità delle forme più morbide, adattandosi sempre di più alle esigenze della donna di quegli anni.

Karl Lagerfeld e la rinascita di Chanel

Karl Lagerfeld

Negli anni ’80, Karl Lagerfeld compì un vero e proprio miracolo della moda: prese le redini di Chanel, un marchio che ormai molti consideravano andato dopo la scomparsa di Coco Chanel nel 1971, e lo trasformò in un’icona del suo tempo. Assunto nel 1983 come direttore creativo della maison Chanel, Lagerfeld infuse nuova vita nella couture e rivoluzionò il prêt-à-porter, rendendo Chanel di nuovo desiderabile, ma soprattutto attuale. Tra le sue prime mosse vincenti, ci fu l’uso del monogramma CC intrecciato, trasformandolo in un vero e proprio simbolo di desiderabilità ma anche di status della moda contemporanea. Vestire Chanel era di nuovo glamour.

Non si limitò a modernizzare l’immagine del brand, ma stravolse anche le silhouette storiche di Chanel. Abbandonò le linee sobrie e pulite degli anni ’60, sostituendole con spalle imbottite, gonne più corte e aderenti, tacchi più alti e accessori ingigantiti o miniaturizzati per enfatizzare il contrasto tra eleganza classica e irriverenza moderna. Queste scelte, sebbene inizialmente controverse – soprattutto le minigonne, in aperto contrasto con la filosofia di Mademoiselle Chanel – si rivelarono però vincenti, trasformando il brand in un punto di riferimento dell’epoca.

Chanel era una donna del suo tempo. Non era una conservatrice con lo sguardo rivolto indietro. Al contrario, detestava il passato, compreso il suo, e tutto viene da lì. È per questo che la maison Chanel deve essere l’immagine del momento.

Karl Lagerfeld

La nascita del brand Karl Lagerfeld

Nel 1984, forte del suo successo, Lagerfeld lanciò il suo marchio omonimo, Karl Lagerfeld, con un focus sul prêt-à-porter e una filosofia basata sulla “sensualità intellettuale”. Il brand passò attraverso diverse acquisizioni, da Bidermann Industries USA a Cora Revillon Group, fino all’acquisizione da parte di Dunhill Holdings nel 1992 per circa 30 milioni di dollari. Questo accordo gli permise anche di tornare a disegnare per Chloé, fino a riacquistare i diritti sul suo marchio nel 1997, dichiarando che Vendôme Luxury Group non aveva saputo gestirlo nel modo giusto.

Lagerfeld fu il re dei revival anni ’80, reinventando spalle imbottite (che riprendono l’estetica degli anni 40 e 50), gonne a palloncino e richiami alle crinoline ottocentesche (elementi tipici della moda anni ’60).

Sempre un passo avanti, nel 1986 abbandonò le classiche spalle larghe e spostò l’attenzione sui fianchi, posizionando spalline imbottite esternamente per creare una nuova silhouette mai vista prima.

Gli ultimi anni

Karl Lagerfeld

La sua versatilità lo ha reso un punto di riferimento non solo nella moda, ma anche nella fotografia e nel design di interni.

Lagerfeld ha disegnato anche una capsule collection per H&M: è stata la prima volta che uno stilista ha collaborato con il marchio.

Nel dicembre 2006 lanciò K Karl Lagerfeld, una linea giovane per uomo e per donna, con un focus su magliette aderenti e un’ampia gamma di jeans, perfettamente in linea con la sua estetica sofisticata e ribelle. Ma Lagerfeld non si intendeva solo di moda: nel 2010, annunciò una collaborazione con il brand svedese di cristalli Orrefors, dando vita alla collezione di oggetti d’arte in cristallo Orrefors by Karl Lagerfeld, lanciata nella primavera del 2011.

Instancabile e poliedrico, nel 2012 pubblicò The Little Black Jacket, un libro fotografico che celebrava l’iconico capo Chanel attraverso ritratti di artisti, modelle e amici del designer. Nel 2014, la Palm Beach Modern Auctions mise all’asta una serie di suoi preziosi schizzi realizzati per la casa di moda Tiziani a Roma. Nel 2013, ha diretto Once Upon a Time.. , un cortometraggio con Keira Knightley nel ruolo di Coco Chanel e Clotilde Hesme in quello di sua zia, Adrienne.

La sua capacità di reinventarsi e adattarsi a ogni maison per cui lavorava gli valse il titolo di camaleonte della moda. Nel novembre 2015, il suo impatto sulla moda fu consacrato con il prestigioso Outstanding Achievement Award ai British Fashion Awards, consegnato da un’altra leggenda del campo della moda, Anna Wintour.

Creatore, innovatore, icona, Karl Lagerfeld ha lasciato un’impronta indelebile nel fashion system, trasformando ogni progetto in un capolavoro.

Il 19 febbraio 2019, Karl Lagerfeld si spense all’età di 85 anni, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo della moda. La sua scomparsa segnò la fine di un’era, certo, ma anche l’inizio del mito.

A raccogliere la sua eredità in Chanel è stata la sua stretta collaboratrice, Virginie Viard che aveva lavorato al suo fianco per decenni. Con la sua nomina, la maison ha scelto di continuare sulla strada tracciata dal maestro, nel rispetto della sua visione.

La sua eredità

La sua visione innovativa ha trasformato il modo in cui percepiamo il lusso e ha sfidato le convenzioni del mondo del fashion. Attraverso collezioni e sfilate memorabili, ha saputo mescolare tradizione e modernità, creando un linguaggio visivo unico che continua a ispirare stilisti e appassionati di moda in tutto il mondo.

Una carriera stellare quella di Karl Lagerfeld non credi? E tu, la conoscevi?

Mariagrazia Repola – redattrice Glamcasamagazine

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