Fase 2: riapertura dei negozi di arredamento

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La fase 2 è iniziata. I negozi di arredamento, fabbriche di mobili e tutti gli artigiani hanno ripreso le loro “consuete” attività. Anche se di consueto c’è poco. Quali sono gli accorgimenti da avere per tutelarsi al lavoro? Come iniziare una graduale ripresa del commercio del settore delll’arredamento? E come stimolare all’acquisto potenziali clienti: tramite showroom o shop online?

Intervista all’ arch. Mauro Mamoli, Presidente della Federmobili

A tutto questo ci risponderà il Presidente dal 2013 della Federazione Nazionale dei negozi di arredamento Mauro Mamoli, che con la sua competenza e professionalità nel settore sa rispondere alle molteplici domande che tutti si pongono. Domande che devono trovare risposte per tutti coloro che devono trovare la forza per affrontare una ripresa alla normalità seppur combattendo quotidianamente contro il Covid-19.

D: Riapertura dal 4 maggio della produzione dei mobili e riapertura negozi di arredamento: cosa ne pensa?

Purtroppo l’anomalia dell’apertura dell’industria del mobile e la proroga della sospensione dell’attività di commercio al dettaglio dei mobili è stata una “distorsione” che non siamo riusciti a far comprendere a chi ha preso questa decisione.

Linee guida sulla sanificazione ambienti di lavoro

D: Come sono state recipte le linee guida del governo sulle modalità indispensabili di lavoro e sanificazione degli ambienti dai vostri associati?

Al momento non è previsto nulla di specifico per i negozi di arredamento e le indicazioni generali (quelle che sono state disposte per gli esercizi commerciali che non hanno visto sospendere l’attività) sono state accettate senza grossi problemi. Ci si dovrà abituare ad un modo di lavorare, accogliere il cliente, relazionarsi tra persone con modalità che non conoscevamo ma la voglia di ricominciare è tanta e credo che ci si abituerà ai cambiamenti. La sanificazione, dopo gli ultimi chiarimenti che hanno liberato il campo da obblighi di sanificazioni certificate ed hanno spiegato che è sufficiente una pulizia accurata con prodotti igienizzanti, è stata vista e accolta con maggiore serenità.

D: Crede che siano realmente applicabili per tutte le fabbriche, dalle grandi alle piccole?

Più che fabbriche parliamo di punti vendita e credo che non ci sia nulla di impossibile per nessuno: sia che si parli di piccoli negozi che di superfici più ampie.

Linee guida Federmobili in raccordo con CNA

D: A proposito del montaggio dei mobili in case private, può introdurci le linee guida che avete realizzato voi di Federmobili in raccordo con CNA?

Abbiamo voluto proporre un vademecum – che non vuole essere un ennesimo protocollo, ma più semplicemente, come giustamente è stato detto, un testo di linee giuda – per indicare ai titolari di punti vendita quali accortezze tenere a casa del cliente: rassicurare il cliente che gli addetti al montaggio sono sani ed avere lo stesso tipo di certezza da parte di chi vive nell’abitazione; sapere che il personale deve utilizzare la mascherina; che non necessariamente deve utilizzare i sovrascarpe ma che deve informare il cliente che dovra provvedere ad igienizzare i pavimenti dove hanno stazionato/transitato i posatori. Indicazioni di questo tipo ci sembrava importante ed utile fornirle onde evitare eccessi o imprudenze.

Problemi da fronteggiare e perdita economica nel settore dell’arredamento

D: Quali sono i principali problemi cui è costretto fronteggiare il titolare di una fabbrica e quali quelli relativi ai suoi dipendenti?

Il datore di lavoro ha delle responsabilità nei confronti dei dipendenti e deve garantire la dotazione e l’utilizzo di DPI. Consigliamo di contattare i consulenti del lavoro per aggiornare i Piani Operativi di Sicurezza aziendali, in modo che oltre alle disposizioni già presenti vengano inserite anche tutte le indicazioni previste per il contrasto alla diffusione del virus.

D: In base ai vs dati: “L’online, pur essendo cresciuto a due cifre, rappresenta meno del 4% della torta. Quasi l’80% delle società opera nel mercato con un solo negozio, il 15% con due  negozi, il restante 5% dai tre negozi in su.” Quali sono state ad oggi le conseguenze e relativa perdita economica dei vostri associati?

Al momento non disponiamo di dati precisi e puntuali. In una elaborazione dell’ufficio studi di Confcommercio dell’8 Aprile si prevedeva – in una macro voce mobili, elettrodomestici e manutenzione della casa – una contrazione di più del 7% su base annua, ipotizzando una ripartenza del mercato a pieno regime da settembre.

Crediamo che il bilancio a fine anno, anche per come sono cambiati gli scenari in questi ulteriori 40 giorni, sarà decisamente più negativo. La raccolta di informazioni sulla distribuzione è sempre stato un problema. Anche come Federazione abbiamo provato molte volte a richiedere dati agli associati, in forma anonima e con trattamento di numeri aggregati, ma abbiamo sempre riscontrato molte difficoltà. In questa fase di lockdown abbiamo lanciato un sondaggio e speriamo che la risposta sia massiccia, magari questa emergenza e questo periodo di inattività commerciale servirà anche a sensibilizzare la distribuzione sul fatto che se i dati non arrivano dal mercato e dagli operatori diventa difficile, quando si cercano (e richiedono) è difficile averli.

Online o negozio fisico: dove vendere?

D: Perchè l’e-commerce non può essere la soluzione al negozio fisico di arredamento?

Crediamo che, al momento attuale, la sfida per il negozio di arredamento non stia nel vendere prodotti on line ma nel presentare adeguatamente il negozio fisico in spazi virtuali. La sfida è quella di catturare l’attenzione del consumatore con un utilizzo intelligente e professionale dell’omnicanalità, della multicanalità, per invitarlo a visitare l’esposizione, fare un’esperienza di acquisto che non può essere sostituita dall’e-commerce, incuriosirlo on line per generare traffico e visite nel negozio fisico.

Crediamo che questo periodo di lockdown possa essere stato, per chi ha voluto cogliere l’opportunità, un ottimo momento per sfruttare e sperimentare quanto il digitale mette a disposizione per mantenere contatti con la clientela, generarne di nuovi, aggiornare il pubblico attraverso i social, i siti, le newsletter e tutto quanto consente di raggiungere le persone da remoto.

Proposte e appello ai consumatori sulla vendita di mobili e arredo

D: Quali sono le soluzioni proposte da Federmobili per affrontare questo periodo di emergenza?

Come dicevo prima abbiamo consigliato di provare ad testare i sistemi disponibili per non perdere i contatti con i clienti. Abbiamo anche proposto sui social e sul nostro sito, dei brevi video tutorial su come sfruttare google business, piuttosto di come editare una Dem commerciale o una newsletter informativa, qualche consiglio su come fare un video promozionale homemade con professionalità e senza errori, ecc.

D: E qual’è il suo appello personale ai consumatori?

In questi ultimi due mesi abbiamo ricevuto centinaia di messaggi e mail da consumatori che ci chiedevano consigli ed informazioni riguardo alle effettive possibilità di operatività dei negozi. Nella maggior parte dei casi i racconti sottolineavano lamentele riguardo a risposte non ricevute da grandi superfici di  vendita o catene distributive.

A volte un prezzo allettante, un’offerta urlata o uno sconto incredibile distolgono l’attenzione dal valore reale del prodotto che si acquista ma, soprattutto potrebbe mettere in secondo piano il servizio accessorio del quale si usufruirà in seguito.

Ecco, forse quello che mi sentirei di dire ai consumatori è di valutare e riflettere che nei negozi della distribuzione “tradizionale” di arredamento; generalmente, ci sono famiglie che svolgono il lavoro da generazioni, professionisti che sono più consulenti che venditori d’assalto, persone che difendono una storicità ed un “passaparola” che li porta, nella maggior parte dei casi, a soddisfare nel migliore dei modi il loro cliente. E non sono, per queste ragioni, sempre e comunque più cari!

Gloria Gargano

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