Espressionismo Astratto, lo stile, la storia e i principali artisti e opere

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Ultima modifica 28/04/2025

Tra la fine degli anni Trenta del Novecento e l’inizio degli anni Quaranta emigrarono negli Stati Uniti, in fuga dalla guerra, molti artisti europei di diverse tendenze artistiche, come il Cubismo, l’Astrattismo e il Dadaismo, che portarono in America nuovi interessanti stimoli creativi. Il Surrealismo poi, movimento che voleva calarsi nella dimensione della vita interiore e onirica, fu particolarmente rilevante nello sviluppo dell’Espressionismo astratto americano, ma cosa caratterizza questo stile, perché si chiama in questo modo e quali sono stati i suoi massimi esponenti?

Perché l’Espressionismo Astratto si chiama così?

Mark Rothko

La definizione di Espressionismo astratto si deve ad Alfred H. Barr Jr. che lo coniò nel 1929 a commento di un quadro di Vasilij Kandinsky. Successivamente questa etichetta fu ripresa per essere applicata all’arte americana degli anni Quaranta e usata anche dal critico Robert Coates nel 1946. 

Il movimento dell’Espressionismo astratto prende il suo nome dalla combinazione dell’intensità emotiva e auto-espressiva degli espressionisti tedeschi con l’estetica anti-figurativa delle scuole di astrazione europee, come quelle del Futurismo, della Bauhaus e la lezione del Cubismo sintetico. In aggiunta, il movimento espressionista astratto possiede un’idea di ribellione, una forte componente di anarchia e un certo nichilismo.

Il termine viene applicato a tutti quegli artisti operanti a New York nell’immediato dopoguerra con differenti stili, anche nei casi in cui i loro lavori non fossero in realtà particolarmente astratti o espressionisti. 

L’action painting di Pollock, è tecnicamente ed esteticamente molto differente dalla violenta e grottesca serie di donne di Willem de Kooning e dai blocchi di colore delle opere di Mark Rothko, eppure tutti questi lavori vengono fatti rientrare nella definizione più generale di espressionismo astratto e la cosa non è errata.

Quando nasce e si sviluppa l’Espressionismo Astratto?

L’Espressionismo astratto fu un movimento artistico americano successivo alla seconda guerra mondiale, che ha raggiunto il suo apice creativo tra il 1947 e il 1956.

Fu il primo fenomeno artistico tipicamente americano ad influenzare l’arte del resto del mondo e contribuì a spostare radicalmente la capitale artistica dell’occidente da Parigi a New York e più in generale a spostare gli equilibri dell’arte contemporanea dall’Europa agli Stati Uniti.

Le principali caratteristiche dell’Espressionismo Astratto

Jackson Pollock dripping

L’espressionismo astratto ha delle caratteristiche generali comuni, ma è un’etichetta ampia, nella quale possono rientrare tante opere di diversa tipologia.

Questo movimento ha una predilezione per le ampie tele in canapa, l’enfasi per superfici particolarmente piatte, ed un approccio al supporto nel quale ogni area della tela viene curata allo stesso modo. L’espressionismo astratto è stata la prima originale scuola di pittura in America, dimostrò efficacemente la vitalità e la creatività del Paese che negli anni del dopoguerra, riuscì a sviluppare un suo senso estetico, che non fosse ristretto, subordinato o mandasse più o meno direttamente e banalmente agli standard europei di bellezza.

Artisti e opere importanti se si parla di Espressionismo Astratto

Alcuni dei principali artisti che è bene iniziare a conoscere e approfondire se si vuole imparare qualcosa sull’espressionismo astratto sono: Jackson Pollock, Philip Guston, Mark Rothko e Franz Jozef Kline. La lista ovviamente potrebbe continuare ben oltre.

La cosa interessante è che questi artisti, così come altri, dei quali non parlerò in questa pagina, hanno avviato ricerche diverse, con esiti spesso distanti, eppure, rientrano tutti nella possibile definizione di Espressionismo Astratto, anche se ovviamente le etichette, per quanto utili e pratiche non devono mai diventare delle gabbie, ogni artista e ogni singola opera è qualcosa di unico, che va certamente contestualizzato, anche in un movimento artistico, ma al contempo va considerato singolarmente.

L’espressionismo astratto di Pollock

Jackson Pollock MURAL 1943
Jackson Pollock, MURAL, 1943

Jackson Pollock è generalmente indicato come uno dei massimi esempi di espressionismo astratto. I suoi primi lavori di questo tipo nascono dall’incontro con opere d’arte dei nativi americani: lavori selvaggi, spirituali e autentici che l’hanno fortemente ispirato. 

Nell’opera MURAL del 1943 sono presenti tutte le caratteristiche fondamentali dell’Espressionismo Astratto nella poetica di Pollock, che si basa sulla fisicità del segno o meglio ancora del gesto prodotto dall’artista. È un quadro drammatico, una sorta di grido di ribellione espressionista che parte dai recessi del suo animo tormentato.

Philip Guston

Philip Guston To Fellini 1958
Philip Guston, To Fellini, 1958

Philip Guston iniziò ad avvicinarsi da autodidatta all’arte fin da molto giovane, proseguì poi il suo percorso affiancando altri artisti e collaborando con importanti progetti culturali a New York e in altre sedi. Negli anni cinquanta ottenne un discreto successo e venne riconosciuto tra i primi esponenti della corrente dell’Espressionismo astratto. Nel 1967 si trasferì nella natìa Woodstock e cominciò un percorso di graduale allontanamento dall’astrattismo, andando verso un figurativismo del tutto personale. I suoi nuovi lavori erano molto influenzati dai fumetti e dai cartoni animati, cosa che non fu ben accolta dai critici e lo portò ad un progressivo isolamento.

Mark Rothko

Mark Rothko Dark over Light Earth Violet and yellow in Rose 1954
Mark Rothko, Dark over Light Earth Violet and yellow in Rose, 1954

Ritenuto dalla critica il più lirico degli espressionisti astratti, con quadri che rasentano quasi il misticismo, Mark Rothko era convinto che l’arte fosse “un’avventura in un mondo sconosciuto, che può essere esplorato solo da coloro che intendono assumersi il rischio” (così scriveva nel Manifesto pubblicato il 13 giugno del 1943 sul New York Times). 

La funzione degli artisti per Rothko, era quella di comunicare i propri pensieri superando la pochezza dei bei dipinti accademici.

Di origini ebree e di convinzioni laiche, Rothko, ultimo di quattro fratelli, studiò comunque il Talmud, emigrò con la famiglia negli Stati Uniti ed ebbe un’infanzia non facile.

Dopo aver finito le scuole a Portland e dopo aver imparato l’inglese iniziò a studiare all’Università di Yale e nel 1924 si trasferì a New York per iscriversi alla Art Students League. 

Parallelamente Rothko aveva cominciato la sua carriera di pittore: nel 1928 aveva esposto alla Opportunity Gallery, presentandosi con opere rappresentanti scene urbane, che ottennero buoni riscontri da parte della critica.

Nella carriera di Mark Rothko si distinguono tre fasi ben delineate: una che va fino al 1940, una seconda che va dal 1940 al 1949, e una terza che va dal 1949 in poi. Nella prima fase l’artista praticava una pittura figurativa che prendeva spunto sia dall’impressionismo che dall’espressionismo. Fu poi influenzato dall’avanguardia surrealista, nella terza fase della sua carriera fu fortemente influenzato da Joan Mirò e dal suo astrattismo.

L’elaborazione dei suoi Color field paintings, realizzati con campiture rettangolari disposte sopra fondi monocromi e con i bordi sfumati ed evanescenti, risale alla fine degli anni Quaranta e rappresenta la massima espressione del suo espressionismo astratto.

Franz Josef Kline

Franz Josef Kline Attributed 1958
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Franz Josef Kline è indubbiamente tra i più importanti pittori del ventesimo secolo, è stato un protagonista del movimento dell’Espressionismo Astratto, periodo modernista che si sviluppò a New York negli anni Quaranta e Cinquanta.

Intorno al 1947, senza aver particolarmente sperimentato l’astrazione europea, né il Surrealismo, riprese idee dall’astrazione degli anni Venti e Trenta, per dar forma a dipinti che abbandonavano il realismo in favore di composizioni astratte, con complessi orditi curvilinei e composizioni gestuali estese all’intera superficie della tela. Dopo alcuni anni di tali sperimentazioni e opere che si possono definire come di transizione, arrivò al pieno Espressionismo Astratto.

Intorno al 1950, mentre emergeva la nuova società dei consumi postbellica, Kline semplificò radicalmente la sua pittura, dando vita ad una forma di comunicazione più profonda, attarverso composizioni pittoriche in bianco e nero che erano sperimentazioni e rappresentazioni visive dei rapporti tra le percezioni dei nostri corpi nello spazio e le nostre risposte emozionali alle stesse.

Influenze dell’Espressionismo Astratto su artisti e movimenti successivi

Dal 1960, la corrente americana dell’espressionismo astratto perse gradualmente di vigore e d’impatto e non fu più tanto influente come prima. Alcuni movimenti, come la pop art e l’arte minimale, furono una risposta e una sorta di ribellione verso quello che l’espressionismo astratto aveva generato. Ad ogni modo, molti artisti, come ad esempio Fuller Potter, che aveva creato opere espressioniste astratte, continuarono a lavorare su questa linea per molti anni ancora, a volte anche estendendo ed espandendo le implicazioni estetiche e filosofiche di questa particolare ricerca artistica.

Oggi ci sono artisti in attività che devono molto alla lezione dell’espressionismo astratto e si possono a pieno titolo definire, a loro modo, degli espressionisti astratti, anche perché, come abbiamo visto l’etichetta è decisamente ampia e piuttosto flessibile e diverse tipologie di opera vi possono rientrare senza difficoltà.

Le influenze dell’Espressionismo astratto, come quelle dei grandi movimenti del ‘900 continuano quindi ad essere vive e a loro modo assolutamente attuali.

Espressionismo Astratto in conclusione

L’Espressionismo Astratto è stato il primo grande movimento artistico americano capace di imporre gli USA e in particolare la vitale scena artistica di New York e altre grandi città sulla scena internazionale. Anche grazie all’Espressionismo Astratto, New York s’è gradualmente guadagnata un ruolo di spicco sulla scena dell’arte contemporanea, come valida alternativa a Parigi e altre città europee culturalmente molto attive.

Ancora oggi gli USA e in particolare proprio New York, con le sue maggiori gallerie e musei, è tra i luoghi più significativi al mondo per l’arte contemporanea.

L’Espressionismo Astratto fonde elementi dell’espressionismo, come la forma pittura che si piega e contorce sotto il peso di intense emozioni, con un forte ed ispirata astrazione. Si esprime attraverso varie soluzioni tecniche ed estetiche e questo ha permesso a tanti artisti ed opere diverse di rientrare in qualche modo nella definizione

Ancora oggi ispira artisti molto diversi tra loro, attivi in ogni parte del mondo e che si cimentano con varie tecniche e approcci, anche distanti, questo potrebbe creare apparentemente un po’ di confusione, ma semplicemente dimostra come la lezione dell’Espressionismo Astratto continui a ispirare.

Lorenzo Renzulli

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