David di Michelangelo, il riassunto completo

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Il David di Michelangelo è una scultura realizzata in marmo e conservata nella Galleria dell’Accademia a Firenze. Si tratta di una delle opere maggiormente rappresentative del Rinascimento italiano, un’autentica icona della storia dell’arte e un simbolo ampiamente riconosciuto di Firenze e dell’Italia all’estero.

Chi era Michelangelo e in che periodo ha realizzato il David (e quanto ci ha impiegato)

Il David è una scultura realizzata da Michelangelo Buonarroti, databile con precisione tra il 1501 e l’inizio del 1504 e ammirabile a Firenze. Largamente considerato un capolavoro della scultura mondiale, è uno degli indiscussi emblemi del Rinascimento nonché uno dei più noti e rappresentativi simboli della città di Firenze e del Made in Italy.

Di recente è stata realizzata una copia 1:1 dell’opera, stampata in 3D e rifinita da abili artigiani nei minimi dettagli, questa copia sarà una delle maggiori attrazioni dell’Expo 2021, che inizierà il primo ottobre e proseguirà fino a marzo 2022 a Dubai. Si tratta di un ottimo esempio che fa capire quanto il David (o anche solo una sua copia, come in questo caso) possa rappresentare l’Italia nel mondo.

Dove si trova oggi David di Michelangelo, come vederlo e costo del biglietto

Scansione David di Michelangelo

Il David di Michelangelo è una delle opere più rappresentative del Rinascimento italiano e una delle sculture più famose del mondo.

Con il biglietto per la Galleria dell’Accademia si ha la possibilità di vedere dal vivo il David e per chi lo desideri si potrà anche approfondire la visita con l’aiuto di una guida esperta, acquistando una visita guidata della Galleria dell’Accademia e magari abbinandola ad un tour degli Uffizi e della città, visitando così le attrazioni principali di Firenze. Per farlo basta un giorno.

Descrizione approfondita del David di Michelangelo

La storia del David inizia con un blocco di marmo portato a Firenze in barca attraverso il Mediterraneo e poi lungo l’Arno, questo blocco fu conservato per anni in attesa di essere scolpito. A metà del Quattrocento i dirigenti dell’Opera del Duomo e i consoli dell’Arte della Lana di Firenze idearono un progetto ambizioso che consisteva nel far scolpire dodici figure per decorare l’esterno della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, oggi conosciuta come Duomo di Firenze.

Il blocco che divenne il David era un gigante di 5.50 metri che nel 1460 Agostino di Duccio e Antonio Rossellino iniziarono a lavorare, per poi abbandonarlo. Finì nell’oblio in qualche magazzino, fino a quando, all’inizio del Cinquecento il progetto venne ripreso. Si valutarono vari nomi di scultori a cui affidare “il gigante”, tra questi: Andrea Sansovino, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti che aveva all’epoca solo 26 anni, ma era già molto conosciuto e apprezzato in città.

Nel 1501, il Duomo di Firenze commissionò ufficialmente il progetto proprio a Michelangelo provocando un notevole interesse, tanto che l’artista dovette isolarsi e quasi nascondersi mentre lavorava.

Michelangelo era giovane, ma era diventato un famoso e ben pagato artista grazie alla Pietà scolpita in Vaticano. Accettò la sfida di questo gigantesco blocco e fino al 1504 lavorò incessantemente alla realizzazione del suo David. A testimoniarlo ci sono i documenti dei pagamenti ricevuti dall’Opera. Michelangelo affrontò questa commissione con entusiasmo, lavorò da solo con ritmi serrati, ma i risultati lo ripagarono decisamente dello sforzo. Il David è considerato l’apice della sua produzione scultorea.

Curiosità sul David di Michelangelo

A Firenze ci sono tre copie del David di Michelangelo. La scultura originale alla Galleria dell’Accademia. Una copia del David in Piazza della Signoria, di fronte a Palazzo Vecchio. Una terza copia è invece al centro del Piazzale Michelangelo.

Un’altra curiosità interessante riguarda il gigantesco blocco di marmo di Carrara utilizzato da Michelangelo per scolpire il David, era parecchio rovinato (per così dire), visto che ben tre diversi artisti cercarono di dargli forma. Si trovava in uno stato che lo fece rifiutare da molti, ma non da Michelangelo, che accettò e vinse la sfida.

Chi rappresenta il David di Michelangelo

L’Opera del Duomo aveva stabilito per il blocco affidato a Michelangelo il soggetto religioso, ma nessuno aveva previsto un’interpretazione così sorprendente come quella del genio fiorentino. Nella Bibbia, in particolare nel Libro di Samuele, viene narrato l’episodio del giovane pastore David che affronta il temibile gigante Golia, a capo dei Filistei. Michelangelo ha rappresentato l’eroe biblico nel momento prima di affrontare il Gigante. La tensione del giovane pastore (poi Re) è rappresentata con l’intensa espressione, con il suo sguardo severo,con i muscoli contratti e le vene appena in rilievo, nel momento del culmine della concentrazione che precede l’azione.

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Arte e significato David di Michelangelo

La statua di Michelangelo non presenta, come spesso avviene nell’iconografia di Davide, la spada e la testa decapitata del gigante Golia. Altra importante scelta fatta dal Buonarroti fu quella di rappresentare un David completamente nudo, armato solo della sua fionda e soprattutto di una solida Fede in Dio, della sua razionalità e del suo intelletto, in contrapposizione con l’irrazionale forza bruta del gigante.

L’opera si ispira chiaramente ai canoni estetici della cultura classica, ma al contempo incarna l’uomo-eroe del Rinascimento, il protagonista della storia, consapevole delle proprie potenzialità.

Viso David

Viso David di Michelangelo

Il volto del David di Michelangelo è estremamente famoso. La sua regolare bellezza è senza tempo e la sua espressione indica la forza morale del personaggio e simboleggia anche la superiorità della ragione umana rispetto alla forza bruta irrazionale (quella del gigante). David nel momento fissato per sempre da Michelangelo sta pensando, prima di passare all’azione e di attaccare il nemico. Il suo sguardo è penetrante, intenso e decisamente concentrato, viene valorizzato anche dalla presenza delle pupille attentamente scavate, probabilmente l’artista si rifà alla scrittura biblica in cui si afferma che David aveva degli occhi bellissimi (“yafe enaim vetov roi”).

Piede David

Nel 1991 un piede del David di Michelangelo venne preso a martellate da un folle. I frammenti di marmo caduti a terra dal secondo dito del piede sinistro della più celebre statua del mondo ruppero una sorta di incantesimo. Non era mai successo infatti fino a quel momento che in un museo fiorentino un capolavoro venisse danneggiato in questo modo e questo aprì un vivace confronto sulla vulnerabilità delle opere d’arte e delle strutture museali, che dovrebbero valorizzarle, ma anche proteggerle al meglio. Per fortuna l’autore del folle gesto fu subito fermato e il danno prontamente riparato.

David di Michelangelo danneggiato da un folle

David di Michelangelo, proporzioni e altezza

Nel gennaio del 1504 la statua, di circa 5 metri d’altezza e cinque tonnellate di peso, fu svelata agli occhi della commissione dell’Opera del Duomo e al Gonfaloniere della Repubblica fiorentina, suscitando subito stupore e meraviglia, sia per le sue proporzioni che per la sua incredibile qualità.

Fu considerata da subito un’opera straordinaria e fu quindi deciso di riunire una commissione di artisti, di cui fece parte anche Leonardo da Vinci, per decidere dove collocare al meglio questo capolavoro.

Essendo un’opera dall’altezza impegnativa capire dove posizionarla non fu facile. La collocazione del David era inizialmente prevista per uno dei contrafforti della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, a circa 80 metri d’altezza, ma la commissione scartò ben presto questa opzione e dopo un lungo dibattito, fu scelto per il David di Michelangelo un posto di assoluto prestigio davanti a Palazzo della Signoria, dove arrivò grazie ad un faticoso e decisamente impegnativo trasporto per le vie della città.

David di Michelangelo altezza

David del Bernini: differenze sostanziali con quello di Michelangelo

Vari artisti nel corso dei secoli si sono cimentati con rappresentazione del David, tra i più noti c’è quello scolpito da Gian Lorenzo Bernini, tra il 1623 e il 1624, opera esposta oggi nella Galleria Borghese di Roma.

Quali sono le principali differenze tra questa scultura e quella di Michelangelo? Ce ne sono alcune di veramente macroscopiche, per prima cosa, essendo successiva di circa 1 secolo come ovvio ci sono differenze stilistiche, va poi notato come il David di Bernini a differenza di quello di Michelangelo abbia dimensioni realistiche, è infatti alto circa 180 cm. Un’altra differenza che appare subito evidente a chi osserva l’opera è la posizione del corpo di Davide.

Il David di Bernini è rappresentato come un atleta che è nel pieno del suo sforzo fisico. La smorfia sul suo volto, come scrisse Baldinucci “fa vedere maravigliosamente espresso il giusto sdegno del giovane Israelita, nell’atto di voler con la frombola pigliar la mira alla fronte del Gigante Filisteo“. Il David di Michelangelo è invece riflessivo, colto nel momento precedente a quello dello sforzo fisico.

David a confronto

David di Michelangelo: restauri fatti

Nel corso dei secoli il David di Michelangelo è stato oggetto di numerosi interventi di pulitura, conservativi e di restauro. Tra i restauri contemporanei va ricordato quello del 2003, durante il quale sono state utilizzate moderne tecniche laser per effettuare una accurata diagnosi dell’opera che fu divisa in 68 zone, ognuna delle quali fotografata digitalmente e analizzata sotto vari punti di vista: difetti del marmo, depositi di materiali sulla superficie, rotture e residui di lavorazioni ed interventi precedenti.

David di Michelangelo pulitura

Il marmo dal quale Michelangelo estrasse la figura di David è attraversato da una grande quantità di venature ed imperfezioni che vanno monitorate, così come le zone che nel tempo sono state maggiormente esposte alle intemperie, come spalle, braccio destro, mano e piede sinistro che soffrono di una maggiore erosione superficiale.

Alcuni danni sull’opera vanno poi ricondotti all’incauto restauro del 1843 del Costoli, effettuato con metodi troppo aggressivi. Va segnalato anche come alcune parti dell’opera che è arrivata ai giorni nostri non siano originali michelangioleschi, ma frutto di restauri, dei veri e propri rifacimenti di parti danneggiate, realizzati in differenti epoche, tra questi: parte della fionda e della mano destra, successivi ai danneggiamenti del 1527, il dito medio della mano destra datato al 1813, il mignolo del piede destro datato al 1851.

Lorenzo Renzulli

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