Ultima modifica 23/04/2025
Il termine Cubismo indica un movimento artistico d’avanguardia iniziato nel XX secolo in Francia, contraddistinto in particolare dalla scomposizione delle figure e dei vari soggetti in forme geometriche, dalla compenetrazione di piani e da un nuovo modo di rappresentare lo spazio attraverso la presenza simultanea di molteplici punti di vista in diversi momenti, determinando così il definitivo distacco dalla prospettiva lineare rinascimentale e dai principi dell’equilibrio e della simmetria tipici dell’arte classica. Il cubismo si richiama al moderno pensiero scientifico dell’inizio del Novecento, alla fisica di Einstein, all’idea della quarta dimensione e fa entrare il tempo nel supporto bidimensionale.
Indice
Perché il Cubismo si chiama così?
La parola “cubismo” fu usata per la prima volta in maniera derisoria, come spesso è capitato nella storia dell’arte, in vari casi. Pare che a utilizzare la definizione fu Henri Matisse, come testimoniato dal poeta Guillaume Apollinaire, nel 1908: Matisse era membro della giuria del Salon d’automne, che aveva rifiutato cinque dei sette quadri inviati da Georges Braque, uno dei più grandi cubisti.
Prima di Picasso e Braque, però, va riconosciuto in Paul Cézanne un precursore dei temi e dello stile del cubismo.
Paul Cézanne affermò di “trattare la natura secondo il cilindro, la sfera e il cono” non parlò di cubi, ma la sua influenza fu forte sui cubisti, che probabilmente si basarono in buona parte nel “darsi un’etichetta” anche su queste sue affermazioni.
Quando nasce e si sviluppa il Cubismo?

Nel 1907, il Salon d’Automne, nelle sale del Grand Palais di Parigi, ospitò una retrospettiva di 57 opere di Paul Cézanne (morto l’anno prima), prestate da diversi collezionisti. Si trattò di un evento che influenzò fortemente quelli che a breve divennero poi i cubisti.
Le caratteristiche principali del Cubismo

Si può suddividere il movimento cubista in tre diverse fasi: la fase del cubismo formativo, quella del cubismo analitico e quella del cubismo sintetico.
I pittori cubisti anziché descrivere in modo fedele ciò che li circondava, scomponevano la realtà in piani e forme geometriche sintetizzando il tutto poi in un’unica composizione punti di vista diversi, che nella realtà non potrebbero essere adottati simultaneamente e meno che mai accostati.
Il protocubismo
Il protocubismo, detto anche cubismo formativo, è la fase iniziale di questo movimento artistico contemporaneo, che si è sviluppata tra il 1907 e il 1909. È il più breve dei tre periodi nei quali si può idealmente dividere e organizzare la produzione cubista. In questo momento gli artisti semplificano geometricamente le forme portandole a puri volumi, ispirandosi anche all’arte africana. Gli oggetti rappresentati sul supporto dai cubisti iniziano ad acquistare una morfologia cubica, con divaricazione netta tra le facce in luce e le facce in ombra, annullando il peso e il valore dello sfondo.
I soggetti di questa fase sono prevalentemente paesaggi, nature morte, figure umane. I colori sono in genere piuttosto caldi, terrosi o lignei, utilizzati anche in gamme monocromatiche.
Noto esempio di protocubismo è il celeberrimo Les demoiselles d’Avignon, di Pablo Picasso, vero e proprio precursore del genere, fondamentale anche per i suoi chiari richiami alle maschere africane.
Il cubismo analitico
Il cubismo analitico è in genere indicato come la prima fase vera e propria del cubismo maturo, che viene fatta iniziare il 1909 per concludersi nel 1912. Vede un suo fondamentale precursore in Paul Cézanne, artista che alla ricerca di una più profonda comprendsione della realtà, cercò di estrapolare dal reale l’essenza stessa del visibile. Tra i suoi strumenti primari, sin dall’inizio della sua sperimentazione, è possibile individuare la scomposizione geometrica e cromatica della scena, attraverso l’uso di volumi fortemente geometrici e a volte per questo un po’ rigidi.
Su queste basi si muove il primo grande artista del cubismo analitico, ovvero Pablo Picasso. Picasso rigetta l’uso di un modo ancora tradizionale che Cézanne fa del colore e sposta l’attenzione, influenzato fortemente anche dalla scultura africana, sulla sintesi volumetrica. Picasso è il primo artista a cercare una sintesi di piani sull’unico livello della tela, una sintesi di movimenti nell’unico istante rappresentato, a portare la quarta dimensione su un supporto bidimensionale.
La sovrapposizione e la giustapposizione dei piani, verso un percorso di sintesi porterà presto al cubismo sintetico con l’arrivo sulla scena di Juan Gris.
Il cubismo di Juan Gris

Juan Gris (nome d’arte di José Victoriano González-Pérez) nel 1906 si trasferì a Parigi, entrando in contatto con gli artisti più importanti del tempo, tra i quali Henri Matisse, Georges Braque, Fernand Léger e Amedeo Modigliani. Sempre a Parigi conobbe il suo connazionale Pablo Picasso, di cui divenne amico. Ne venne fortemente influenzato, come si vede dalle sue opere già a partire dal 1910, con un chiaro e crescente interesse per il cubismo. Arrivò ad un suo stile cubista analitico nel 1912 e il suo ritratto di Picasso di quell’anno è una delle prime significative opere cubiste effettuata da un pittore che non fosse Picasso o Braque.
Il periodo della sua maturazione definitiva avvenne tra il 1914 ed il 1918, alla fine si allontanò dal cubismo analitico per arrivare a quello sintetico, diventandone uno degli interpreti di gran lunga più interessanti.
Il cubismo sintetico

Quella di cubismo sintetico è una definizione con cui si identifica solitamente la seconda parte di questo movimento pittorico, che viene comunemente inquadrata a partire dal 1912, anno in cui Picasso dipinse Natura morta con sedia impagliata. Quest’ultima fase del Cubismo, ormai pienamente maturo, terminò nel 1914.
Le principali caratteristiche compositive e formali del cubismo sintetico risiedono nella scelta di giustapporre o sovrapporre parti distinte di una data rappresentazione, spesso avvalendosi di tecniche che si prestano bene allo scopo, come il collage o il papier collé, privilegiando quindi le composizioni di oggetti a visioni multiple e polioculari dello stesso oggetto.

Picasso, ad esempio, dipinse separatamente su cerata la trama intrecciata della seduta della sua Natura morta con sedia impagliata e poi la incollò alla tela. La stessa tecnica è stata utilizzata anche da Braque, che la perfezionò nel suo Piatto di frutta e bicchiere. Tra le tecniche preferite dai cubisti sintetici c’era poi anche il lettering e grande importanza ebbe l’utilizzo di carta stampata e tecniche sperimentali di vario tipo. Tra i più importanti seguaci di questa corrente, oltre a Picasso e Braque figura senza dubbio il già citato Juan Gris.
Artisti e opere importanti del Cubismo

Oltre ai più volte citati Picasso e Braque, tra gli artisti cubisti vanno ricordati anche Robert Delaunay, Marcel Duchamp, suo fratello Raymond Duchamp-Villon, Jacques Villon, Francis Picabia, James Riviere, e Gino Severini.
Grazie al suo particolare atteggiamento di sperimentatore, Picasso è l’artista che per primo giunge alla realizzazione di un quadro che si possa dire pienamente cubista: Les demoiselles d’Avignon, realizzato nel 1907, il dipinto che se vogliamo dà ufficialmente inizio al cubismo, anche se questa avanguardia maturerà in seguito con opere dall’esito decisamente più estremo e significativo.
Guernica di Picasso

Non si può affrontare il tema del cubismo senza citare Guernica di Picasso. Il 26 aprile 1937, aerei tedeschi e italiani, in appoggio alle truppe del generale Franco, rasero al suolo, con un bombardamento, la cittadina basca di Guernica.
Picasso compose per l’occasione un grande quadro (in soli due mesi) e lo fece esporre nel padiglione spagnolo dell’Esposizione Universale di Parigi, tra maggio e novembre del 1937.
L’opera si intitolava appunto Guernica e divenne un’icona del cubismo e non solo, una delle opere più potenti, intense ed iconiche di sempre.
Guernica fece poi il giro del mondo, venendo letteralmente acclamata, ma soprattutto servì a far conoscere la storia del conflitto fratricida che si stava consumando nel Paese iberico.
Quest’opera è senza dubbio uno dei maggiori capolavori di Picasso e uno dei lavori cubisti più famosi in assoluto, oggi ammirabile al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, a Madrid.
Lo spazio descritto in Guernica è un interno sventrato dai bombardamenti, leggendo il quadro da sinistra a destra vediamo una madre con un bambino morto in braccio, un toro, simbolo della Spagna offesa, un uomo caduto, un cavallo (quasi) urlante, due donne che fuggono (o ci provano), un uomo travolto dalle fiamme in un momento di estrema drammaticità. Gli animali sono rappresentati come compagni fedeli dell’uomo, che ne condividono il doloroso destino.
A livello linguistico Picasso in Guernica mette in scena una summa di elementi, soluzioni e dispositivi stilistici sperimentati negli anni precedenti. C’è tutta l’attitudine a mostrare le cose nel loro aspetto sia frontale che laterale, la riduzione del colore, la giustapposizione di figure piatte e l’incastro di elementi, oltre ad essere un’opera emblematica del cubismo vi si possono trovare ingredienti espressionisti e surrealisti.
L’architettura cubista che forse non conosci

Tutti sanno o comunque pensano di sapere cosa sia il cubismo o quantomeno l’hanno sentito nominare, ma in genere vi si riferiscono unicamente come ad un movimento artistico che si è espresso attraverso la pittura o comunque le arti figurative. In realtà esistono anche la scultura e l’architettura cubista, poco nota ai più, ma decisamente interessante sotto vari punti di vista.
Un primo esempio di architettura dichiaratamente cubista, è stato disegnato da Raymond Duchamp-Villon per la mostra del Salon D’Automne del 1912, ed è stato un esperimento riuscito solo in parte. Ricorda alcune opere eseguite alcuni anni prima da Peter Behrens, ma siamo lontani dalle innovazioni dei quadri dei maggiori cubisti.
In particolare la Hamburger Halle di Torino del 1902, fu un allestimento goticheggiante, non senza ipoteche espressioniste, con forme, modanature e statue semplificate e rese attraverso squadrati piani sfaccettati; secondo una formula di riduzione dei volumi complessi e della figura umana a matrici geometriche semplici e frastagliate che sarà adottata con successo nei primi anni del novecento da numerosi architetti, compreso Wright, ma che appare nel complesso un po’ riduttiva per parlare di scomposizione cubista dello spazio, che paradossalmente funziona di più sui supporti bidimensionali dei pittori che su quelli tridimensionali degli architetti.
Un capovolgimento di prospettive interessante avviene però subito dopo la Grande Guerra. Lo attuano i movimenti di avanguardia, quali il suprematismo, il neoplasticismo e il costruttivismo, ispirati fortemente dal cubismo, ma più coinvolti nella ricerca architettonica.
Il purismo è stato un movimento che, di fatto, coincide con un personaggio, il famosissimo architetto Le Corbusier, dotato di enorme talento e carisma comunicativo e molto abile a diffondere la propria interpretazione delle cose. Insieme con il pittore e socio Ozenfant scrisse nel 1918 il libro Après le cubisme e l’anno successivo fondò la rivista L’Esprit Nouveau, preparando le basi per una riflessione sistematica sull’eredità del fenomeno cubista in architettura.
Influenze del Cubismo su artisti e movimenti successivi

Oltre ad aver, come appena spiegato, influenzato l’architettura, è innegabile come il cubismo abbia influenzato soprattutto la pittura e più in generale il modo di rappresentare su due dimensioni una realtà sfaccettata nella quale entra, prepotentemente il concetto di tempo, quindi di visioni multiple, di diversi elementi, in diverse posizioni o osservati da diversi angoli, in contemporanea.
Oggi sono ancora numerosi gli artisti a noi contemporanei, compresi molti creativi viventi e in piena attività, che sono stati più o meno fortemente influenzati dal cubismo e che in alcuni casi potrebbero anche definirsi senza troppi problemi dei post cubisti.
La lezione cubista è stata forte e per certi versi dirompente, anche se tutto il movimento, almeno quello storicizzato, è durato in realtà pochi anni.
Il Cubismo in conclusione
Il cubismo è una delle avanguardie storiche più note e apprezzate, anche se il grande pubblico fatica ancora in alcuni casi a capirne il reale peso e valore. Nessuno, si spera, mette in discussione la grandezza di autentici geni del calibro di Pablo Picasso, ma ancora oggi le opere cubiste sono viste in alcuni casi con un po’ di sospetto, visto che non risultano ai più di immediata e facile comprensione.
Frasi del tipo “lo saprebbe fare anche mio figlio di 5 anni” sono purtroppo spesso riferite anche a quadri cubisti, che in realtà hanno alle spalle una profonda ricerca formale, tecnica e filosofica.Studiare il cubismo aiuta non solo a capire meglio una fondamentale pagina della nostra storia dell’arte, ma in generale può avvicinare il pubblico ad una migliore e più profonda conoscenza dell’arte contemporanea, per superare stereotipi ancora troppo diffusi.
Lorenzo Renzulli





















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