Come diventare interior designer: studi, qualifiche e costi

In questo articolo voglio spiegarti cos’è veramente l’interior designer, come si diventa dei veri professionisti del settore (corsi universitari e non). Costi, guadagni e competenze che deve sviluppare un perfetto interior designer. Voglio anche parlarti delle figure affini all’interior designer quali Home stylist, Home personal shopper e Home stager.

Sempre più di spesso si sente parlare di interior design. Sono infiniti i siti, i bog, i forum e le riviste di settore che ne parlano. Ma cos’è davvero l’interior design? Questa è la vera guida- definitiva- su questa professione che esplora tutto l’universo dell’interior.

Cos’è l’interior design

Per interior design intendiamo un vero e  proprio macrocosmo. Un’insieme di discipline strettamente interconnesse che hanno lo scopo ultimo di generare spazi abitativi o lavorativi, che siano funzionali a 360 gradi. L’arredamento di interni infatti, almeno come lo intendiamo oggi, permette di realizzare oggettistica e aree indoor pratiche, arredate finemente. Il tutto seguendo canoni stilistici ad hoc e garantendo un’ottima fruibilità degli spazi, unendo anche la componente emozionale.

Sì, perché l’arredo d’interni prende in esame tutto ciò che coesiste in una determinata metratura. Dai complementi d’arredo ai mobili, materiali e colori.

Il vero professionista deve assicurare comodità e armonia progettuale, rispettando naturalmente le regole vigenti in ambito di sicurezza, igiene e agibilità.

Un interior designersi può definire un regista capace di creare la scenografia ideale per il cliente. Rispondendo al meglio alle sue esigenze e permettendogli di vivere secondo le sue abitudini in modo ineccepibile.

Origini dell’interior designer 

La figura dell’interior designer, o italianizzato dell’arredatore di interni, è ormai consolidata anche in Italia. La sua nascita risale pressoché agli anni ’80 e ’90, quando cioè si è iniziato a sviluppare un maggiore interesse verso il comfort indoor. In particolare si è ricorsi all’utilizzo di più discipline per garantire vivibilità a 360 gradi in casa e negli ambienti lavorativi più disparati.

Primo fra tutti è stato il Politecnico di Milano a far nascere un vero  proprio percorso di studi di Design degli Interni. Complice l’attenzione per il bello e il design del capoluogo lombardo, questa figura professionale si è fatta largo in ambito architettonico e progettuale, ma anche artistico.

L’interior designer infatti è un creativo, un esteta ma pure un tecnico altamente specializzato e che conosce moltissime tematiche e discipline. Deve garantire la realizzazione di spazi indoor curati nei minimi dettagli, confortevoli, belli, unici e soprattutto funzionali e fruibili. Un arredo, una stanza, una casa, un ufficio, deve essere scenografico ma anche comodo, pratico.

Cosa intendiamo per interior designer oggi 

Oggi l’interior designer è un professionista a tutti gli effetti che si occupa dell’ideazione, progettazione e realizzazione di spazi abitativi e lavorativi. Si occupa nel dettaglio di:

  • assetto interno  della distribuzione di aree, spazi e mobili
  • dell’arredamento
  • della scelta dei colori, dei materiali, dei rivestimenti
  • dell’illuminazione e delle decorazioni e dei singoli arredi e complementi.

Non c’è che dire, l’interior design è una disciplina variegata, affascinante e creativa ai massimi livelli. D’altro canto, implica al professionista di avere doti personali imprescindibili ed un bagaglio accademico di tutto rispetto, ampio ed eterogeneo. Questo professionista è sempre a cavallo tra arte e progetto e ricerca di nuove soluzioni ed esperienza nell’uso di metodologie e materiali innovativi o presi dal passato.


Intervista al designer Gianfranco Palmisano

A questo proposito riporto qui l’intervista esclusiva a Gianfranco Palmisano, Socio Aipi e Membro del consiglio di amministrazione e responsabile del dipartimento alla formazione. per scoprire i segreti dell’interior designer e come si diventa tale figura professionale:

Come nasce l’interior designer come professione? 

1. Il progettista di interni, dall’inglese INTERIOR DESIGN, è una figura piuttosto  nuova, anche se poi, alla fine vive da sempre. Storicamente parlando si cerca di  attribuire la nascita di questa professione al movimento artistico delle ARTS AND  CRAFTS intorno alla fine del XIX secolo in Inghilterra, nazione dove guarda caso  nasce la rivoluzione industriale.  

C’è chi, invece, attribuisce la nascita di questa professione al famoso caso della  AEG e dell’architetto tedesco Peter Beherens intorno all’inizio del 900. ad oggi giungono anche altre correnti che indicano la nascita della professione del  Designer (o meglio ancora dell’ Industrial Designer) un po’ casualmente, in quanto  un documento dell’ufficio brevetti Statunitense, riportava e citava tale terminologia  in un documento.  

Quali sono le competenze necessarie dell’interior designer? 

2. Le competenze necessarie? Be direi che un buon interior designer deve essere un  vero soggetto mutevole tra l’essere razionale, tecnico e l’essere assolutamente  Creativo, alla moda, al passo con i tempi, deve saper capire quando cambiare o  mantenere gli stili, deve saper guardare alla evoluzione tecnologica, pur sempre  rimanendo attaccato a fondamenta più rigide imposte da una miriade di vincoli  dettati dalle norme, dalle forme e dai cambiamenti che il tempo costringe all’  adeguamento. Tutto gira intorno ad un parametro che non si può insegnare in una  scuola, il gusto… o c’è o non c’è, e questo fattore, forse, fa la differenza fra i  soggetti impegnati a disegnare il mondo. 

Differenze tra interior designer e architetto?

3. Le differenze, ad oggi, sono diverse. Giusto per citarne alcune importanti vi è di  sicuro la formazione universitaria che un architetto segue, parliamo di un corso  magistrale che si estingue solitamente in 5 anni, mentre un designer solitamente  ha una laurea triennale di primo livello che può ad oggi completare con una  specializzazione di altri due anni mediante master o similari, poi troviamo anche le  formazioni minori quali le qualifiche professionali rilasciate dalle regioni di  competenza.

Altra fondamentale differenza è quella, che ormai da tempo, è una  regola quasi solo italiana, di riconoscere la figura dell’architetto come il solo, in  realtà insieme agli ingegneri, ai geometri e ai periti industriali, a poter produrre un  progetto valido a tutti gli effetti di legge. Infatti queste professioni hanno un  simbolo, quale il timbro, che traduce la regolarità del processo di progettazione  tutelato dalla legge perché c’è dietro una iscrizione ad un ordine. 

La realtà dice, però, che finalmente dal 10 Gennaio 2013 con la legge n.4, anche leprofessioni non riconosciute, perché senza albi ed ordini, quale per appunto la  figura dell’interior design, possono muoversi nel campo della progettazione in  modo un po’ piu serio e qualificato pur sempre con la limitazione a quello che si  può progettare. Un interior ha tanti vincoli progettuali, quali per esempio quello di  non poter progettare strutture, o modificare gli ambienti in modo sostanziale, non  può produrre documentazione asseverata da presentare alle pubbliche  amministrazioni, e non può garantire affidabilità sul contenuto del progetto proprio  in virtù della mancanza di un timbro esecutore che accerta la qualità dell’operato e  all’assunzione del rischio di ciò che si è progettato.

Alla fine però, l’interior è colui  che progetta nei limiti, fa le scelte tecnico-creativo-stilistiche, consiglia e sceglie per il cliente, si assume la responsabilità delle sue scelte, accompagna e affianca il  cliente nelle scelte importanti quali i rivestimenti, la tecnologia, ecc. è colui che  coordina nei limiti le operazioni di cantiere e assiste i lavori mettendo in ordine i  tempi e le maestranze, diciamo per concludere che ad oggi, una mera differenza la fa fortemente il titolo di studio e la legge Italiana che continua e non riconoscere la  NOSTRA professione tranne che per quel piccolo spiraglio nato dalla legge 4 del  2013 che impone al professionista la dicitura su tutti i suoi documenti:  PROFESSIONE COME DA LEGGE 4 DEL 10 GENNAIO 2013 

Cos’è l’Aipi e come si diventa designer d’interni riconosciuto aipi?

4. AIPi Associazione Italiana Progettisti d’interni – interior designers nasce a Milano  nel 1969 quale riferimento per quelle figure professionali, progettisti e designers, la  cui attività di progettazione degli interni era ed è considerata complementare e  parte integrante dell’architettura complessiva degli edifici. Il Progettista d’Interni –  Interior Designer identifica, ricerca e risolve creativamente i problemi attinenti la  funzione dell’ambiente interno. Esegue servizi relativi agli spazi interni, che  includono programmazione, studio del progetto, progettazione del sito, estetica  edispezione del lavoro impiegando la propria pratica e conoscenza specializzata  circa la costruzione d’interni, il sistema edilizio e i componenti, lenorme edilizie,  l’attrezzatura, i materiali e l’arredamento; prepara disegni e documenti relativi al  progetto dello spazio interno permigliorare la qualità della vita e salvaguardare la  salute, la sicurezza e il benessere del pubblico. 

AIPi è l’unica associazione di categoria in Italia che qualifica la professione  di Progettista d’Interni – Interior Designer con l’obbiettivo di migliorarne  costantemente la qualità e valorizzarne l’immagine e la presenza nel contesto  economico.

L’ Associazione da diversi anni ha assunto un ruolo da protagonista nel mondo della progettazione degli interni e del design in generale, profondendo molto impegno per aumentare la propria visibilità nel mondo dell’ Interior Design  nazionale ed internazionale. AIPi è presente su tutto il territorio nazionale tramite  le sue Delegazioni Territoriali Regionali, la cui collaborazione è di fondamentale  importanza per promuovere l’immagine dell’associazione e della professione di  Interior Designer anche nelle diverse realtà locali. 

Ad oggi AIPi è anche membro di: 

IFI International Federation of Interior architects/designers ECIA European Council of Interior Architects 

AIPi fa parte di CoLAP – CoordinamentoLibereAssociazioni Professionali 

il procedimento per diventare soci AIPi segue ad oggi tre possibili  scelte e sono le seguenti: 

SOCIO PROFESSIONISTA – “Sono ammessi, dietro loro richiesta scritta, con la  qualifica di soci professionisti, i cittadini italiani e stranieri residenti in Italia, che  svolgano la loro attività di progettista nel settore specifico dell’interior design”,  solitamente hanno una Partiva IVA attiva o un conttratto di lavoro, hanno una  assicurazione professionale, una esperienza lavorativa certificabile di almeno due  anni nel campo, posseggono una PEC e naturalmente posseggono un titolo di  studio idoneo. 

SOCIO ADERENTE – “Sono ammessi, dietro loro richiesta scritta, con la qualifica  di soci aderenti, persone o altre figure giuridiche interessate alle tematiche  dell’interior design per motivi di studio, interessi culturali ed altro. Potranno  partecipare alle assemblee senza diritto di voto”. 

SOCIO ADERENTE STUDENTE – “Sono ammessi, dietro loro richiesta scritta, con  la qualifica di soci aderenti studenti, persone o altre figure giuridiche interessate  alle tematiche dell’architettura d’interni per motivi di studio, per interessi culturali ed altro. Potranno partecipare alle assemblee senza diritto di voto”. La richiesta per  l’iscrizione va accompagnata da un certificato di frequenza originale rilasciato  dall’ente formativo, la durata dell’inscrizione a questo livello è strettamente legata  alla durata del corso formativo.  

Come si diventa interior designer: corsi universitari e non – i migliori : quanto durano e quanto costano

5. Come per tutte le professioni che possano differenziarsi con l’appellativo di  professioni SERIE, anche per gli interior designer esistono le scuole e la  formazione specializzante. Esistono corsi universitari Pubblici, a cui si arriva  solitamente tramite una selezione e una graduatoria di merito dopo una prova, e corsi Privati riconosciuti o meno. Quindi, ad oggi, sono diverse le strade, l’unica  differenza sostanziale la fa il Titolo che sia riconosciuto, accreditato o pura carta  semplice senza nessun riconoscimento di legge. Quasi tutti i politecnici Italiani  hanno al loro interno un corso di Design triennale (che rilascia una laurea triennale  di primo livello in dottore in dustrial design), qualcuno ha anche la specializzazione  biennale con vari rami che vanno dall’interior appunto , al faschion, al product, al  lighting… 

Tra le tante potrei annoverare il Polidesign, lo IED, il NABA ecc ecc. Poi esistono tutti quei corsi privati, a pagamento, che rilasciano un documento  riconosciuto dalla Regione di appartenenza, spendibile in tutta la nazione, e  riconosciuto anche dalla comunità europea, stiamo parlando della qualifica  professionale con titolo inerente alla professione, per citarne uno, quello che  rilascia IDEA academy di BARI con titolo di TECNICO DELLA PROGETTAZIONE  DI INTERNI regolarmente riconosciuto dalla Regione PUGLIA… tra le altre scuole  private che mi vengono in mente e che espletano un corso di alto livello potrei  citare in NAD di Verona, l’ UED di Pescara, il Polo Michelangelo di Bologna ecc  ecc.. 

Poi via via tutti gli altri corsi lunghi o brevi, in presenza o On-Line che siano, che  rilascino un titolo privato senza nessun riconoscimento da parte di un ente  ministeriale o regionale. 

I costi di un corso in interior sono vari e molteplici, si può andare da un minimo di  500€ circa ad un massimo di anche 15.000 / 20.000€ 

Se si ha maturato la formazione necessaria sul campo, a titolo ufficiale, ci si può presentare come interior designer con un semplice corso online che rilascia l’attestato di partecipazione del corso? 

6. La domanda pone molta attenzione su questioni burocratiche e questioni legate  anche alla legge. Ad oggi, richiamando il discorso sulle libere professioni non  riconosciute, chiunque potrebbe spacciarsi per un professionista di interni.  Basterebbe aprirsi una Partita IVA con codice ATECO appropriato e il gioco è fatto. 

Ora penso come si capisca meglio il senso dello squilibrio e del caos che esiste su  queste professioni e sulla loro posizione davanti al Mondo intero. Un committente  che deve affidare un incarico serio per un lavoro serio, dovrebbe a mio parere  valutare a priori chi ha di fronte, a chi si sta affidando.

Per questo sottolineo  l’importanza, da parte del professionista serio, di avere un titolo formativo, che  abbia affrontato nei tempi e nelle materie una esperienza adeguata, e che alla fine  del percorso formativo decida di iscriversi presso una associazione di categoria  riconosciuta come ADI, AIPi ecc… perché in qualunque momento, io committente  potrei chiedere referenze, all’ associazione, sull’associato e l’associazione, a sua volta, rispondere a titolo di garante su quello che è possibile garantire, sempre nei  limiti ovviamente.

In conclusione penso che un buon designer sia colui che ha  maturato un buon grado di esperienza sul campo e negli anni, ha magari ottenuto  un titolo formativo di livello più alto possibile e che abbia nel suo IO tanto Gusto e  sensibilità. 

Quali materie sono fondamentali per essere un interior designer? 

7. un normale corso di formazione specializzante alla professione di un Interior  Design, penso sia necessario acquisire nozioni sulle seguenti materie e discipline: – Storia e teoria dell’architettura moderna, degli interni, del Design e delle Arti  attinenti.  

– Metodologia del Design per l’Architettura d’Interni e per l’Architettura in genere. – Abilità nel Design di oggetti, nozioni di Industrial Design.  

– Scienze dei materiali costruttivi e di rifinitura. 

– Relazione tra uomo e spazio con attenzione all’etica ambientale, alle scienze  Antropometriche ed ergonomiche. 

– Elementi di costruzione Architettonica e di Statica.  

– Elementi di progettazione degli impianti tecnologici e della domotica.  – Legislazione attuale in materia di progetto, sicurezza, salute e benessere per  edifici e interni. 

– Ruolo del progettista di Interni nella società e relativa cognizione professionale. – Capacità tecnica in qualità di designer nel soddisfare le esigenze del cliente a  rispetto del budget, dei codici di edificazione ed altri regolamenti collegati.  – Abilità di trasmettere il Design degli Interni attraverso la parola, gli scritti e le  immagini.  

– Conoscenza dei metodi di ricerca, del saper preparare un progetto e dei suoi  processi decisionali.  

– Conoscenza e abilità nel progettare attraverso i sistemi informatici attuali (es.  CAD), e sviluppo dell’abilità nella modellazione 3D e relativo realizzo dell’elaborato  Foto-realistico.  

* Questo elenco, a mio parere, non è limitativo delle competenze, ma  indispensabile ed importante per la formazione del progettista d’Interni per  acquisire le conoscenze e capacità di base richieste.  

Interior designer (online e non) come si sta sviluppano l’interior online durante questa pandemia? 

8. SITUAZIONE COVID – bella domanda direi. Ormai penso che la vita di ognuno stia cambiando, chi più chi meno, ma sta cambiando. Naturalmente il lavoro fa parte di  questo strano cambiamento. Il fattore primario di tutto questo brutto discorso è la  PAURA. Ovvio avere paura, ed è la paura che scatena la frenata delle proprie 

abitudini di vita, sociali e lavorative, scatena la frenata dei propri investimenti e  della volontà di rischiare, sapendo di andare a metter mani nelle proprie tasche e  con il dubbio del cosa avverrà domani. Proprio questo meccanismo sta creando  mutazioni sulla nostra professione. Sempre più costrizioni nel potersi muovere, nel  poter operare normalmente, nel potersi vedere di persona, stanno portando  mutamenti nelle normali attività di lavoro.  

Sempre più si parla di smart working, di tele-lavoro, di lavoro a distanza, ma per un interior come si può seguire un lavoro a distanza? Cosa non facile direi. Se si  gestisce un cantiere in piena fase operativa, comandare e gestire le redini a  distanza è quasi impossibile se non per le semplici cose. Un cantiere va vissuto, va seguito, le scelte materiche vanno risolte direttamente in show-room, perché è  toccando con mano che il cliente capisce sul serio le vostre scelte e non  guardandole su un sito web…..  

Come poter spiegare dei disegni esecutivi se non andando direttamente sul  cantiere? Come valutare cambiamenti in corso d’opera se non andando  direttamente sul posto? Quindi tele-lavoro si, ma solo ove possibile… e dove non si può, allora è davvero difficile. Gli strumenti informatici oggi ci danno una grande  mano, vedi gli elaborati foto-realistici, la realtà virtuale e quella aumentata, il  rendering, il video, il BIM, le email, le video chiamate ecc ecc….. si, ma a mio  parere, e per quella che è la mia esperienza, il cliente ha bisogno di toccare con  mano e di sentire la voce del professionista, aiutata dalle gesta, per capire di cosa  si stia parlando.

Un progetto creativo ha bisogno di essere spiegato di persona, far  percepire il proprio valore personale, il calore dell’emozione che solo la persona  può trasmettere, uno strumento digitale o una conversazione a distanza non  lasciano quel messaggio profondo di cui c’è bisogno, ma lascia solo un segnale  freddo e a volte frainteso.

Come seguire un progetto a distanza? E’ possibile?   

9. Personalmente, ma penso sia una considerazione generale, l’intervento di un buon  Interior Designer lo si richiede per un lavoro di ristrutturazione interna più che una  semplice consulenza per la scelta di arredi. La figura dell’arredatore propriamente  detto è una branca già insita nella professione dell’ interior che, a differenza di un  solo arredatore o meglio di uno stilista d’arredo, ne progetta anche gli spazi intorno  ad essi, ne valuta le proporzioni, la sistemazione cromatica e illuminotecnica, ne  calibra l’equilibrio, il ritmo e gli eventuali contrasti, valuta la posizione o l’esistenza  di elementi architettonici come scale e camini, valuta le altezze e le proporzioni,  valuta e risolve le ampiezze in metratura degli spazi stessi adeguandoli alle norme e agli indici abitativi, valuta le aperture verso l’esterno, quindi presenza o meno di  finestre o porte-finestre, ecc ecc. 

Quali sono i costi?

Non esiste un vero tariffario  della professione, ma questo già da tempo, quindi ognuno si muove in base a  statistiche del mercato dove lavora andandovi poi ad adeguarsi o a mirare gli stessi in base al suo operato più o meno complesso. Solitamente questa valutazione si  avvale di un semplicissimo metodo che è quello del calcolo al mq. O in base ad  una percentuale sul complessivo costo dell’opera che si andrà a fare. Potrebbe  accadere di valutare il costo ad ora nel caso si faccia pura e semplice consulenza.

Gianfranco Palmisano


Ritornando a noi, approfondiamo alcuni aspetti tecnici di questa figura professionale.

Obiettivi dell’interior designer

Come già accennato lo scopo principale dell’arredatore di interni, è quello di inventare ambienti in cui è bello vivere e abitare. Questo permette di andare incontro ai diversi tipi di clienti; diversi per età, gusti, budget ed esigenze a trovare armonia e serenità nel proprio nido, costruito appunto su misura.

Dal relooking di una casa a spazi commerciali

Questo professionista può anche realizzare concretamente ambienti lavorativi di svariato genere come:

  • gli uffici
  • i punti vendita commerciali
  • gli ambulatori
  • gli hotel, i b&b, le aziende, i bar e i ristoranti
  • le sale mostre, i musei, le gallerie d’arte
  • le aree fieristiche, i singoli stand
  • i centri benessere, le spa

Qualsiasi spazio indoor potrà diventare inimitabile per bellezza, fruibilità e funzionalità grazie all’intervento mirato di un interior designer professionista. La differenza la si noterà al primo colpo d’occhio. Scopriamo ora concretamente cosa fa un interior designer moderno, quali discipline e aspetti saranno di sua competenza al fine di un progetto completo ed armonioso.

Ma cosa fa (veramente) un interior designer

Ma cosa fa l’interior designer nello specifico? E´ doveroso sottolineare nuovamente che un vero interior designer professionista è una figura altamente qualificata. Per questo avrà conseguito studi autorevoli a riguardo, ha titoli ad hoc rilasciati da enti qualificati come le università, gli istituti tecnici.

Compiti del designer d’interni

Detto ciò, Il designer d’interni professionista, al fine di migliorare la qualità della vita del cliente, del suo pubblico o avventori, dei lavoratori:

  • analizzerà gli obiettivi e le esigenze di vita, di lavoro, di sicurezza e di igiene del cliente;
  • analizzerà la struttura indoor che si dovrà riqualificare o organizzare ex novo;
  • integrerà le proprie conclusioni con le sue nozioni di interior design;
  • formulerà concetti preliminari che siano appropriati, funzionali ed estetici alo stesso tempo al fine di dare risposte concrete al cliente;
  • svilupperà e stilerà proposte di interior design con adeguati mezzi di presentazione, anche digitali a scelta del professionista;
  • realizzerà disegni esecutivi, progetti ad hoc, per la realizzazione dei lavori e relativi a costruzioni interne non portanti, materiali e finiture, progettazione e distribuzione dello spazio, accessori, attrezzature, ecc.
  • prepara progettazioni e documentazioni eventualmente richieste per il rilascio del certificato d conformità;
  • prepara e gestisce offerte di appalto e documenti di tipo contrattuale in qualità di agente del cliente.

L’interior designer si avvale di una nutrita rosa di altri professionisti, al fine di garantire sempre al cliente un lavoro attento, curato nel dettaglio. E che rispetti pure gli standard e le normative vigenti. Infatti, potrà chiedere pareri ed intervento ad un ingegnere (per quanto riguarda calcoli e progettazioni strutturali) oppure potrà avvalersi di elettricisti e di esperti parquettisti, tappezzieri, ecc.

Un po’ come un wedding planner, l’arredatore di interni moderno sarà regista e ideatore di una scenografia dettagliata e che coinvolgerà tutti i sensi. Non solo comodità ma pure estetica, comodità e scelte innovative per stupire positivamente il cliente e per superare anche le sue aspettative. 

Come si diventa interior designer?

L’interior designer di oggi ha davvero un ampio bagaglio tecnico e culturale al quale attingerà per dare soluzioni concrete ai clienti più diversi. Si muove tra architettura e design e sa unire magistralmente il bello al funzionale. Il tutto, rispettando tutte le regole in fatto di fruibilità, comfort, stile e pure igiene e vivibilità.

Competenze dell’arredatore d’interni

Le competenze dell’arredatore di interni sono innumerevoli. Molti professionisti continuano, giustamente, la loro formazione e specializzazione anche dopo aver terminato gli studi, anzi questa formazione dura sempre.

Infatti, si troveranno interior designer ad esempio dediti all’arredo Feng Shuei, alla paesaggistica e uniranno elementi naturali all’arredo indoor e così via. In generale però un bravo interior designer dovrà avere nozioni ed una nutrita infarinatura sui seguenti aspetti:

  • illuminotecnica e distribuzione degli elementi illuminanti, conoscere i tipi di luce, di lampadine e le regole annesse;
  • teoria del colore, magari anche fondamenta di cromoterapia;
  • tecniche di progettazione;
  • tecniche di distribuzione interna, conoscere leggi sulle distanze tra arredi, su ampiezza porte, finestre, ecc.

Nozioni e doti dell’interior designer

La figura del designer d’interni è decisamente poliedrica. Questo professionista dovrà pure possedere buone capacità commerciali,  doti artistiche ed essere estremamente flessibile, nonché dotato di ottime capacità di problem solving.

L’interior design è un settore fondato sulle persone, che prevede collaborazioni attive e non solamente tra professionista e cliente. Ma anche con altri esperti e fornitori, proprio per questo dovrà avere anche doti interpersonali notevoli e saper comunicare al meglio. Infine, l’interior designer moderno avrà anche spiccate nozioni e competenze in ambito digitale e web.

E´ il caso dell’interior design online che permette a chiunque di acquistare servizi professionali usufruibili da remoto appunto online. Cioè potreste ricevere vere e proprie progettazioni senza muovervi da casa e senza che il professionista venga direttamente da voi a fare sopralluoghi. Visioneremo meglio questo aspetto più avanti, ma è comunque imprescindibile una preparazione adeguata del professionista in ambito digital and web.

Interior designer online: cosa fa e quanto costa?

La progettazione online, è molto in voga negli ultimi anni e ha permesso a chiunque di poter avere un progetto ad hoc realizzato da veri professionisti del settore. Il web, ha avvicinato clienti ed arredatori e anche chi non conosceva appieno questa figura ne ha potuto testare concretamente le infinite potenzialità, comodamente da casa propria tra l’altro.

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Come lavora l’interior designer online

L’interior designer online interagisce con il cliente mediante:

  • telefonate tradizionali
  • video chiamate, live chat
  • e-mail

Sfruttando il mondo digitale il professionista può effettuare sopralluoghi virtuali o documentarsi basandosi su planimetrie e dati catastali, realizzare progetti e trasmetterli al cliente e agli altri professionisti coinvolti mediante mail, WhatsApp e vedere infine la sua idea realizzata concretamente anche in tempi brevi.

Restyling parziali o totali

L’interior designer online si può contattare per restyling interi o parziali, per avere dritte specifiche sui complementi d’arredo tramite una shopping list dettagliata. Oppure lo si potrà interpellare per farsi fare un progetto ex novo per avere dritte sui trend del momento.

Come opera un interior designer online: tutti i passaggi tecnici

Dividiamo questa sezione in varie fasi e step così che chiunque possa meglio comprendere questa risorsa web moderna ed efficace, efficiente e stilisticamente avanzata. 

Il primo contatto

Il primo contatto, al fine lavorativo e di inizio lavori per così dire, è importantissimo; qui cliente e professionista si scambieranno i primi convenevoli, si conosceranno e soprattutto il cliente spiegherà le sue esigenze e potrà fare tutte le domande del caso.

Specifichiamo anche che un professionista degno di questa qualità e qualifica si mostrerà sempre disponibile, ovviamente nel rispetto dei suoi orari lavorativi e fornirà al cliente tutte le delucidazioni del caso in maniera attenta, accorta e precisa.

Ad ogni modo il primo contatto può avvenire, a discrezione dell’interior designer, mediante video chiamata, su Skype ad esempio o Zoom, oppure via telefono, ecc.

L’invio dei documenti necessari

Una volta che l’arredatore di interni ha raccolto le esigenze e le richieste del cliente potrà richiedere la documentazione, foto, planimetrie, misure ad hoc per la stesura di un progetto congruo alla richiesta.

I documenti possono essere inviati comodamente via e-mail, con mezzi digitali quali Wetransfer se si tratta di file pesanti, ma pure mediante WhatsApp, ecc.

Anche in questo step la tecnologia gioca un ruolo importante in questo servizio e snellirà di molto le procedure, nonché abbasserà i costi proprio perché il professionista non dovrà recarsi sul posto, eviterà di erodere tempo, non dovrà utilizzare l’auto, ecc. 

Il progetto

Ricevuto tutto ciò che servirà all’arredatore di interni questo procederà all’ideazione del progetto. Effettuerà sicuramente dei disegni tecnici, planimetrie, prospetta generali e anche più dettagliati di specifici angoli, arredi su misura, ecc.

A seconda della richiesta , l’interior potrà ovviamente variare la presentazione o la tecnica di progetto, ad esempio ci sono professionisti che utilizzano matita, pastelli e penna e realizzano planimetrie e prospetti a mano libera che nulla hanno da invidiare a quelli realizzati con programmi digitali.

Progetto 3d o rendering fatto a mano

Restyling cameretta Helen Cori

Ad ogni modo l’interior designar online procederà con il lavoro e poi consegnerà il tutto al cliente, sempre sfruttando internet. Moodboard, foto di stili d’arredo e palette colori permetteranno di avere un primo dialogo per un restyling.

Il nulla osta e l’inizio dei lavori

Terminata la fase progettuale il professionista attende il nulla osta del cliente; se ci saranno eventuali modifiche da fare si andrà avanti con lo scambio di pareri e progetti finché non si raggiungerà il definitivo. Una volta che tutto sarà accettato dal cliente si attende un nulla osta. A discrezione del progettista, si potrà ricevere anche una brochure, un CD, una chiavetta con animazione 3D del progetto o comunque qualcosa di più concerto  definitivo che mostrerà ancora meglio tutto il lavoro terminato.

Sono tutte peculiarità dello stesso interior designer online, ognuno ha un suo metodo e un suo stile, anche per quanto riguarda la presentazione del lavoro. A questo punto l’intervento può terminare qui, oppure proseguire se il cliente vuole che il professionista ad esempio segua i lavori. Infatti, potrà tenersi in contatto con muratori, elettricisti e monitorare così i lavori a distanza, oppure il cliente una volta avuto in mano il progetto dettagliato, si occuperà personalmente di ingaggiare i tecnici che daranno vita al progetto dell’interior designer online. 

Ogni progetto e intervento è diverso

E’ importante sottolineare che queste sono solo linee guida e che in genere un servizio di interior design online si svolge pressoché con questi step. Non è vincolante o d’obbligo e, anche in relazione all’entità del progetto, la procedura potrebbe notevolmente cambiare. E´ bene quindi informarsi sulla pagina specifica del professionista, eventualmente chiedere un preventivo dettagliato, sempre indispensabile e farsi dare informazioni sulla procedura attuativa progettuale. 

Vantaggi dell’interior design online

Di seguito i privilegi maggiori e che contraddistinguono la progettazione online da quella tradizionale. 

L’interior design online è innovativo e vantaggioso perché:

  • fruibile da chiunque e dovunque, anche se ci si trova a migliaia di Km di distanza dal professionista;
  • versatile e può interessare servizi e progettazioni di piccoli spazi, ma anche di case intere, di uffici, o pure soli consulenze di stile, ecc.;
  • accessibile a livello economico perché vengono ridotti al minimo alcune voci quali gli spostamenti, le ore lavorate, ecc.;
  • veloce, si avranno progetti finiti in tempo ridotto rispetto a quelli tradizionali
  • professionalmente avanzato e non hanno nulla da invidiare ai progetti svolti vis a vis tradizionalmente da interior designer nazionali e non. 

Gli strumenti digitali dell’interior designer online

L’interior designer online si avvale soprattutto di strumenti digitali per contattare il cliente, per far visionari il progetto, per realizzarlo e pure per inviarlo. I rendering attuali sono capaci di far immergere il cliente totalmente nel progetto, facendo sì che abbia un’anteprima davvero realistica della sua nuova dimora o spazio.

Stiamo parlando soprattutto dei render fotorealistici, vero fiore all’occhiello degli arredatori di interni contemporanei e che spesso sono pure mostrati sulle riviste di settore ed è pure facie scambiarli per fotografie. Sì, la loro resa grafica è eccellente, specie se si utilizzano strumenti di ultimissima generazione e questo piace molto ai clienti, forse proprio per l’immediatezza che li contraddistingue.

Abbiamo anche accennato però al fatto che molti progettisti preferiscono disegnare a mano libera e in questo caso il progetto risulta molto più caloroso, ma essendo un disegno per la maggior parte dei clienti è più faticoso paragonarlo alla realtà.

Un render fotorealistico è come una fotografia, un’anteprima molto, molto verosimile e che può presentare nel dettaglio anche gli arredi scelti. Si possono intravedere le trame dei tessuti, distinguere i colori e sbirciare anche ombre e luci.

Proprio queste due caratteristiche rendono il render realistico e permettono di capire ad esempioorari e in determinati periodi dell’anno, come la luce entrerà nell’abitazione dalle finestre, come verrà percepito l’insieme grazie all luce emessa dalle lampade. Il render fotorealistico è ciò che la contemporaneità chiede, immediatezza, velocità di comprensione, immedesimazione massima e istintiva.

Stipendio dell’interior designer

Lo stipendio di un interior designer uomo o donna varia moltissimo a seconda del contesto in cui lavora. Incide se si tratta di un libero professionista o di un dipendente, ma anche delle sue abilità e curriculum vitae. Ovviamente, un professionista con numerosi anni di lavoro alle spalle, avrà un cachet nettamente superiore a quello di un arredatore di interni da poco sbarcato nel mondo del lavoro.

Facendo una media un dipendente di un’azienda e diplomato o laureato in interior designer potrà percepire uno stipendio annuo di circa 15 mila euro. All’estero questa figura è ancora più apprezzata rispetto all’Italia. Per esempio all’anno un interior designer di buona caratura può anche arrivare guadagnare 120 mila euro, questo in Svizzera, Inghilterra e Germania.

Quanto costa l’ interior designer

Quanto costa il servizio di interior design? Tutto dipende dal tipo di prestazione scelto, dall’entità dell’intervento e anche dal professionista interpellato.

Il servizio via web dell’interior designer online è comunque accessibile e permette di avere a costi accessibili un progetto completo di ristrutturazione. Generalmente il costo si aggira come prezzo di partenza intorno ai 10 euro al mq.

Quando contattare un interior designer?

Potremmo azzardare dicendovi che è sempre il momento giusto per contattare un interior designer! Cioè questo professionista può esservi d’aiuto, in modo concreto, nelle situazioni più diverse e anche per sbrogliare eventuali pratiche burocratiche relative alla progettazione. Seppure non si potrà occupare di demolire o ergere muri portanti, potrà occuparsi di pratiche, fare da tramite anche tra voi e il comune o gli enti preposti come le Belle Arti in caso di restyling di case d’epoca o ubicare nei entri storici.

L’interior designer, in base anche alle sue specializzazioni e ai servizi offerti, nonché al suo curriculum e predisposizione o preferenze, è davvero un professionista dalle mille risorse.

Qui di seguito abbiamo voluto elencare alcuni dei motivi per i quali contattare questo professionista:

  • ricevere una consulenza su un restyling o ristrutturazione indoor di un immobile vintage o d’epoca;
  • ricevere una consulenza su un cambio look di una stanza;
  • ricevere una consulenza sulla scelta e l’acquisto di mobili per la casa vacanze;
  • ricevere una consulenza sull’arredo o il restyling per un appartamento da mettere in vendita o da affittare al fine di renderlo più papabile;
  • avere un progetto di progettazione indoor completo per la casa nuova;
  • avere una ristrutturazione del bagno di servizio o patronale;
  • avere una consulenza per quanto riguarda il rifacimento di tutti i pavimenti della casa;
  • ricevere un progetto per la sistemazione del camino nell’area living;
  • ricevere la progettazione su misura di una libreria in mansarda;
  • ricevere una progettazione di mobili su misura in un appartamento piccolo e architettonicamente angusto;
  • ricevere un progetto ad hoc che renda più moderna la casa sfruttando magari solo tessuti o accessori di piccole dimensioni;
  • ricevere un progetto per tende moderne su misura per finestre oversize a correre; 
  • ricevere un progetto per la sostituzione della vecchia moquette;
  • ricevere un progetto ad hoc per maggiorare il grado di illuminazione in casa e creare angoli suggestivi e funzionali;
  • ricevere una consulenza sul tipo di infissi da sostituire;
  • ricevere consulenza riguardo alla scelta di un tappeto importante da stendere nell’ampia zona living e che sia pendant con l’arredo;
  • ricevere un progetto per rivedere l’assetto indoor e riorganizzare gli spazi e le aree funzionali;

Figure simili all’interior designer

Qualsiasi intervento sull’indoor non può essere infatti fine a se stesso ma implica infinite altre nozioni, discipline, sfumature tecniche e creative, l’abitare, il lavorare necessitano di spazi creati con cognizione, con cura, anche con estro ma sempre rispettando la fruibilità e le normative vigenti.

Le professioni simili all’interpor designer, o le discipline oggigiorno considerate specializzazioni dell’arredatore di interni sono ad esempio: l’home stager, home personal shopper e l’home stylist

Home stager

L’home staging è un servizio molto diffuso ultimamente, anche in Italia. Sono soprattutto le agenzie immobiliari ad offrire questo servizio extra ai propri clienti, specie a chi è intenzionato  vendere la propria abitazione o ad affittarla. L’home stager ha il compito, o il fine ultimo, di far vendere presto l’ìimmobile in vendita.

Qui trovi alcuni esempi di servizi di home stager qualificate che con poco “trasformano case” e le creano perfette per qualsiasi tipologia di potenziale acquirente.

Lo farà, attraverso tecniche di interior design ma anche attraverso un servizio fotografico di qualità, in grando di valorizzare alcuni dettagli, come la luce o spazi chiave della casa.

Dovrà mettere in risalto i punti di forza della casa (o attività commerciale), mimetizzare eventualmente i difetti e creare un ambiente accogliente e di tendenza.

E´ chiaro che un attento e bravo interior designer potrà svolgere la stessa mansione e garantendo risultati ottimali e professionali in qualsiasi spazio. 

Home personal shopper

home personal ahopper

Interessante è anche la figura dell’home personal shopper, un professionista capace cioè di suggerire al cliente quali arredamenti, complementi o anche tessuti per la casa sia meglio acquistare.

Si tratta in pratica di un personal shopper strettamente legato alla casa, all’interior designer. Anche in questo caso un professionista già formato e competente sarà da preferire ad un più “semplice assistente d’acquisto”.

Una consulenza di home personal shopper la si può tranquillamente chiedere ad un interior designer, specie a quei professionisti che propongono servizi online.

Sarà veramente divertente, curioso e anche un po’ sopra le righe farsi aiutare nella scelta del necessarie per la casa. Infatti, questo professionista, conoscendo i gusti del cliente e il budget lo aiuterà a trovare l’oggetto perfetto per la casa capace di fare la differenza.

Nel nostro servizio di Interior designer online offriamo anche questo servizio attraverso una dettagliata shopping list di proposte d’arredo. Lo faremo conoscendo i tuoi gusti, vedendo foto dei tuoi ambienti, gli spazi poco sfruttati o valorizzati in casa. Una volta poi stabilito il budget, e lo stile d’arredo, ti proporremo una selezione di complementi di design perfetti per la tua casa.

Ecco un esempio:

Prima di inviarti la shopping list di invieremo una moodboard con ambienti d’ispirazione che a colpo d’occhio ti mostreranno stile scelto, colori e luci. A quesl punto una selezione di complementi insieme al prezzo tra cui potrai scegliere.

Delle stampe con cornici minimal, un divano imbotito in velluto vintage da i colori pastello, dei morbidi cuscini stile retrò sono elementi che costano poco, ma se messi nel punto giusto sono capaci di creare uno scenario del tutto nuovo e affascinante.

Home stylist 

Finetta Fabian- Pinterest

L’home stylist è praticamente uno “stilista della casa”, una figura professionale molto in voga in Nuova Zelanda e in Australia ma decisamente poco conosciuta in Italia.

Potrebbe come figura, assomigliare molto all’arredatore di interni, ma quest’ultimo ha dalla sua un bagaglio tecnico diverso. L’home stylist crea il giusto arredo cercando di renderlo armonioso e in sintonia con i gusti e la personalità di chi lo abiterà.

Il professionista, ha come scopo il valorizzare ‘ambiente, il mettere in risalto la sua bellezza, i suoi punti forti e utilizzando piccoli elementi come i tessuti d’arredo e rivestimenti.

Cosa ne pensi? Hai trovato tutte le informazioni che cercavi?

Vuoi arredare la tua casa, il tuo ufficio, il negozio o necessiti di una consulenza? Scopri il nostro servizio di interior designer online e richiedi il tuo progetto personalizzato!!

Gloria Gargano – founder Glamcasamagazine.it

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