Ultima modifica 25/03/2025
Cristóbal Balenciaga Eizaguirre è stato uno stilista spagnolo e creatore del brand di moda omonimo, Balenciaga. Aveva la reputazione di couturier dagli standard intransigenti ed è stato definito da Christian Dior come “il maestro di tutti noi” e da Coco Chanel come “l’unico couturier nel vero senso della parola”. Conosciamo meglio uno degli stilisti famosi più dotati della sua generazione.
L’alta moda è come un’orchestra il cui direttore è Balenciaga. Noi altri couturier siamo i musicisti e seguiamo le sue indicazioni.
Cristiano Dior
Chi era Cristóbal Balenciaga?
Ci sono stilisti che interpretano la moda e altri che la creano. Cristóbal Balenciaga apparteneva senza dubbio alla seconda categoria. Nato in un piccolo villaggio di pescatori della Spagna settentrionale, Cristóbal Balenciaga si appassiona alla moda grazie alla madre, che era una sarta. Le sue origini hanno influenzato molti dei suoi design più iconici. L’abito “Infanta” con fianchi larghi, realizzato alla fine degli anni ’30, traeva ispirazione dalla ritrattistica dell’artista spagnolo del XVII secolo Diego Velázquez. Anche abiti da flamenco, abiti da matador e pizzo nero erano motivi frequenti nelle sue collezioni. Balenciaga ha vestito alcune delle donne più glamour degli anni ’50 e ’60, tra cui Ava Gardener, Gloria Guinness e Mona von Bismarck, una delle donne più ricche del mondo, che gli commissionò di tutto, dagli abiti da ballo ai pantaloncini da giardinaggio. Adorava vestire donne con un forte senso dello stile. Innovatore, perfezionista ossessivo e architetto del tessuto, ha trasformato l’alta moda in un’arte pura, liberando il corpo femminile dalle costrizioni e ridefinendo la silhouette con volumi mai sperimentati.
La vita di Balenciaga: infanzia e i primi successi
Balenciaga nacque a Getaria, nei Paesi Baschi, il 21 gennaio 1895. Suo padre era un pescatore che morì quando il piccolo Cristóbal era ancora un bambino, sua madre invece era una sarta molto brava e stimata. Da bambino Balenciaga trascorreva spesso del tempo con sua madre mentre lavorava. Tra le suoi clienti, c’erano le donne più alla moda del posto. All’età di dodici anni, cominciò anche lui a lavorare come apprendista da un sarto. Crescendo, la marchesa di Casa Torres, la più importante nobildonna della sua città, divenne sua cliente e protettrice. Fu lei a mandarlo a Madrid, dove studiò sartoria.
In Spagna iniziò a riscuotere molto successo già da giovanissimo; nel 1919 aprì una boutique, Eisa, un’abbreviazione del cognome da nubile di sua madre, e fu qui che vestì la nobiltà spagnola, tra cui la regina Vittoria Eugenia. Prima di trasferirsi a Parigi nel 1937, aprì diverse sedi sia a Madrid che a Barcellona. Quando scoppiò la guerra civile in Spagna, fu costretto infatti a chiudere tutto e a trasferirsi in Francia.
Gli anni francesi

Nel 1937 debuttò con una collezione che omaggiava il Rinascimento spagnolo. Celebre è la linea Infanta, ispirata ai ritratti di Diego Velázquez, e con la collezione Jacket of Light, ha saputo evocare il fascino dei boleri indossati dai toreri.
A differenza di altri couturier, Balenciaga padroneggiava il design e la confezione del capo dalla A alla Z, curando ogni dettaglio. Il suo approccio scultoreo alla moda si tradusse in abiti che sfidavano le forme tradizionali, con tagli innovativi e una costruzione architettonica. Era un vero maestro, conosceva alla perfezione il suo mestiere, ed era magistrale in ogni fase, dal processo di ideazione, disegno e realizzazione, alla stesura del modello al taglio, all’assemblaggio e alla finitura di un capo. Per lui, il processo di progettazione iniziava con il tessuto piuttosto che con uno schizzo, “è il tessuto che decide“, affermò più volte, dimostrando una sapienza ineguagliabile nell’utilizzo dei materiali.
Negli anni ’40, Dior lanciò il New Look (1947), con spalle arrotondate, vita stretta e gonne voluminose. Balenciaga, invece, iniziò a sperimentare con forme più ampie e destrutturate. I suoi capi sembravano scolpiti, con una costruzione architettonica. Se Dior celebrava l’opulenza, Balenciaga cercava la purezza delle forme, eliminando il superfluo.
È stato anche lo stilista più amato dagli stilisti proprio per le sue doti. Sapevi che è stato uno dei pochi stilisti a saper disegnare, tagliare e cucire da solo le proprie creazioni?
Balenciaga da solo è un couturier nel vero senso della parola. Solo lui è capace di tagliare la stoffa, assemblare una creazione e cucirla a mano, gli altri sono semplicemente stilisti.
Coco Chanel
Nel 1947 lanciò il primo profumo, Le Dix, seguito due anni dopo da La Fuite des Heures. Con lui collaborava a stretto contato Vladzio Jaworowski d’Attainville, suo partner nella vita e nel lavoro. Fu lui a contribuire all’affermazione internazionale della maison. La sua improvvisa scomparsa nel 1948 segnò profondamente Balenciaga, che, nonostante un periodo di ritiro, tornò più determinato che mai.
L’apice del genio: le creazioni più belle
Negli anni ’50 il suo genio creativo era al suo apice. Trasformò totalmente la silhouette femminile, allargando le spalle e rimuovendo la vita. Balenciaga fu pioniere anche nell’uso di materiali innovativi. Collaborò con il tessitore svizzero Abraham per sviluppare il gazar, una seta rigida che manteneva le forme scultoree. Amava anche il faille, il taffetà e il pizzo lavorato a mano, spesso usato per i suoi abiti da sera e da sposa.
Le sue collezioni erano arte pura. Il volume riempiva gli orli a palloncino dei suoi primi abiti anni ’50, e fu poi ripreso anche sul retro delle sue linee “semi-fit” a metà degli anni ’50, dove abiti e giacche erano aderenti sul davanti ma con schiene ampie e voluminose. Le giacche iniziano a perdere il punto vita stretto, diventando così più fluide.

Nel 1955, disegnò l’abito tunica, che in seguito si sviluppò nell’abito chemise del 1957. Creò l’abito a sacco, un abito a tubino dritto che eliminava la vita. In questi anni lanciò anche il terzo profumo, Quadrille.
Nel 1959, il suo lavoro culminò con la linea Empire, con abiti a vita alta e cappotti tagliati come kimono. Realizzò il Baby-Doll Dress, un abito corto e svasato, precursore dello stile Mod che esploderà a metà decennio, ma anche il cappotto cocoon e la gonna a palloncino.
Anticipò molte delle tendenze degli anni ’60, creando la base per abiti che ancora oggi sono capi essenziale della moda contemporanea. Nel 1960 realizzò l’abito da sposa per Fabiola de Mora y Aragón quando sposò il re Baldovino del Belgio.
Le sue clienti più famose furono Mona von Bismarck, Gloria Guinness, Grace Kelly, Ava Gardner, Audrey Hepburn e Jackie Kennedy.
Balenciaga si ritirò dal mondo dell’alta moda nel 1968 all’età di 74 anni dopo aver lavorato a Parigi per trent’anni. Pochi mesi dopo, i giornali diedero la notizia della chiusura della sua sede centrale a Parigi e dei suoi studi a Madrid. La chiusura della sua attività colse di sorpresa persino i suoi dipendenti. La notizia sconvolse tanto la sua clientela che provò un vero senso di perdita. Si dice che Mona von Bismarck si chiuse nella sua stanza per tre giorni di fila.
Tornò poi in Spagna e concluse i suoi giorni vivendo nella sua casa di Altea, dove si divertì a dipingere, conversare e mangiare in compagnia di alcuni dei suoi assistenti.
Il 23 marzo 1972, ebbe un infarto, seguito da insufficienza cardiaca. Aveva 77 anni al momento della sua morte. Fu sepolto nel cimitero di Getaria. Balenciaga rifiutò sempre le logiche del prêt-à-porter, restando fedele all’haute couture.
Nel 1986 il marchio Balenciaga è stato rilanciato sotto una serie di direttori creativi.
Conoscevi la sua storia?
Mariagrazia Repola – redattrice Glamcasamagazine





















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