Ultima modifica 15/09/2021
Arte di strada, spesso si sente usare questa definizione, ma cosa significa esattamente, che tipo di arte identifica? L’arte di strada, arte urbana o street art è una definizione che si riferisce a varie forme d’arte: spray art, adesivi, ma anche proiezioni video, mosaici o sculture, land art, ecc. Ad accumunare tutto questo è la location, spesso un luogo pubblico. L’arte di strada si esprime in molti casi illegalmente, anche se il suo riconoscimento è aumentato negli ultimi anni e di conseguenza è spesso cambiata la sua percezione, con alcuni artisti che sono usciti dall’anonimato e ai quali sempre più spesso viene chiesto, anche dalle amministrazioni comunali o altri soggetti istituzionali, di decorare spazi urbani, come quelli delle periferie da riqualificare.
Indice
Arte di strada storia
Quando è nata e come si è evoluta nel tempo l’arte di strada? Come ogni forma d’arte anche la street art ha la sua storia, i suoi protagonisti ed è stata soggetta ad una evoluzione nel corso del tempo.
Negli anni Settanta e Ottanta si colloca il lavoro di un buon numero di artisti che intervengono in strada secondo modalità molto vicine a quelle a cui fa riferimento l’attuale concezione di arte di strada, in particolare se pensiamo a punti come la mancanza di autorizzazione (operare nell’illegalità), la modifica del profilo percettivo del contesto spaziale e la ricerca di interazione con la città e chi la vive. Questo avviene pressoché in contemporanea sia negli Stati Uniti che da noi in Europa.

Il primo utilizzo del termine street art nel senso più vicino all’uso contemporaneo è datato al 1985 e rimanda a una pubblicazione di Allan Schwartzman, intitolata proprio “Street Art”. Quel libro raccoglieva il lavoro di writer e artisti della New York dei primi anni Ottanta che attraverso i loro intereventi artistici trasformavano la percezione dello spazio urbano. Secondo Walde (2006) la fase storica contenuta nel libro di Schwartzman si riferisce a singoli artisti che operavano in strada producendo quella che con il senno di poi sarebbe stata chiamata street art, mentre è solo a partire dal nuovo millennio che questa definizione inizierà ad indicare qualcosa di simile a un movimento artistico globale, che poi è la percezione che se ne ha ancora oggi.
Quando la definizione arte di strada iniziò a fare la sua prima e in breve tempo massiccia apparizione su giornali, internet e televisioni di mezzo mondo era il 2005, il movimento iniziò a scoprirsi sempre più mediatico e in alcuni casi ad uscire dall’anonimato e dall’illegalità. Nello stesso periodo il successo planetario raggiunto da Banksy, lo fa eleggere a simbolo di una nuova arte che diviene in breve tempo di culto. Il personaggio, ancor prima dell’artista, catalizza anche l’attenzione sul processo di sfruttamento promozionale e commerciale dell’espressione street art e di quello che le ruota attorno.
Quando inizia la street art?
Quando inizia la street art e quali sono le tappe da conoscere della sua storia. Lo spazio Fashion Moda nel South Bronx e la Fun Gallery nell’East Village di Manhattan costituiscono due poli culturali di notevole importanza per orientare lo spirito dell’arte di strada come vero e proprio movimento artistico. Il successo della mostra Time Square Show del 1980, alla quale partecipano molte delle figure legate a Fashion Moda, sancisce l’esistenza in strada di un indirizzo artistico diverso e più ampio del solo lettering o della graffiti art. Jean Michel Basquiat e Keith Haring sono a posteriori i più celebri interpreti di questa vivace epoca, affiancati e seguiti da John Fekner, Jenny Holzer, Kenny Scharf, John Ahearn e Richard Hambleton, le cui sagome a vernice nera (Shadowmen) sono i primi segni fortemente iconici a fare la loro comparsa con un deciso impatto sui muri della città.
Nel 1989 Shepard Fairey, meglio noto come Obey inaugura a Providence la sua prima campagna di stickering: “André the Giant Has a Posse”, che porta la street art già a uno stadio successivo, intraprendendo un viaggio che sarà più chiaro solo nel decennio seguente. Negli stessi anni in Europa alcuni precoci episodi vedono protagoniste figure dell’ambiente punk di Amsterdam, come Hugo Kaagman, attivo già dalla fine degli anni Settanta con la stencil art, medium che anche a Parigi vedrà una notevole fioritura nel corso del decennio successivo, anticipando l’avvento del graffiti-writing statunitense.
Oggi la stencil art trainata in particolare dalla grande popolarità e visibilità di Banksy, è una delle forme in grado di evocare meglio l’idea generica di arte di strada, pur essendo una tecnica in origine impiegata per usi diversi da quelli artistici.
Cosa vuol dire artista di strada?
Sulla definizione di artista di strada, spesso c’è un po’ di confusione. Se parliamo di street art e quindi di street artist, parliamo di un creativo che interviene con diverse tecniche su muri, treni o altre superfici della città, in genere senza autorizzazione e pertanto può essere considerato un vandalo, che “imbratta” la cosa pubblica. Naturalmente se si tratta di un artista, con tecniche e messaggi di valore, in genere appare piuttosto evidente ai più che non è qualcuno che danneggia la città, ma spesso la rende più bella, meno grigia, più espressiva, emozionante, migliore. Naturalmente il valore artistico ed eventualmente l’impegno sociale e politico non giustificano la violazione della legge. Il tema è complesso e sullo stesso ci sono come ovvio differenti sensibilità, sia tra i comuni cittadini che tra chi gestisce la cosa pubblica.
Oggi molti artisti di strada lavorano con le necessarie autorizzazioni e per questo non sempre sono ben visti dallo fronda più estrema del movimento. Mettere d’accordo tutti è praticamente impossibile. Ad ogni modo la percezione dell’arte di strada e di conseguenza anche dell’artista che la produce è cambiata nel corso dei decenni. Inizialmente era un vandalo, oggi sempre più spesso, indipendentemente dal fatto che operi o meno nei confini della legalità, viene riconosciuto come un creativo, un artista, un comunicatore (nella migliore delle ipotesi: talentuoso, ispirato e impegnato).
Chi è l’artista di strada?
Chi è quindi oggi l’artista di strada e cosa fa nel concreto? Oggi, forse più che in passato non esistono una definizione e una visione univoche se si parla di street artist. Ci sono artisti che continuano ad operare violando la legge e non hanno nessun desiderio di affacciarsi al mercato o relazionarsi con dinamiche tipiche dell’arte contemporanea. Ci sono però anche artisti di strada che vendono le loro opere nelle gallerie, comprese le più note e quotate al mondo, spesso non senza problemi, visto che in genere desiderano mantenere l’anonimato. Senza dubbio l’arte di strada (e di conseguenza chi la produce) si è evoluta molto nel corso di pochi decenni e per i più radicali tra i suoi esponenti, in molti casi ha tradito il suo spirito originario. In realtà, come per ogni forma d’arte e movimento artistico non si può pretendere di confinarla entro un piccolo recinto, non solo per ragioni formali, ma addirittura filosofiche ed etiche. Ogni artista può e deve decidere con la propria testa cosa fare e chi vuole essere.
Quali sono le caratteristiche principali della street art?

L’arte di strada si fa per strada o almeno così era prima che venisse riconosciuta di circuiti main streem e approdasse in musei e gallerie d’arte. Senza dubbio anche se oggi spesso non nasce per strada guarda agli spazi urbani per cercare la sua identità e una precisa cifra stilistica. Venendo un po’ meno il punto di riferimento del luogo, ad identificare la street art possono essere le tecniche, alcune già citate in questa pagina.
Tra le tecniche più usate dalla street art e che quindi possono aiutare ad identificarla e riconoscerla ci sono: graffiti, murales, la Stencil Art, la Poster Art, la Sticker Art e fenomeno senza dubbio interessante, combinazioni tra queste ed altre forme d’arte (di strada e non).
Arte di strada americana anni ‘80
Gli Stati Uniti, in particolare se ci concentriamo sulle grandi città e le loro periferie, sono stati negli anni Ottanta una grande vetrina per la street art e una importante rampa di lancio per tanti artisti. Negli stessi anni anche la scena europea non era da sottovalutare, ma è innegabile che alcune opere divenute poi iconiche si siano concentrare in quel periodo soprattutto in USA.
Quando si guarda al passato, anche se recente, della street art, è inevitabile affrontarne un aspetto peculiare, ma sul quale spesso non ci si concentra abbastanza, visto il modo diverso con il quale oggi si guarda a quest’arte. Dalla sua nascita e fino a pochi anni fa, la street art era da considerarsi come un’arte effimera, ovvero che in molti casi non era destinata a durare, vista la sua natura illegale. Molti muri, decorati da artisti di talento, semplicemente venivano rimbiancati nel giro di pochi giorni. Alcuni palazzi abbandonati sono stati abbattuti, insomma, gran parte delle opere degli anni ’80, ma anche precedenti e successive, sono andate perdute o in alcuni casi sono state vandalizzate da altri writers.
Ci restano però foto e video. Numerosi sono stati infatti negli anni cortometraggi e documentari, spesso molto interessanti, che sono stati realizzati da artisti di strada o da persone a loro vicine e che servivano anche a documentare opere che era ben noto avrebbero avuto vita breve.
Artisti di strada nell’America degli anni ‘80

Scharf Kenny debuttò negli anni Ottanta sul panorama artistico degli Stati Uniti. Durante il suo percorso artistico affiancò anche Andy Warhol, dal quale venne notevolmente ispirato.

Un altro artista che potremo definire “di strada” attivo negli Sati Uniti negli anni ’80 (morì nel 1988) era Jean-Michel Basquiat piuttosto noto oggi ai più come pittore, meno come writer, ma fu proprio quello il suo background.

Shepard Fairey è originario della Carolina del Sud e nel 1988 si diplomò all’Accademia d’Arte. Nel 1989 quasi per gioco creò il suo primo stencil, riprendendo un’immagine di André The Giant vista su un giornale. Quell’immagine diventerà un’icona che lo farà conoscere al mondo con lo pseudonimo di OBEY.
Arte di strada in Italia
In Italia ci sono interessanti esempi di arte di strada? Certamente si, ci sono sia significative opere di artisti italiani che internazionali.

Di Banksy non si sa molto, una delle poche certezze, per così dire, è che è inglese, ma ha visitato più volte il nostro paese e a testimoniarlo ci sono state negli anni diverse sue opere, in particolare a Napoli e a Venezia. Una delle più recenti, sulla facciata di un palazzo della città lagunare, risale al 2019 e ritrae un bambino immigrato con in mano un razzo di segnalazione.
Se ci vogliamo invece concentrare sugli street artist di casa nostra, eccone alcuni da tenere d’occhio, molto attivi anche sui social.

Pixel Pancho ha uno stile molto riconoscibile e questo è sempre un bene se si fa arte.

Ozmo viene ispirato per ogni suo realistico murales dal contesto politico e dalla città in cui si trova.

Alice Pasquini è una degli street artist italiani più conosciuti anche a livello internazionale, apprezzata per i soggetti e la tecnica.

Pao riempie le città di simpatici pinguini, ma affronta anche tempi importanti, come quello dell’ambiente.

Kenny Random è uno street artist padovano che ha dato vita a personaggi ormai iconici e decisamente poetici.
Arte in strada nel mondo

Oltre agli Stati Uniti, in particolare con città come New York, culla della street art come la conosciamo oggi, dove si può andare nel mondo per scoprire nuovi artisti e nuove opere di street art?
Molti dei più noti street artist viaggiano parecchio e quindi è possibile ammirare le loro opere in differenti città, in particolare tra Europa e Stati Uniti. Numerosi sono poi, sopratutto negli ultimi anni, gli eventi dedicati all’arte di strada, che meritano di essere citati.
A Vienna si organizza il Calle Libre Street Art Festival, in Estonia l’evento Stencibility in Germania sono più d’uno gli Street Art Festival, mentre nella capitale inglese si organizza il London Mural Festival; In Svezia, da non perdere lo Stockholm Street Festival on Tour.
Artisti dell’arte di strada famosi: ecco i nomi
Negli ultimi anni ci sono diversi artisti di strada, che pur in genere restando anonimi, sono riusciti ad ottenere notevole riconoscimento e visibilità. Banksy è sicuramente il primo nome che è inevitabile fare, ma non è certo l’unico che merita di essere citato.

JR è diventato famoso per le fotografie giganti che scatta, stampa ed attacca sui muri dei palazzi. Il suo lavoro vuole raccontare (e criticare) l’umanità ed è stato visto su muri di tutto il mondo, dalla Francia al Brasile.

Faith47 è una street artist sudafricana che realizza opere dove molto spazio hanno la spiritualità e la natura, con forti rimandi al mondo delle favole.

Olek è nata in Polonia, ma vive a New York, è diventata famosa per essere una straordinaria maestra di uncinetto, che realizza opere di street art attraverso questa tecnica.

C215 è un artista parigino dallo stile dettagliato, originale e molto riconoscibile. Usa la tecnica dello stencil e spesso molti colori poco contrastanti tra loro, ricercando un notevole focus sulle forme.

Franck Slama, detto Invader si ispira al videogioco arcade Space Invaders del 1978, creando piccoli mosaici dei personaggi del gioco. Ha prodotto opere di questo genere in tutto il mondo, partendo da Parigi (la sua città) nel 1998 e considerando il suo lavoro una sorta di pacifica “Invasione”.
Idee per la tesina sulla street art
Ci sono diversi possibili approcci per impostare una tesina sulla street art, si può ad esempio partire dai primi artisti di strada o concentrarsi su quelli più recenti e noti. Ci si può concentrare su uno specifico medium o guardare piuttosto ai messaggi, indipendentemente dalla tecnica utilizzata. Possiamo effettuare una ricerca per paese o per città, per anno (o decennio), o per singolo artista. Tra i possibili spunti ci può essere il rapporto tra arte di strada e scelte urbanistiche o tra street art e politica, tematiche ambientali, sociali, ecc. I punti di vista possono essere numerosi e molto come ovvio dipenderà dai propri interessi, dal proprio percorso di studi e dal corso o la materia per cui stiamo realizzando la tesina.
Bibliografia sulla street art per una tesina
Ogni tesina che si rispetti dovrebbe riportare una bibliografia, ecco alcuni testi utili se si vuole approfondire la propria conoscenza della street art.
P. Bengtsen, Street Art World, Lund University: Alemendros de Granada Press, 2014, in U. Blanché, Street Art and related terms-discussion and working definition, in AA.VV., Street Art & Urban Creativity Scientific Journal, vol. 1, n. 2, Lisbona, 2015.
M. Irvine, The Work on the Street: Street Art and Visual Culture, in B. Sandywell, I. Heywood, The Handbook of Visual Culture, Bloomsbury Academic, London & New York, 2012.
M. Tomassini, Beautiful Winners, la street art tra underground, arte e mercato, Ombre Corte, Verona, 2012.
C. Walde, Sticker City. Paper Graffiti Art, Thames & Hudson, Londra, 2006, in U. Blanché, Street Art and related terms-discussion and working definition, in AA.VV., Street Art & Urban Creativity Scientific Journal, vol. 1, n. 2, Lisbona, 2015.
Garry Hunter, Street Art: From Around the World, Arcturus, 2012. Xavier Tapies, La street art ai tempi del coronavirus, L’ippocampo, 2020.
Lorenzo Renzulli





















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